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Diario di viaggio: la mia prima volta a Barcellona (parte 3)

Questo diario di viaggio di Barcellona non finisce più. E dire che sono stata fuori solo cinque giorni, se fossi stata un mese a Barcellona avrei scritto post fino alla pensione?!

Vabbè dai, questa è l’ultima parte. Giuro. Se ti sei perso quello che è successo nei giorni precedenti, ecco la prima e la seconda parte del diario di viaggio.

 

Quarto giorno a Barcellona

Eravamo arrivati a martedì, un fantaaastico martedì iniziato con un’altra colazione-esperimento in un’altra pasticceria vicino all’hotel (bello non ricordarsi un nome che sia uno). Qui devo dire che, spendendo 4 euro come il giorno prima, la colazione è stata un tantino meglio. Il cornetto era buono, il cappuccino pure e Massimo non ha sputato il caffè. Ottimo.

Mi ero tenuta le varie spesucce per questo giorno, perché avevamo in programma di andare sulla Rambla e sapevo che lì è pieno zeppo di negozi di souvenir.

Ah, a proposito. Diciamo subito una cosetta. Ho passato giorni interi a chiedermi quale fosse ‘sta Rambla. Massimo mi aveva detto che rambla in spagnolo vuol dire semplicemente strada o viale e infatti Barcellona è piena di ramblas con i vari nomi, quindi non capivo. Ora ti posso dire con certezza assoluta che con La Rambla ci si riferisce al viale che da Plaça Catalunya va dritto verso il mare e termina con la statua di Cristoforo Colombo (Monument a Colom). Dai, dillo che ti ho cambiato la vita con questa notiziona.

Abbiamo preso la metropolitana fino a Plaça Catalunya e, seguendo le indicazion della cartina, abbiamo proseguito a piedi verso La Rambla, che fortunatamente è quasi del tutto pedonale. E’ una strada davvero bella, piena di alberi e chioschetti di fiori e souvenir.

rambla barcellona

Lì trovi anche il mercato La Boqueria, il mercato coperto che si trova sul lato destro della Rambla, bellissimo e perennemente pieno di turisti.

mercato della boqueria

Bello, variegato, coloratissimo, coi fruttivendoli che dispongono la merce in ordine cromatico. Secondo me tanta gente ci va solo per poter scrivere su Internet di aver pranzato alla Boqueria con un fantastico frullato di frutta pagato solo 1 euro. Fatti un giro su qualche sito di recensioni, è pieno di maniaci del frullato che impazziscono per la Boqueria. E te pare che io non l’ho preso, er frullato? Ma certo che sì! Purtroppo però ho avuto la fantastica idea di provare quello al cocco, perchè a me er cocco me piace, e mi sono ritrovata in mano un bicchiere di acqua bianca che non sapeva di niente. Furba io. L’ho sempre detto che c’ho la testa piena de bruscolini.

interno della boqueria

frullati a 1€ boqueria

chioschi della boqueria

C’erano altre cose che potevi assaggiucchiare, tipo qualche cioccolatino o spiedini di salumi spagnoli a 1 euro l’uno. Abbiamo assaggiato un salamino che fermate, buono da morire.

Usciti dalla Boqueria abbiamo continuato a percorrere la Rambla finché non ci è venuta fame. A destra e sinistra del viale trovi un sacco di tavolini con i camerieri che ti invitano a fermarti. Dopo aver visto qualche prezzo sui menù esposti abbiamo scelto un locale verso la fine della Rambla che offriva un menù composto da tre tapas (cioè tre antipastini) e un primo a scelta tra pizza o pasta, a circa 8 euro. Abbiamo preso due menù, e il totale sul conto riportava 27 euro. Mi sono fatta dare lo scontrino e ho scoperto che le due microbottigliette di acqua da 50ml che avevamo preso ce le avevano fatte pagare ben 4 euro l’una. Capito i furbi? Quindi le cose sono due. O eviti di pranzare sulla Rambla, oppure ti informi prima sul prezzo… dell’acqua.

Arrivati davanti alla statua di Cristoforo Colombo abbiamo fatto dietrofront e siamo tornati indietro per prendere un paio di cartoline e souvenir, che conviene comprare nei negozietti sui lati della strada piuttosto che nei chioschetti sparsi sul viale. Costano meno. Io ho preso dei souvenir davvero carini in un negozio con un tizio che mi ha pedinato per tutto il tempo, roba che a un certo punto volevo picchiarlo con le salamandre di Gaudì.

A Plaça Catalunya non ho potuto fare a meno di entrare nell’Hard Rock Cafè. Questa è una mia abitudine: da quando ho scoperto l’esistenza degli Hard Rock Cafè ho iniziato a collezionare i loro gadget, spille in particolare, quindi una visita è sempre d’obbligo. Il primo lo vidi a Dublino e da allora non ne manco uno. Tranne quello di Roma, perché come ho già detto sono molto furba. Quando vado in vacanza macino chilometri per vedere e trovare tutto quello che mi interessa, tornando a casa più stanca e schizzata de prima, poi torno a Roma e non mi muovo neanche a calci. Pensandoci dovrei prendermi a sassate.

La sera indovina un po’ dove siamo andati a mangiare? Ma ceeeerrrto, nel solito ristorante di fronte all’albergo. Avevamo mangiato tanto bene e che fai, non li saluti?

Ormai avevo la paella che mi usciva dalle orecchie e quindi non l’ho presa, ma abbiamo voluto provare il loro risotto con gamberi e calamari. Ci hanno servito un piattone di riso che sembrava quello alla crema di scampi, con sopra un pò di scaglie di formaggio e sopra ancora anelli di calamaro fritti. Ammazza che bono. E dire che io non so cucinare neanche due uova sode!

Quinto e ultimo giorno a Barcellona

Dopo aver fatto il check-out all’hotel ho scoperto che i receptionist potevano imbucarci le cartoline e venderci pure i francobolli. 100 punti per l’hotel.

Di nuovo colazione in un bar diverso, di nuovo ‘na fetecchia di caffè, di nuovo 4 euro. E vabbè.

Siamo stati a zonzo a Plaça Catalunya per un po’, perché avevamo il volo di rientro nel pomeriggio ed era troppo presto per andare all’aeroporto. Il tempo di pranzare con un panino sulla Rambla e poi abbiamo preso l’Aerobus.

E tu? Sei mai stato a Barcellona? Lasciami un commento qui sotto e condividi se ti sono piaciute le mie avventure disgrazie! 🙂

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