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Friday Talk #4: la mia estate

Minchia quanto è sfiancante l’estate. Ogni anno, ogni benedetto anno aspetto con ansia che arrivi e a una certa, con altrettanta ansia, aspetto che si levi dalle palle. Chissà perché, di solito quel momento coincide con la fine delle mie ferie.

Ad ogni modo, pubblicare un resoconto estivo m’è parso il modo migliore per riprendere a scrivere qui sul blog; già che ci sono, facciamolo con, più o meno, gli argomenti che usavo per i Mesi in Otto Punti, anche se stavolta sono pure sei e qualcuno è pure cambiato.

Musica

Credo che le mie canzoni preferite si possano riassumere col nome di un unico gruppo: gli Imagine Dragons. Conoscevo già qualche pezzo ma negli ultimi mesi, complice i buoni sessanta chilometri che devo farmi per andare e tornare dal lavoro, ho iniziato ad ascoltare una lista di brani venuti fuori dalla riproduzione casuale di Spotify. E se alle undici di sera hai incrociato una che strillava appresso a Thunder sul raccordo anulare, ad una velocità media di centotrenta chilometri orari, tranquillo ché ero io.

Così ma coi capelli

Mi piacciono un sacco anche Stuck e Birds, ma non Birds con Elisa perché hanno trovato il modo di rovinare la canzone. Poteva essere bellissima, e invece. Quando l’ho ascoltata ho avuto la tentazione di staccare il volante e lanciarlo in testa al mio vicino di autostrada.

Serie tv

Mettiti comodo e fatte ‘na flebo di liquidi, ché qua finimo fra tre anni.

Come altri milioni di italiani, ho visto la terza stagione di Stranger Things. I bambini crescono, cicciano nuovi mostri e nuovi personaggi ma la storia rimane la stessa. A me la nuova stagione è piaciuta, nonostante l’abbia trovata meno emozionante delle precedenti: adoro l’atmosfera vintage, nonostante sia troppo giovane per ricordarmi gli anni Ottanta, e adoro che sia una serie con bambini svegli ma non troppo – odio quei film in cui bambini di sette anni fanno discorsi da trentenni.

Altre due serie piuttosto corte che mi sono piaciute assai, rigorosamente Netflix perché Netflix è la vita: Gli ultimi zar e Russian doll.

Gli ultimi zar (titolo originale The Last Czars) racconta la storia della famiglia Romanov sotto forma di serie documentaristica, dal matrimonio di Nicolaj II e Aleksandra alla nascita dei figli, dal ruolo del personaggio Rasputin – io credevo che fosse un’invenzione del film d’animazione Anastasia, fai tu – fino all’assassinio dell’intera famiglia. E’ fatto molto, molto bene e ti consiglio di dargli un’occhiata anche se, come me, non hai ancora in programma un viaggio in Russia.

Russian doll è una serie pazzesca, anzi, direi che è del tutto folle. E’ folle chi l’ha pensata (Natasha Lyonne, che interpreta Nicky in Orange is the new black), è folle chi ne ha creato i costumi e le ambientazioni ed è folle pure la protagonista, Nadia, che è sempre Natasha Lyonne. Dopo aver visto questa serie, io ho perso definitivamente la testa per questa attrice. Sarà perché fondamentalmente ho un debole per i personaggi eccentrici e mezzi scemi.

Ma vogliamo parlare delle sue espressioni? Lol

Comunque, la trama di Russian doll è la seguente: il giorno del suo 36esimo compleanno Nadia si trova nel bagno di casa della sua amica Maxine, che le ha organizzato una festa. Nadia beve, si fuma una canna, si porta a letto uno e la mattina dopo muore tirata sotto da una macchina. Il problema è che poi si “risveglia” nel bagno di Maxine, durante la festa di compleanno della sera prima, e nessuno si ricorda di averla vista uscire dal bagno. Nadia muore e rivive lo stesso giorno una decina di volte prima di capire che non si era drogata pesantemente e che non stava sognando. Così, inizia a indagare per cercare di capire a cosa sia dovuto ‘sto loop. La serie per ora conta una stagione sola, fa ridere ma anche piangere e soprattutto riflettere. Il personaggio di Nadia, poi, è assolutamente geniale.

Passiamo ad altre due serie tv che definirei semplicemente gnè : ho finito, dopo sedicimila puntate, Una mamma per amica. Le sette stagioni vecchie, intendo. Speravo che col tempo la serie migliorasse ma no, col cazzo. Sette stagioni per far finalmente mettere Lorelai con Luke anche no, dai. Ho provato anche a vedere la stagione nuova ma è ancora più lenta e loro sono semplicemente invecchiati. Dopo una puntata e mezza volevo strapparmi i bulbi oculari e dare fuoco al portatile.

Altra serie tv gnè, che sto guardando solo perché piace a Massimo, è La casa di carta. Due stagioni su tre chiusi dentro la Zecca dello Stato? Ma seriamente fate? Io mo vi mando il conto della mia psicologa, ché m’avete fatto diventate claustrofobica. E Tokyo? Giuro che non esagero dicendo che mi stava sui coglioni già dopo i primi trenta secondi. Prego segretamente Nairobi di farla fuori il prima possibile, così la pianta di disintegrarci le palle con tutto ciò che NON sa fare nella vita. Pensavate di fare gli originali con una protagonista emo che non sa seguire un piano che sia uno? No, ve lo dico: avete sbagliato tutto. A noi ce piacciono i protagonisti che sanno fare cose, perché se no che cacchio di protagonisti sono? Tokyo è una rompicoglioni inetta e basta. Inutile farle fare la bocca a culo di gallina ogni due per tre, non funziona. Mettetevelo in quella dannata testaccia. E CAMBIATE LOCATION, CHE’ I SOLDI CE LI AVETE!

Libri

Raga’, sto a legge ‘na cifra. Per i miei standard, almeno.

Ho letto con molta soddisfazione Come non scrivere di Claudio Giunta, che molto semplicemente parla di scrittura, di errori da evitare, di differenze di stile. Siccome voglio migliorare proprio da questo punto di vista mi sono buttata di testa su un altro libro di Giunta che parla di viaggi, ovvero Tutta la solitudine che meritate – Viaggio in Islanda: volevo prenderlo come esempio. Però no, per me è no perché è terribilmente noioso e le foto dell’Islanda sono microscopiche e in bianco e nero e non si capisce una fava.

In libreria ho scovato una nuova autrice finlandese, Johanna Holmström, e il suo – per ora – unico libro tradotto in italiano: L’isola delle anime. Probabilmente ci farò una recensione approfondita in un altro post, ma ti anticipo che è ambientato nell’arcipelago di Turku ed è assolutamente da leggere.

Ora invece sto leggendo Sovietistan – Un viaggio in Asia centrale di Erika Fatland, Prenotazione obbligatoria di Sara Porro e la versione non censurata de Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde.

Viaggi

Ho trascorso una settimana di ferie nel mio albergo preferito ad Alba Adriatica. Quest’anno, tra il mio trasferimento e il lavoro massacrante di Massimo, avevamo proprio bisogno di non fare nulla per sette giorni.

Il prossimo viaggio invece sarà in Giappone, a novembre. Ho prenotato i biglietti aerei un mesetto fa, e ora inizia la parte seria dell’organizzazione. Stavolta vedremo Osaka e Kyoto e torneremo un paio di giorni a Tokyo. Fammi sapere se può interessarti un post su come sto organizzando il tutto, anche se ne ho già fatti tre la volta scorsa!

[Se te li eri persi→ Missione Giappone]

Buoni propositi

Si sa che settembre è il secondo gennaio, e allora ecco qualche nuovo buon proposito:

  • Seguire una dieta sana ed equilibrata. Ho preso appuntamento con una nuova nutrizionista per la settimana prossima. Le due diete che ho seguito in precedenza mi hanno fatto perdere dei chili, ma mi costringevano ad una serie di rinunce che col tempo mi hanno fatto mangiare male, mollare tutto e riprendere quasi tutto il peso perso. Questa dottoressa mi è stata consigliata da una collega, dovrebbe fornire uno schema che insegna a mangiare tutto quanto nel modo giusto. Spero che sia la volta buona. Perché a perdere peso mangiando il nulla cosmico so’ boni tutti, mentre io voglio imparare a mangiare sano.
  • Piantare i tulipani. Sì perché a marzo sono stata a quella fiera dei tulipani, ricordi? Mi sono rimasti dei bulbi che devo piantare ora a settembre, ma non ho mai fatto giardinaggio e spero di trovare la voglia.
  • Riprendere a scrivere contenuti di qualità sul blog. Purtroppo non sono andata da nessuna parte in questi ultimi mesi, e mi stanno mancando gli argomenti di cui scrivere. Sto leggendo tanto anche per questo. Spero di riuscire a pubblicare qualcosa di davvero bello nelle prossime settimane.

Riassunto dell’estate

Inutile dire che la novità più grossa di questa estate è stata il mio trasferimento, che mi ha messa alla prova più di una volta sia sul piano lavorativo – sistemi nuovi da imparare, responsabilità più grosse, orari sballati – che sul piano delle amicizie. Sto cercando di farmi viva il più possibile con gli amici che non ho più modo di vedere al lavoro, e ho fatto un salto indietro nel tempo quando, in un caso, mi sono ritrovata ad essere quella che si fa viva e non riceve risposte. Quando ero adolescente non rispettavo me stessa, e aspettavo i comodi degli altri sperando che prima o poi si ricordassero di me; a trentadue anni non sono più disposta a farlo, e mi sono comportata di conseguenza.

Ho definitivamente sconfitto l’ansia che mi portava a temere la compagnia delle persone nuove – in questo caso i nuovi colleghi – e credo di poter dire che me la so cavare. Niente mal di pancia o tachicardia, nessuna paura del confronto. L’educazione e l’autoironia mi aiutano un sacco, e anche sapere che se mi impegno riesco a fare tutto quello che voglio.

Una cosa che mi ha fatta stare parecchio in pensiero, questa estate, è stata la possibilità che Linus (uno dei miei gatti) potesse avere un tumore. A giugno ha avuto dei problemi intestinali e durante una delle ecografie è uscita fuori una massa sospetta. Mi fa sorridere – anche se sul momento non ho sorriso affatto – pensare che il primo veterinario che l’ha vista voleva operare Linus per, cito testualmente, “capire cos’era ed eventualmente rimuoverla“. Aprire la pancia di un gatto così, a caso, senza sapere se la massa è pericolosa. Praticamente voleva giocare a L’allegro chirurgo con Linus.

Così ho girato mezza Roma per un mese e mezzo, tipo pallina del flipper, per portare Linus in tre cliniche veterinarie diverse e alla fine si è scoperto, senza inutili interventi chirurgici, che si tratta di una massa di grasso potenzialmente innocua. Abbiamo già fatto il secondo controllo e va tutto bene, e io sono veramente contenta.

Ora, se ti va, lasciami un commento e raccontami com’è andata la tua estate 🙂

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