Ho deciso di tornare in Repubblica Ceca quando, avendo in mano un buono da 50 euro, mi sono trovata davanti un’offerta Ryanair che non potevo davvero rifiutare. E siccome si trattava della mia quarta volta, non mi sono fatta problemi a prenotare meno di 24 ore a Praga.

Ecco com’è andata.

24 ore a Praga hotel romantico ryanair

Da qualche parte sul Centro Italia, sabato 6 gennaio 2018, ore 8.35.

Per la prima volta stiamo volando con Ryanair, e l’ansia prima di partire è stata talmente tanta che sono caduta nel trappolone dei vari “plus” per non avere sorprese.

Tanto per cominciare, per essere sicura di avere due posti vicini ho pagato la scelta del posto. Ne ho scelti due da 2,99 euro a posto, ma mi pare che arrivino fino a 5 euro. Sempre se non scegli le uscite di sicurezza, quelle costano pure di più.

E ho preso pure il priority, perché avevamo le ore contate e non volevo rischiare di imbarcare il bagaglio a mano, perdendo ulteriore tempo a Praga. Ma meno male che l’ho preso, quello, perché nell’area degli imbarchi stamattina c’era un casino mai visto e non si capiva quale fosse la fila per ognuno dei 385461 voli Ryanair in partenza. C’avremmo messo niente a finire oltre il novantesimo passeggero del volo e a imbarcare il bagaglio a mano -_-

In pratica: how to spendere gli stessi soldi che spenderesti con una compagnia di linea, ma volando con Ryanair.

Come immagino quelli di Ryanair.

Comunque sta andando tutto bene. Il bagaglio non ce l’hanno controllato – avevamo due zainetti che dentro le misure massime ce navigavano proprio – e ci hanno imbarcati per primi. I sedili dell’aereo non mi sembrano particolarmente stretti o scomodi, come avevo letto da qualche parte, e i famosi annunci Ryanair non sono così fastidiosi come pensavo.

24 ore a Praga Ryanair

24 ore a Praga Ryanair

Ah, comunque Massimo non sospettava NULLA di tutto ciò. Stamattina gli ho messo in mano lo zaino che avevo preparato ieri, gli ho detto di infilare un maglione e gli scarponi pesanti e, una volta in macchina, gli ho detto di andare all’aeroporto di Ciampino. Ho organizzato tutto quanto senza dirgli niente, resistendo per due mesi tondi tondi. Sto facendo progressi.

Praga, sabato 6 gennaio 2018, ore 23.12.

La prima cosa che abbiamo fatto a Praga, stamattina, è stata prelevare al bancomat dell’aeroporto. Lì ho scoperto che se non stai attento puoi arrivare a prelevare l’equivalente di 600 euro in una botta sola (!!!). Nel senso che, se Massimo non m’avesse fermato, avrei prelevato la bellezza di 16.000 corone ceche.

Sigaretta d’ordinanza per Massimo e poi abbiamo cercato il bus n°119 che ferma a Nádraží Veleslavín, dove c’è la fermata della linea verde della metropolitana.

La prima tappa del giorno non era l’hotel – siamo arrivati troppo presto – ma il Farmer Market, che doveva essere un meraviglioso mercato coperto degli agricoltori e invece no, o meglio, ho scoperto troppo tardi che a Praga c’è più di un Farmer Market e noi siamo finiti davanti a quello sbagliato, che era pure chiuso.

In compenso abbiamo trovato una chiesa cattolica molto carina che si chiama Kostel Nejsvětějšího Srdce Páně. La regia mi sta dicendo che significa Chiesa-del-Fantastico-Sacro-Cuore-del-Nostro-Fantastico-Signore, o qualcosa di simile. Mi sa che preferisco la versione ceca.

24 ore a Praga Kostel Nejsvetejsiho Srdce Pane

Altro giretto di metro verde e siamo sbucati nella splendida Staroměstské náměstí, la Piazza della Città Vecchia, dove fino a oggi c’erano le bancarelle natalizie piene di cose buone e gingilli vari.

24 ore a Praga Piazza della Citta Vecchia Natale

24 ore a Praga Natale

24 ore a Praga Natale Mercatini

24 ore a Praga albero di natale

24 ore a Praga orologio astronomico lavori in corso

Purtroppo l’Orologio Astronomico era in ristrutturazione -.-

Ci siamo fermati ad una delle bancarelle di legno che vendevano cibo tipico, e qua mi viene da dire che abbiamo preso la prima sòla del weekend per il fatto che siamo italiani.

I tizi in questione, infatti, vendevano klobása (salsiccia ceca un pochino piccante e moooolto buona), una specie di contorno fatto di crauti, patate e bacon (moooolto buono anche lui, ma non so come si chiama) e il Pražská šunka, il prosciutto di Praga. I prezzi esposti erano quelli per un etto. Peccato che qualche siete italiani? Di dove? Aaah, bella Roma! dopo, ci siamo trovati a pagare l’equivalente di 48 euro per due salsicce, 700 grammi di patate e crauti (!!!) e mezzo chilo di prosciutto di Praga, questi ultimi due mollati sui piatti a caso senza chiederci nulla sulla quantità. Tutto buonissimo eh, per carità, ma se vai a Praga magari stacci attento. Penso che queste bancarelle di legno – quelle del mercatino natalizio sono bianche – stiano lì tutto l’anno, non solo in questo periodo.

cibo tradizionale repubblica ceca

Dal basso all’alto abbiamo crauti e patate, klobasa col pane e ‘na botta de prosciutto di Praga

Ci siamo fatti un giretto fra le bancarelle per digerire, giusto per renderci conto che a Praga sono praticamente più gli italiani che i cechi, e poi finalmente siamo andati a scoprire la mia seconda sorpresa per Massimo, il nostro albergo: stavolta si tratta, signori miei, di un botel. Un boat hotel sulla Moldava. Un hotel su barca, per farla breve, che si chiama Boat Hotel Matylda. Un posto stupendo, lo a-do-ro! Ed è piaciuto un sacco anche a Massimo 😉

24 ore a Praga

24 ore a Praga

24 ore a Praga

24 ore a Praga dancing house

La Casa Danzante

hotel romantico a Praga boat hotel

Il nostro botel!

hotel romantici a Praga vista fiume

Questa è la camera che ci hanno dato

Dopo un paio d’orette di riposo siamo usciti e siamo tornati sul Ponte Carlo. Da anni volevo rivederlo di notte!

Lì mi è venuta la fantastica idea di portare Massimo al Castello di Praga, ma dopo una bella scarpinata e un mio quasi svenimento sulle scale che salivano lungo la collina, abbiamo scoperto che era chiuso.

Niente, qua tocca capire una volta per tutte se sono io ad avere sempre idee del cacchio, o se è la sfiga a guidare i miei viaggi. Ogni volta che voglio vedere qualcosa lo trovo chiuso o coi lavori in corso, ma si può?!

24 ore a Praga

24 ore a Praga

Per riprenderci dall’incazzatura e dalla fiacca siamo tornati nella Città Vecchia, e mi sono buttata alla bancarella che vendeva crêpe. Siccome non mi ero documentata sui sapori delle crêpe ceche, ho chiesto alla signora che le vendeva un consiglio e lei mi ha detto che la sua preferita era la crêpe con cannella e zucchero. Un abbinamento che non avrei mai fatto, ma che è una bomba!

24 ore a Praga cibo tipico

Per cena siamo andati da U Fleků, un posto che mi avevano consigliato le meravigliose #socialgnock su Facebook e che vale proprio una visita: si tratta della più antica birreria di Praga, dove è possibile non solo bere la birra che producono da tipo 500 anni, ma anche mangiare tipico in compagnia di un fisarmonicista che suona canzoni ceche e… anche italiane. Eh sì. Che figata!

Noi siamo entrati, siamo stati indirizzati verso una delle otto sale dai lunghi tavoloni di legno, e ci siamo accomodati accanto ad altra gente. Dopo qualche minuto è arrivato un boccale di birra a testa. Dopo qualche altro minuto è spuntato un tizio con un vassoio pieno di bicchierini di un liquore arancione. Io ho provato a dire che non bevo niente del genere, ma quello ha tuonato un “E’ TRADIZIOONE!” e io muta sono stata, mi sono presa il bicchiere e ho detto pure na zdraví (cin cin) mentre lo bevevo. Sapeva di caramello e di alcolico. Non ho ancora scoperto cos’era.

Infine siamo riusciti ad ordinare due goulash U Fleků. Avevo talmente fame che non ho nemmeno badato troppo alle cipolle. Buonissimo. Spesa totale per due boccali di birra, due bicchierini di liquore e due goulash: 813 corone, circa 32 euro. Se po’ fa’.

dobe mangiare a Praga U fleku goulash

Da qualche parte sopra all’Austria, domenica 7 gennaio 2018, ore 17.01.

Il viaggio è già finito. 🙁

Stamattina mi sono goduta la “vista fiume” che avevamo dalla nostra camera: ho aperto la finestra e mi sono trovata davanti i gabbiani sull’acqua della Moldava. Bellissimo, ne è proprio valsa la pena.

hotel romantico a Praga

Abbiamo fatto colazione nel ristorante del botel, che offriva un classico buffet continentale. Ho assaggiato solo una specie di patè di carne che sembrava ceco, ma non mi è piaciuto e non so cosa sia. Ho però apprezzato particolarmente il caffè e il cappuccino fatti al bar. Trovare un caffè decente all’estero è sempre un’impresa.

Abbiamo fatto il check-out e siamo tornati al Ponte Carlo – non so se s’è capito che lo adoro, tipo – ma prima di arrivarci ho scoperto che la galleria di negozi di souvenir che lo precede vende t-shirt alla metà del prezzo degli altri negozi di Praga. Ne ho presa una al mio collega pagandola l’equivalente di 6 euro invece di 12, un affare.

Ma prima sparamose un selfie

24 ore a Praga

Ho notato che rispetto all’ultima volta che sono stata a Praga i prezzi sono lievitati, specialmente quelli dei souvenir. Praticamente si sono adeguati a quelli europei.

Siamo tornati alla Città Vecchia a pranzare di nuovo con klobása, crauti e patate, troppo buoni per lasciarli lì, e ci siamo seduti su una panchina a mangiare mentre alcuni operai smontavano l’albero di Natale della piazza.

Puntatina a Piazza Venceslao, che abbiamo beccato piena di ponteggi e gru – appunto – e poi combo metropolitana + bus in direzione dell’aeroporto.

 

E’ stato breve ma intenso. 🙁

[E ora toccherà tornarci una quinta volta per far vedere a Massimo quanto è bella Praga sotto la neve *coff coff]