Cosa c’è da vedere a Santarcangelo di Romagna? Ma soprattutto, dove si trova Santarcangelo di Romagna e come cavolo ce so’ finita io?

Santarcangelo di Romagna si trova vicino Rimini, nella Valmarecchia, ed è una graziosissima città d’arte nota anche per aver dato i natali a Papa Clemente XIV. I santarcangiolesi – prova a ripeterlo per tre volte di fila senza impicciarti – ne vanno talmente fieri che si fanno chiamare anche “clementini”.

Ho visitato Santarcangelo in occasione del blog tour organizzato dall’Hotel San Salvador e sono rimasta davvero colpita dalle sue particolarità, dal suo aspetto medievale e dal profumo dei gelsomini, che quel giorno ci aveva seguiti ovunque. Oggi ti darò, oltre a questi, ben sei motivi per andarci. Piglia carta e penna.

Piazza Ganganelli

Antonio Vincenzo Ganganelli era il nome di Papa Clemente XIV, e questa piazza è dedicata a lui.

L’Arco Trionfale, o Arco Ganganelli, che vedi in fondo a destra nella mia foto, fu eretto nel 1777 per celebrare l’elezione del papa. Ma quest’arco è famoso anche per un altro motivo.

Il giorno di San Martino, l’11 novembre, era un giorno molto importante per i contadini poiché era dedicato alla compravendita del bestiame. Prese il nome di Fiera dei Becchi, da becchi che vuol dire caproni, ma anche… cornuti.

Ora i becchi da scambiare non ci sono più, ma la tradizione vuole che l’11 novembre, durante la Fiera di San Martino, vengano appese delle grosse corna sotto l’Arco Ganganelli. Chi ci passa sotto deve sperare che le corna non oscillino, perché se lo fanno… ehm, come dire…

Capito, no?

La grotta pubblica

Il sottosuolo di Santarcangelo di Romagna è un reticolato costituito da 152 grotte tufacee, e sono tutte private tranne due, le grotte pubbliche appunto. Quasi ogni casa prima ne aveva una tutta sua, infatti fu cosi che molti santarcangiolesi si salvarono durante la guerra, rifugiandosi nelle grotte.

La loro origine non è molto chiara e le ipotesi sono diverse, in ogni caso è possibile visitare le grotte pubbliche prenotando la visita all’Ufficio Informazione ed Accoglienza Turistica, telefono 0541-624270 oppure www.iatsantarcangelo.com.

La Rocca Malatestiana

Questo castello è appartenuto ai Colonna ed è stato ristrutturato da quel simpaticone di Sigismondo Malatesta. Come chi era? Dai, quello col nome brutto che ha buttato giù mezza Rimini per farsi il tempio! No? Niente? Ok, ecco il link del mio simpatico sproloquio sulla storia di Rimini e di Sigismondino. Cliccaci e io farò finta di non avertelo detto.

Ah sì, stavamo parlando del castello. Sai perché dovresti vederlo? Perché nella sua magnifica torre residenziale ci abitò Francesca da Polenta, che non è quella che ha inventato la polenta, ma la protagonista del V canto dell’Inferno dantesco, insieme a Paolo Malatesta. Gli amanti Paolo e Francesca, hai presente?

Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.

Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense».
Queste parole da lor ci fuor porte.

La Rocca Malatestiana si può visitare su prenotazione, trovi informazioni e contatti sul sito www.iatsantarcangelo.com.

Alcuni visitatori dicono di aver sentito voci e rumori sospetti, e pare non si trattasse del turista giapponese in fondo alla fila. Forse il fantasma della Polenta? Chi lo sa.

Il museo “Nel mondo di Tonino Guerra”

Santarcangelo di Romagna fu la città natale di un altro personaggio italiano famoso, il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra.

La città ospita il museo permanente “Nel mondo di Tonino Guerra”, che si trova in Via della Costa 15 ed è stato realizzato dal figlio Andrea. Al suo interno sono esposte le opere pittoriche di Tonino ed è anche possibile rivedere i suoi film e le interviste.

Il sito è http://museotoninoguerra.com/it/

La stamperia Marchi

La stamperia Marchi è una delle botteghe più antiche della Romagna, e si può visitare pagando un biglietto di 2,50 euro. Al suo interno si producono stoffe dipinte a mano con la tecnica della “stampa a ruggine” e c’è anche un antico mangano, una specie di pressa a ruota che serviva a stirare i tessuti.

Per informazioni e prenotazioni www.stamperiamarchi.it.

La Collina dei Poeti

Santarcangelo di Romagna fa parte della rete delle “città del buon vivere” e delle “città del vino” italiane. Non è un caso, questo posto offre una qualità di vita molto alta e specialità enogastronomiche mica da ridere.

Ho avuto l’opportunità di visitare la tenuta Collina dei Poeti, un’azienda agricola che si trova sulla collina di Spinalbeto e che produce principalmente vini, in particolare il Sangiovese, grazie ai suoi tre ettari di vigneto.

E’ un luogo circondato da alberi secolari, cipressi e gelsi. Ecco, i gelsi: la tenuta ospita anche il “Viale dell’Amore“, un viale circondato da due file di alberi di gelso, in dialetto santarcangiolese “l’amour”, e che fornisce ottime marmellate di gelso per gli ospiti che vengono a degustare i prodotti a km0 dell’azienda.

Siccome non sono una che ama particolarmente i vini – te dico solo che con mezzo bicchiere di Sangiovese barcollavo che era un piacere – mi sono buttata su un prodotto che conosco meglio, l’olio extravergine d’oliva: ce lo avevano fatto assaggiare e ne ho comprata una bottiglia prima di andare via. L’ho finito da un pezzo e posso dirti che era un olio davvero ottimo, sulle fette di pane fresco era la fine del mondo.

Per informazioni vai su www.collinadeipoeti.it

 

Ed è tutto! Spero di averti incuriosito almeno un po’ con questo post sulle meraviglie di Santarcangelo di Romagna. O c’eri già stato?