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ChiacchiereFinlandiaUn mese in otto punti

Due Mesi in 8 Punti: marzo e aprile 2018

Paolo Fox me l’aveva detto che sarebbe stato un anno complicato, il 2018.

Nel menù degli ultimi due mesi abbiamo: poca musica, libri persi, un viaggio a Helsinki che è andato a farsi friggere, una novità grossissima che riguarda me e la mia amata Finlandia e… palestre dentro casa della gente.

 

Canzoni del periodo

Tra marzo e aprile è avvenuto definitivamente il mio passaggio dall’autobus alla macchina, nel senso che adesso vado anche al lavoro in macchina.

No, prima non ci andavo. Prima mi sparavo due ore di combo bus+treno+bus per arrivare a casa, perché avevo paura di guidare sull’autostrada.

Adesso, complice un cambiamento di orario terrificante per il quale avrei fatto prima a dormire in aeroporto che a tornare a casa coi mezzi, vado e torno con la mia bella macchinina e pare che vada tutto benone.

Perché ti sto raccontando tutto questo? Perché andare in auto significa non ascoltare praticamente più Spotify, e non ascoltare praticamente più Spotify significa che:

  1. piscio l’abbonamento mensile, ma pure di questo penso che ti freghi poco;
  2. non sono andata in fissa con nuove canzoni perché proprio non le ascolto.

Serie tv e film del periodo

Allooooooora.

Togliendo la mia indiscussa fedeltà a Grey’s Anatomy, mi sto un po’ deprimendo perché guardo le puntate nuove alla velocità della luce e non ho mai nient’altro da vedere, quindi sto smanazzando su Netflix per cercare nuove serie interessanti.

Siccome ogni tanto mi sparo Reign, che parla degli impicci alla corte francese durante il periodo della regina Maria di Scozia, il caro Netflix ha pensato bene di propormi la serie Versailles. Come dice il nome è ambientata nella reggia di Versailles, appunto, e dovrebbe parlare delle vicende che hanno portato il Re Sole alla costruzione della reggia.

Dico dovrebbe perché io ho visto metà della prima puntata e ho detto

Il motivo? In mezz’ora l’unica cosa che ho capito è che a Versailles chiunque si trombava qualunque cosa respirasse.

La puntata inizia con Luigi XIV che, coi suoi capelli lunghissimi-wow, zompetta in giro per Versailles e poi si fa una, a buffo. Cambio di scena: c’è un altro tizio coi capelli lunghi che parla con una guardia, poi chiude la porta e si tromba uno. Benissimo. Cambio di scena: c’è una che chiamano regina che è incinta e deve partorire. Luigi-capelli-scintillanti si sveglia nel suo mega letto, va a salutare la regina che presumo sia la moglie, poi si chiude in una stanza e si tromba un’altra tizia. Ecco, mezz’ora tutta così, che tu stai lì e dici scusa, ma su Netflix ci sono pure i porno mo?

“Chi mi farò tra dieci minuti? Mumble mumble.”

Su consiglio di mio fratello ho iniziato a guardare Jessica Jones. Ho visto solo la prima puntata perché è durata un sacco, e non sembra male. Ho sentito dire che la seconda stagione è un po’ MEH, ma intanto vediamo se ci arrivo.

Film: l’unico che ho visto è stato The Titan, sempre su Netflix. Parla di un futuro della Terra in cui praticamente è rimasta in piedi solo Los Angeles – come al solito – per una non meglio precisata catastrofe mondiale, e gli scienziati stanno studiando un modo per portare la razza umana su Titano, l’unico satellite abitabile di Saturno. Piccoli dettagli da tenere in considerazione: su Titano la temperatura media è di -180°C, l’atmosfera è composta praticamente solo da azoto e piove metano. Cosa mi si inventano gli scienziati? Un’evoluzione forzata che porterebbe l’essere umano a diventare una specie di pesce che sopravvive al gelo e c’ha il metano nelle vene. Tutto bellissimo, se non fosse che i tizi sottoposti agli esperimenti muoiono come mosche oppure lanciano tutto per aria tipo Hulk, mogli e figli compresi.

Film carino, ma si sopravvive anche senza guardarlo.

Libro del periodo

L’unico libro che avrei gradito leggere non mi è mai arrivato.

E’ un particolare libro su Helsinki che vendono solo in Nord Europa e in una libreria svedese che spedisce anche in Italia. Io l’ho ordinato i primi di marzo e a Pasqua ancora non ce l’avevo. Ho contattato quelli della libreria e loro…

“Ma veramente in Italia ci è arrivato tipo due giorni dopo l’ordine, lo hanno preso le Poste Italiane e, beh, non abbiamo un codice di tracciabilità. Sicura che non sia arrivato?”

A quel punto ho avuto un collasso.

Quando mi sono risvegliata mi sono venuti tre o quattro tic uno dopo l’altro, ho soffiato fortissimo dentro ad un sacchetto antipanico e, quando mi è tornata la necessaria lucidità mentale, gli ho scritto una cosa simile:

“Poste ItaliAHAHAHAHAHAHAHAH?! Cioè, mi state dicendo che mi avete spedito un libro dalla Svezia, dico dalla Svezia, affidandolo alle P… P… Poste Italiane? Ma tipo dirmelo, che facevo prima a venire su io a piedi da Roma? Eh? Mannaggia a voi, alle Poste Italiane lo avete dato? Il MIO libro? SUL SERIO?!”

E niente, mi hanno rimborsato nel giro di venti minuti. Nel frattempo mi hanno scritto che mi informeranno se il libro dovesse tornargli indietro – nel senso che i servizi postali di solito fanno così, se il pacco non ti arriva dovrebbe tornare al mittente – e in caso me lo spediscono di nuovo.

Ovviamente non ho ancora saputo nulla, e sono passati altri venti giorni. Poveri ingenui svedesi. Ancora non hanno capito che il mio libro è finito in un buco nero e nessuno saprà mai più niente di lui.

Viaggio del periodo

Doveva essere quello a Helsinki che avevo prenotato per il ponte del primo maggio. Tre giorni, anzi, due giorni e mezzo a Helsinki giusto per vedere i festeggiamenti del Vappu. Peccato non aver fatto i conti con la stronzaggine dei clienti di Massimo, che lo hanno voluto a lavorare proprio il 30 aprile. Non un giorno prima, neanche uno dopo. Il 30. Mortacci vostra, un crampo al colon vi deve venire. A tutti.

Ti dico solo che il volo lo avevo prenotato a dicembre, e che ho passato una settimana intera incazzata come una biscia. Mi ripiglio solo ora.

Comunque deve essere proprio Helsinki, eh. Ricordi quante cose ho dovuto sopportare e sistemare per organizzare il mio primo e attesissimo viaggio in Finlandia? Come funziona, più ci tengo e più m’attacco al tram? Eh?

Per fortuna quest’anno lassù ci vado lo stesso. Il motivo non è il viaggio, ma una cosa più figa e te lo racconto più giù.

Ah, e poi sono stata ai Musei Vaticani per la prima volta a sfottere i turisti. Questo però te lo racconto lunedì prossimo.

Figura di cacca del periodo

Mah, niente di particolarmente creativo.

Mi sono presentata di nuovo con gente che a quanto pare mi conosce già. Un classicone. E un chiaro inizio di demenza senile precoce.

Riassunto del periodo

L’ho già detto all’inizio: quest’anno sto facendo una fatica immane a fare anche le cose più normali. Ho cercato di cambiare palestra e mi sono ritrovata a fare pilates dentro casa di uno; voglio cambiare i mobili rovinati di casa mia e sembra che non esista un negozio adatto per le misure che ho io; devo smaltire il televisore rotto e non posso farlo perché sul mio documento non c’è la residenza nuova. Vivo in un mai ‘na gioia perenne.

Ricordi il collega ex onesto ed affidabile che mi aveva fatto un brutto scherzo coi turni? Ti confermo che ancora non l’ho mandata giù, anzi, sono andata dal capo a controllare personalmente che tutto sia tornato a posto. Qualche giorno dopo il collega in questione mi ha presa da parte e ha tentato di convincermi che lui non ha fatto nulla e che, anzi, lui aiuta sempre tutti e io dovrei prendere esempio. Insomma, quel tipo di cose che non dovrebbe dirti proprio la persona che, approfittando della fiducia tua e del capo, ti ha manomesso i turni e ti ha fatto lavorare di merda per quattro mesi di fila, traendone vantaggio. Dunque la mia risposta è stata un sentito “come devo comportarmi lo decido io, non sono tua sorella“.

Ad aprile mi sono presa una grossa, grossissima soddisfazione, e non sto parlando solo della macchina. Parliamo di Finlandia. Te lo dico tutto d’un pezzo o vado piano piano?

Ok, vado tutto d’un pezzo.

Ho vinto una borsa di studio per fare un corso di lingua in Finlandia.

E ho reagito esattamente così.

Superato lo shock iniziale – sì, per me è stato un vero e proprio shock scoprire che avevo vinto sul serio – c’è stato un momento in cui ho dovuto scegliere la città e il tipo di corso da frequentare. Sono stata indecisa fino alla fine tra Helsinki e Kuopio, una città della Finlandia centrale che metteva a disposizione corsi interessanti, ma alla fine ho deciso che andrò a Helsinki e farò un corso intensivo all’università estiva. Ho già volo e appartamento prenotati. Sarà stranissimo ma non vedo l’ora, davvero. Non credevo che avrei mai avuto un’opportunità simile, visto che non ho fatto l’università, invece mi si è aperto un mondo.

E niente, direi che non c’è altro da aggiungere.

Scoperte web del periodo

Ho scoperto altri due siti interessanti per acquisti di moda sostenibile, però ancora non te ne parlo perché il primo deve ancora spedirmi il vestito che ho ordinato, e sul secondo devo fare un acquisto ma sto aspettando una e-mail che mi indichi le misure esatte del capo che ho scelto.

Se tutto va bene te ne parlo il mese prossimo.

Commento del periodo

Salto anche stavolta. Ho scritto solo due post negli ultimi due mesi e non ho molto materiale 🙂

 

E questo è tutto. Direi che è stato un gran bel mix di incazzature e soddisfazioni, no? Non mi faccio mancare niente. A te come sono andati marzo e aprile? C’è un motivo particolare per cui ricorderai uno dei due o entrambi? Raccontami! 

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