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A zonzo per la Toscana: 4 luoghi da scoprire nella Montagna Pistoiese

L’ultimo weekend di giugno sono stata ingaggiata da Brickscape per scoprire la Toscana, e in particolare la zona che parte dalla località di Pracchia, in provincia di Pistoia. In questo post dunque ti parlerò di quattro posticini da visitare nella Montagna Pistoiese, ché magari sei a corto di idee per le vacanze estive e non vuoi allontanarti troppo da casa.

Cos’è Brickscape?

Se sei uno dei miei lettori più svegli – e so che lo sei – avrai notato che da qualche mese c’è un nuovo logo qui sulla destra, che riporta appunto il nome di Brickscape. Significa che tra noi ci sono degli inciuci a scopo collaborativo, e oggi finalmente te spiego cos’è e perché diavolo m’hanno spedita su per l’Appennino tosco-emiliano. Spoiler: non fa parte di un piano dei poteri forti per liberarsi di me.

Brickscape è un sito italiano, precisamente toscano, che seleziona esperienze da insider, ovvero attività che permettono di vivere la quotidianità di un posto, e ti mette in contatto con le piccole realtà del luogo per viverle.

Le esperienze sono di vario tipo, e tutte in Italia: c’è lo sport (escursioni in bici o a piedi, rafting, passeggiate a cavallo); c’è il food (corsi di cucina, degustazioni enogastronomiche); c’è la natura (trekking fotografici, immersioni) e pure la cultura (tour nei castelli, nei musei e nei borghi italiani). Personalmente adoro che ci sia anche una sezione che si chiama Eco Accomodation, perché il nostro ambiente va tutelato e il turismo sostenibile è un tema ancora poco presente nei siti legati ai viaggi. In questa sezione puoi trovare hotel ecologici ma anche sistemazioni singolari, come il pernottamento in un igloo trasparente nei dintorni di Perugia.

E insomma, quelli di Brickscape un mesetto fa mi han detto oh senti, miha ‘he tu ci andresti a fare un ciretto a Pistoia?, e mi hanno spedita su per i monti. Oggi ti racconto quei luoghi, proponendoti ben quattro posti da vedere in Toscana fuori dai soliti giri turistici, fattibili anche in un giorno o un weekend. Si parte da…

Pracchia: la porta della Montagna Pistoiese

La mia prima tappa della Montagna Pistoiese è stata Pracchia, un allegro paesello di meno di trecento anime che si può usare come base di partenza e dove, non a caso, ho alloggiato pure io.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: Pracchia

Le prime tracce del paese risalirebbero al Medioevo. Tuttavia, ciò che rende i suoi abitanti particolarmente orgogliosi è la sua ex funzione di dogana tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana.

Il numero degli abitanti crebbe fino agli anni Sessanta, quando il paese aveva numerose attività e servizi, sette alberghi e più di ottocento abitanti; poi ci fu lo spopolamento, dovuto principalmente alla chiusura delle fabbriche di ferro e in particolare della Società Metallurgica Italiana nel 1995, il vero motore della Montagna Pistoiese. Gli abitanti si spostarono verso le città a cercare lavoro, e a Pracchia rimasero solo gli anziani. Gli alberghi e molti negozi vennero chiusi, molti servizi spostati. Ed è qui che intervenne la Pro Loco di Pracchia, un’associazione che esiste dal 1906 e che s’è messa in testa di riunire gli abitanti, reintroducendo nel paese un piccolo emporio di prodotti tipici e un bar pizzeria come punto di ritrovo sociale.

Una curiosità: Pracchia è al confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna, il che significa che nel giro di manco un chilometro si passa dal dialetto toscano a quello emiliano. Che è come parlare con Benigni e un secondo dopo beccare uno che parla come Vasco Rossi.

La posizione sul confine tosco-emiliano genera pure una sorta di malinteso culinario: per i toscani, almeno quelli con cui ho parlato io, il tortellino emiliano non esiste. Per loro esiste solo il tortello o tordello (a seconda della zona), ovvero un disco di pasta rotonda, ripieno, che si può gustare col sugo al ragù oppure con burro e salvia.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: i tortelli al ragù
Tortelli al ragù

I tortelli so’ boni ‘na cifra, manco te lo sto a di’, ma praticamente m’hanno detto che i tortellini non esistono. Come il Molise. Quindi chissà dove caspita so’ finita, io, quando so’ andata a Carovilli.

Ora, un paio di informazioni pratiche che possono esserti utili, ovvero:

Dove dormire a Pracchia: l’unico hotel che ha resistito allo spopolamento è un albergo ristorante che si chiama Melini. Ha tredici camere, una hall deliziosa e la possibilità di fare colazione in un cortiletto all’aperto che affaccia sul fiume Reno. La camera singola costa 50€ a notte, la doppia 70€ e c’è possibilità di inserire la mezza pensione o la pensione completa.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: dove dormire a Pracchia

Dove mangiare a Pracchia: oltre al ristorante Melini ti suggerisco un salto al bar La Magona, ex albergo storico riconvertito in emporio e bar pizzeria (quello rimesso in piedi dalla Pro Loco di Pracchia). Fanno la pizza in due modi diversi: sottile o verace!

La Valle dell’Orsigna: la terra delle castagne e di Tiziano Terzani

Chi è che non conosce Tiziano Terzani, grande viaggiatore, giornalista di guerra e autore di reportage quali Un indovino mi disse?

Orsigna e la sua valle sono stati i territori che hanno accolto Tiziano durante i suoi ultimi anni di vita, e sono apparse anche nei suoi libri. Nel 2009 ci hanno girato le riprese per il film La fine è il mio inizio, dedicato alla vita dello scrittore e giornalista.

Mi è piaciuta un sacco la storia dell’albero con gli occhi, che non c’entra una mazza col Trono di Spade, te lo dico subito. Si tratta di un ciliegio a cui Tiziano mise degli occhi indiani di ceramica, per spiegare al nipote che si trattava di un essere vivente.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: l'albero con gli occhi di Tiziano Terzani

Il punto panoramico, caro allo scrittore, affaccia sull’Orsigna e ci si arriva dopo un buon quarto d’ora di salita tra i boschi. Consiglio scarpe da ginnastica comode e soprattutto non lisce come le mie, perché ho rischiato di rotolare a valle più volte e non è stato bello.

L’albero con gli occhi è stato, col tempo, decorato con bandierine, ricordi dei pellegrini e piccoli totem di pietre, quasi fosse un luogo sacro. E magari un po’ è così. Sono molti i viaggiatori che ci hanno fatto un salto, o stanno meditando di farlo.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: l'albero con gli occhi di Tiziano Terzani

Altra cosa da vedere all’Orsigna: il Molino di Giamba, che serviva a produrre la farina di castagne necessaria per il sostentamento degli abitanti della zona e ora fa parte dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese. Il molino è stato recentemente ristrutturato e funziona ad acqua. Durante la visita è possibile vederlo in azione.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: Il Molino di Giamba
Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: il Molino di Giamba

Dove mangiare a Orsigna: hai due scelte, ovvero il Molino di Berto e La Selva. Il primo fa parte dell’area ristrutturata del Molino di Giamba, e offre piatti tipici toscani fatti con la farina di castagne e altri prodotti della Valle dell’Orsigna; il ristorante La Selva è quello dove abbiamo gustato i tortelli, ed è ottimo se arrivi con la macchina perché c’è anche un parcheggio.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: La Selva
Ristorante La Selva

La tappa per i coraggiosi: il Ponte sospeso di San Marcello Piteglio

Raga’, a quasi trentadue anni ho scoperto di avere una nuova paura: i ponti sospesi.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: il ponte sospeso delle ferriere

Io che amo le altezze. Io che sono stata su un dannato aereo senza motore. Io che scalo le montagne maledicendo tutto il calendario, ma una volta giunta in cima guardo giù senza problemi… ammetto che sul ponte sospeso me la sono un po’ fatta sotto. Davanti a me c’era una bambina di tre anni che se l’è fatto correndo, mentre io avanzavo di trenta centimetri per volta sforzandomi di non guardare giù. Ed è di ferro, il ponte. Oscilla un po’, ma è di solido ferro, porca l’oca.

Nota a me stessa: mai, mai, MAI salire su un ponte sospeso di legno. Ho già detto “mai“?

Il Ponte sospeso di San Marcello Piteglio, chiamato anche il ponte sospeso delle Ferriere, è lungo 227 metri e si trova a 36 metri di altezza. Fino al 2006 era il ponte sospeso pedonale più lungo del mondo, poi è stato superato da un ponte in Giappone. E’ stato costruito nel 1923 dalla Società Siderurgica Italiana per permettere il passaggio degli operai tra Popiglio e le fabbriche sul versante opposto. Ora è possibile farci un giretto insieme all’Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

La ferriera più antica della Toscana e il suo museo

E arriviamo alla lavorazione del ferro vera e propria con altre due tappe: la Ferriera Papini e il Museo del Ferro.

La Ferriera Papini si trova a Maresca ed è probabilmente la più antica ferriera toscana ancora in piedi, stando ad un atto di vendita che risale al 1388 e che la vede protagonista. Produsse ferro fino alla fine del XVII secolo, poi alla fine degli anni Ottanta passò alla famiglia Papini che le diede il nome. Nel 2014 è stata restaurata dall’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, ed è aperta al pubblico dal 2016.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: ferriera più antica della Toscana
Quello sulla sinistra non è un fabbro radioattivo, ma un cartonato che riflette la luce.
Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: la ferriera più antica della Toscana

Anche questa funziona ad acqua, infatti si trova proprio sopra al torrente Maresca. Al suo interno è possibile vedere antichi macchinari idraulici e meccanici, utensili, ed è possibile mettersi alla prova battendo e forgiando il ferro. Propongo l’hashtag Instagram #wannabefabbro.

La visita può continuare col Museo del Ferro, che si trova a San Marcello Piteglio, a pochi minuti dalla Ferriera Papini. Il museo ospita documenti storici e modellini in scala che riproducono i movimenti dei macchinari, compresa la riproduzione del molino di Giamba. Da lì parte, inoltre, un percorso trekking di 600 metri dove è possibile anche fare una sosta per un picnic.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: Il Museo del Ferro

Visitare la Montagna Pistoiese insieme a Brickscape

Sul sito di Brickscape è possibile prenotare tutte le visite ai luoghi che ho citato:

A queste attività sono legate anche diversi tour col Porrettana Express, un treno storico che collega Pistoia a Pracchia e ad altre località dell’Appennino Toscano. C’è un tour teatrale ospitato sul treno, tour con audioguida che spiega la storia della prima ferrovia transappenninica d’Italia o le vicende belliche del territorio, e si sono inventato pure il “treno con delitto“. Trovi queste ultime attività qui → Porrettana Express

Ringrazio la Pro Loco di Pracchia che, oltre a tentare di corrompermi con una margherita verace, mi ha accompagnata su e giù per la Montagna Pistoiese. Ringrazio in particolare Giulia e Ferruccio, che ci hanno fatto da guida; il signor Valerio Marchioni, che ci ha accompagnati al concerto del sosia di Celentano e voleva farmi cantare insieme a lui; il signor Umberto Erpichini, appassionato conoscitore della storia della Montagna Pistoiese, che mi ha fatto fare grasse risate mentre cercavo di non morire precipitando di testa dalla montagna.

Il blog tour è stato realizzato grazie alla collaborazione di Brickscape (grazie Silvia!), Pro Loco di Pracchia, Cooper Pracchia, Comune di Pistoia e Ecomuseo della Montagna Pistoiese, oltre all’hotel e ai ristoranti citati nell’articolo.

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