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Sull’isola di Guernsey con Ludo

Europa

lafolle 7 Settembre 2015 0

Oggi ce ne andiamo all’estero e parliamo di un luogo molto particolare, anzi di un’isola: l’isola di Guernsey. Come? Mai sentita nominare? Non sai dove sia? Beh, nemmeno io sapevo che esistesse, lo ammetto (shame on me), ma non c’è bisogno di spiegare di che sto parlando: sta per farlo Ludo del blog Angolo Giro!

isola di guernsey: gesto ok

A spasso per l’isola di Guernsey

Per prima cosa voglio ringraziare questa nostra Anna che mi ha permesso di scrivere un articolo qui nel suo piccolo ma grande blog: grazie, sei davvero speciale.

Seconda cosa voglio spiegare a voi perché le ho chiesto di pubblicare un post. Facendola breve vi dico che io ho passato un mese e mezzo di questa mia estate – e di questa mia vita – sull’isola di Guernsey e ho tenuto sul mio blog un diario di viaggio. Non essendo il mio blog un travel blog, ed essendo io molto sorpresa da tutto ciò che quest’isola ha da offrire, ho voluto dedicarle un articolo.

Iniziamo con le basi.

Guernsey è un’isola inglese, in cui si parla inglese, sottoposta al dominio della Corona, ma NON si trova nel United Kingdom. L’isola di Guernsey è infatti nello stato di Guernsey, conia la moneta di Guernsey – anche se le sterline valgono, eh – e il suo popolo possiede il passaporto di Guernsey.

Non chiedetemi come si chiamino i suoi abitanti che non lo so, forse Guernseiani.

Passaporto dell'isola di Guernsey

L’isola di Guernsey è geograficamente parlando wired: sembra inglese, ma si trova più vicino alla Francia; ha delle spiagge caraibiche ma con qualche difettuccio, la temperatura dell’acqua, ad esempio.

È in un arcipelago, e la città principale – e unica – è l’adorabile St.Peter Port, che ospita case con tetti a spioventi e simpatici negozi di diamanti.

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L'isola di Guernsey e l'isola di Jersey su una mappa

Aldilà di tutte queste nozioni generiche voglio spiegarmi meglio, voglio spiegare meglio perché sento il bisogno di dirvi che quest’isola c’è, esiste, anche se in pochi lo sanno.

Guernsey mi ha sorpresa, nel bene e nel male mi ha sorpresa.

Tra tutte le cose che ho mangiato qui, ho provato i crabs serviti con della salsa rosa ed insalata di cucumbers. Sono dei granchi enormi e rossi, che per chi non ha mai visto un vero granchio, ad eccezione di quelli marroncini e piccoli che saltellano sugli scogli della Sicilia, possono risultare davvero assurdi; inoltre sono deliziosi, dolci di sapore e salati di mare.

Ho assaggiato anche la zuppa in can, che avevo snobbato sin dal primo momento. In un giorno di pioggia in cui la mia voglia di cucinare era ripartita per l’Italia ho preso la decisione di tradire la cucina mediterranea; tra tutte le lattine che ho trovato nella credenza ho scelto la zuppa della Heinz al pomodoro, perché faceva molto Andy Warhol. È deliziosa, qui lo dico e qui lo nego.

Il bagno al mare non l’ho mai fatto perché io sono una persona dal sangue del sud, freddolosa e amante dell’acqua brodosa; anyway ho passato più di un pomeriggio distesa in spiagge semideserte a mangiare scottish biscuits, e a sfilarmi e a rinfilarmi la maglietta ogni due minuti. Il tempo sull’isola di Guernsey è molto mutevole, un minuto prima c’è il sole bollente, un attimo dopo il vento del Nord. Questione di secondi.

La vita mondana non l’ho molto assaporata; ho assaporato perlopiù brownies ricoperti di cioccolato fuso e vanilla ice cream, ciononostante una sera sono andata ad un concerto all’aperto, molto indie e molto folk. La location era Castel Cornet, bellissimo: un castello medievale che i tedeschi della seconda guerra mondiale avevano ristrutturato come base militare. Adesso è un museo, ma in estate i guernseniani di tutte le età si accampano per quattro sere sul prato del castello con sedie pieghevoli e cestini da picnic per ascoltare musicisti indipendenti, che tra l’altro sono molto bravi.

Avete presente quando nei film ambientati nel Tennessee, o nel Wyoming, ci sono le fiere in cui partecipa chiunque, di qualunque età, per ballare e ascoltare o musica country? Ecco. È la stessa cosa in versione inglese, con musica folk, patate dolci e accento British.

Isola di Guernsey, costa

Un pomeriggio ho preso un autobus che faceva il giro dell’isola costeggiando le spiagge. Del mare ho già parlato e non voglio dilungarmi troppo; ma le case, le case sono qualcosa di meraviglioso.

Nella parte sud dell’isola si concentrano i ricchi. Guernsey è un’isola con molti ricchi, ogni giorno tra le strade si vedono passeggiare oziose almeno sei decappottabili. All’inizio mi stupivo di quante Lamborghini circolassero in una città di sedicimila abitanti; ora ci ho fatto l’abitudine, più o meno.

La maggior parte dei ricchi davvero ricchi non vive a St.Peter Port, ma nel south side in cui davanti alle più belle spiagge inglesi – vedere per credere – si erigono splendenti case. Le case più pretty secondo me sono quelle in periferia della città, con i tetti a spioventi e davanti alla porta di casa dei piccoli portici – porch – due metri per tre costruiti interamente di vetro, davvero davvero pretty.

Ma i porch di periferia non sono niente rispetto alle case del Sud, le quali vogliono riprendere lo stile di Guernsey con i tetti a spioventi e i portici di vetro per mescolarlo allo stile di Beverly Hills. Immense ville con intere stanze dai muri vetrati, giardini sconfinati e accessi privati alle spiagge.

Villa a Guernsey

Io lo so, lo so, che tra tutte i luoghi del mondo questo non è nelle wishlists più comuni, ma vi giuro che ne vale la pena. Anche solo per un fine settimana lungo in primavera, ne vale la pena.

Io credo che la meraviglia sia qualcosa che capiti sempre più raramente, perché oggi tutto così è veloce ed immediato che in qualche modo si conosce già ciò che si desidera scoprire. Io credo che la meraviglia e la sorpresa valgano la pena di essere vissute. Vi giuro che l’isola di Guernsey sorprende, e a tratti meraviglia.

→ Leggi anche: quanto costa visitare Londra

Ed eccoci qui, con questa bella infarinata sull’isola di Guernsey. Chi non vorrebbe dargli un’occhiata, dopo un post così? Grazie, Ludo!

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