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Due Mesi in 8 Punti: maggio e giugno 2018

Non so se per te è stata la stessa cosa, ma giugno m’è passato in un attimo mentre maggio m’è sembrato lungo sei mesi. Sarà il tempo?

Comunque, ecco il riassunto degli ultimi due mesi. Si parla di libri sull’India, musica, nuove serie tv e film, acquisti sostenibili fatti o in attesa di saldi e medici che non sanno fare il loro lavoro. Engioi.

 

Canzoni del periodo

L’abbonamento a Spotify l’ho tolto, e ho scoperto che la versione free fa veramente cagare, ma a maggio ho scoperto comunque due canzoni molto fighe.

La prima è italiana ed è Così Sbagliato, de Le Vibrazioni. A me la voce di Sarcina è sempre piaciuta, e pure i suoi testi non sono male. Ho sentito la versione con Skin (lei è un’altra che adoro) ma stranamente preferisco quella originale.

La seconda canzone che ho ascoltato a nastro in questi due mesi – la sto ascoltando pure mentre scrivo – è di IAMX insieme a Kat von D (sì, la tatuatrice) e si chiama Stardust. L’avevo già sentita un paio di volte e non mi aveva convinta, poi seguendo le vicende di Kat von D su Instagram mi è ricapitata a tiro ed è stato amore.

Lui onestamente non so né chi diavolo sia, né da dove sia saltato fuori. Lei invece è sempre fighissima e sta diventando sempre di più un grande esempio da seguire. Da tatuatrice un po’ lasciata a se stessa ad artista sofisticata, ho seguito la sua trasformazione negli anni e provo una grande ammirazione per lei e per la sua bravura. Grandissima. Certo, poteva evitarsi l’uscita sulla vaccinazione del figlio, ma le vogliamo bene lo stesso.

Serie tv e film del periodo

Intanto è finita anche la 14esima stagione di Grey’s Anatomy, e siccome io non me smentisco mai, il finale di stagione l’ho vissuto col mio solito autocontrollo.

E vorrei dirti che sto scherzando, ma purtroppo non è così.

Comunque, piccolo appunto: se, come ho letto, hanno fatto fuori due personaggi della serie perché “non hanno più niente da dire” (niente spoiler), qualcuno mi spieghi cosa cazzo hanno da dire quelle due amebe di Jackson e Maggie. Forza. Ditemelo. Io il senso de ‘sti due non l’ho ancora capito.

Ravanando su Netflix alla ricerca di una nuova fissa mi sono imbattuta in una nuova serie che si chiama Le ragazze del centralino (Las chicas del cable).

E’ ambientato in Spagna alla fine degli anni Venti. La protagonista è una ragazza che, sognando di non dover dipendere da nessun uomo, ruba dei soldi insieme ad un’amica e cerca di scappare dalla sua città per farsi una nuova vita, ma la sua amica viene uccisa e lei si ritrova accusata di omicidio. Per non essere giustiziata, la polizia le fa un ricatto: deve rapinare la “grande compagnia dei telefoni” (mi pare proprio che la chiamino così) che ha sede a Madrid.

Ho visto solo la prima puntata, ma credo che ne guarderò qualcun’altra. Si parla molto delle prime femministe, e i costumi sono eccezionali.

Ho iniziato anche a vedere The Rain, altra serie di Netflix. Ho visto due puntate, ma non mi pare granché. La prima puntata parte in quarta con una famiglia che scappa dalla pioggia dicendo che essa trasmette un virus mortale agli esseri umani, e si rifugia in un bunker. Il padre sparisce perché boh, forse deve salvare il mondo, e la madre schiatta subito. I due figli rimangono nel bunker per sei anni senza uscire e soprattutto senza ammazzarsi a sprangate, e poi vengono trovati da dei sopravvissuti. Il problema è che non viene introdotto il periodo storico, i due protagonisti nella prima puntata passano dalla gioia incontenibile alla stupidità nel giro di un minuto, e tutti i fatti che accadono dopo sembrano buttati lì senza una spiegazione sensata. Un enorme punto interrogativo. Forse guarderò qualche altra puntata per capire se migliora, ma partimo proprio male.

Film: ne ho trovato uno ambientato in Finlandia, precisamente nelle isole Åland, che si chiama La Sposa del Diavolo (titolo originale Tulen morsian). E’ in finlandese, ma è sottotitolato in italiano. Parla della prima caccia alle streghe, iniziata nel 1666, ed è fatto molto bene. E’ drammatico ma non è pesante né scontato. Mi è piaciuto molto, secondo me è da vedere.

Libro del periodo

Ho iniziato a leggere un libro che parla della cultura indiana e si chiama Vite segrete delle donne punjabi, di Balli Kaur Jaswal.

La protagonista è Nikki, una ragazza di origini indiane che vive a Londra. Nikki non ama le tradizioni indiane come il matrimonio combinato, ha mollato l’università e lavora in un pub che le consente a malapena di tirare avanti, ma fa di tutto pur di continuare a vivere da sola ed essere indipendente. Un giorno viene assunta come insegnante di scrittura al tempio di Southall, il quartiere indiano di Londra. Peccato che le vedove a cui dovrebbe insegnare a scrivere racconti siano totalmente analfabete. In compenso, però, hanno molte storie da raccontare alla giovane.

Lo sto leggendo da tre giorni e lo trovo molto carino, è scorrevole come piace a me, leggero ma non stupido e a tratti divertente, inoltre parla di una cultura che non conosco affatto.

Viaggio del periodo

Grazie ad un’offerta di Ryanair sono riuscita a vedere Sofia, la capitale bulgara. Sono rimasta giusto ventiquattr’ore, ma è stato carino lo stesso.

Figura di cacca del periodo

Questa è di ieri.

Ho portato la macchina a lavare, e siccome si tratta di una sorta di garage su strada, ho parcheggiato accanto al muro per non bloccare l’ingresso. Ho lasciato le chiavi al tizio e me ne sono andata. Dopo tipo tre metri mi sono girata e mi sono accorta di aver parcheggiato un po’ troppo lontano dal muro, non ero in mezzo ma nemmeno accantonata come pensavo. Mentre formulavo questo pensiero una panda verde è arrivata sgommando e, praticamente senza neanche rallentare, si è infilata nel garage. Di fatto m’è passata avanti senza tanti complimenti e, tra i vari morti che gli ho tirato appresso, mi sono pure ricordata di aver lasciato la macchina aperta. Così, invece di andare a fare una passeggiata come previsto, mi sono appostata all’ombra di un albero per tenerla d’occhio.

Dopo una decina di minuti, un’allegra coppietta di adolescenti è sbucata dall’ufficio del meccanico (il meccanico sta vicino a quelli del lavaggio) e si è piazzata addosso al muretto lì accanto iniziando a pomiciare di brutto. Tutto regolare, peccato che i due slinguatori si trovassero esattamente in mezzo tra me e la mia macchina. E infatti lei dopo un po’ ha iniziato a guardarmi in modo strano.

Alla terza occhiataccia ho cambiato punto di osservazione, anche se giuro che volevo andare lì a dirle che del suo fidanzato non me ne poteva fregar di meno, e che al massimo li stavo guardando per capire chi dei due si sarebbe strozzato con la lingua dell’altro. Poi per fortuna lo stronzo della panda se n’è andato e la mia macchina è stata spostata da quel posto del cacchio.

‘Sti giovani de oggi.

Riassunto del periodo

Come dicevo all’inizio, maggio m’è durato ‘na cifra mentre giugno è finito subito.

Il primo lo ricorderò solo ed esclusivamente per le 26496 volte che sono stata dal veterinario, e per il fatto che sono tornata due volte dal mio vecchio oculista per poi rendermi conto che avevo pagato una visita doppia solo per regalargli i soldi. Ho un difetto agli occhi che lui ha giudicato non problematico, quindi sono andata a farmi le lenti a contatto e, siccome quelle di prova non andavano bene, ho riferito questa cosa alla contattologa. Quella mi ha guardato come se fossi pazza.

Del resto avevo già iniziato a sentire puzza di bruciato quando l’oculista mi aveva detto che la stampante per la topografia corneale (i secondi 80 euro che gli ho dato, a quanto pare non poteva farmela durante la prima visita) non funzionava bene, e mi aveva fotografato gli esami col cellulare.

Conosci mica un buon oculista a Roma? -.-

Ah, e poi ho acquistato due capi su Internet, ti avevo accennato la cosa nello scorso Due Mesi in 8 Punti. Il primo acquisto è andato alla grande, il secondo è stato una sòla gigantesca.

Il primo era un vestito confezionato a mano da Letizia, una ragazza pugliese. Letizia ha una pagina Facebook (Maison Elle Couture) e una su Instagram (@maisonelle_couture) e cuce vestiti, gonne, pantaloncini e top. Tu scegli la stoffa e il modello e lei te li fa, e i prezzi sono ottimi. Mi sono trovata benissimo 🙂 questo è il vestito che mi ha fatto:

L’altro acquisto “sostenibile” l’ho fatto su Etsy, che purtroppo m’è calato parecchio.

Ho comprato un costume che viene venduto come fatto a mano nel sud della Francia, e siccome dopo dieci giorni ancora non arrivava, ho chiesto il tracking number della spedizione. Lì ho scoperto che il pacco era partito dalla Cina.

Alla mia richiesta di spiegazioni sono seguite una serie di supercazzole del tipo “sìììì io li faccio a mano, ma ho dei magazzini in Cina e qui in Francia non avevo la tua taglia“. Nel frattempo ho fatto una ricerca delle foto del costume su Google Immagini e ho scoperto che lo stesso costume viene venduto su siti cinesi e americani a metà prezzo.

Quando mi è arrivato ho avuto conferma di quello che pensavo, perché c’era una bella targhettina “made in China” e il pacco veniva da Shanghai. Non ho avuto manco il tempo di incazzarmi come una biscia (il made in China è quanto di più lontano possa esistere dalla moda ecosostenibile) che ho riavuto indietro i soldi.

Non contenta, però, ho segnalato questa tizia a Etsy aspettandomi di dover fornire prove e foto di quello che avevo scoperto. Beh, li hai sentiti tu? Così li ho sentiti io. E la tipa continua a vendere indisturbata. Tra l’altro non è nemmeno l’unica, perché ho controllato le foto di altri prodotti “fatti a mano” che avevo in wishlist e alcuni sono in vendita su siti cinesi.

In compenso ho scoperto un sacco di negozietti su Instagram che sembrano fare vero handmade, ma te ne parlo nelle scoperte web.

Giugno invece è iniziato alla grande con le ventiquattr’ore a Sofia, prenotate tipo quindici giorni prima. Avevo in testa un viaggio simile da un sacco di tempo, e gli assurdi orari di Ryanair mi hanno aiutata. Nel prossimo post ti racconto nel dettaglio com’è andata.

Complice la scoperta di una ragazza fenomenale su Youtube e Instagram, mi sono decisa a sistemare una parte della mia casa che purtroppo andava sistemata da tempo: il soggiorno. Il divano ormai è sfondato e i mobili sono di colore diverso, essendo quelli che ci siamo portati dietro dalla casa precedente e che avevamo preso all’Ikea senza pensarci troppo. Ho scoperto come utilizzare Pinterest per arredare casa in modo figo e… niente, sto aspettando i mobili proprio in questo momento 🙂

Scoperte web

Hai tempo, sì?

La scoperta che m’ha cambiato la vita è stata The Bluebird Kitchen, trovata su Youtube e seguita immediatamente anche sugli altri social. Francesca è una ragazza semplice e piena di idee, ha fatto un makeover meraviglioso alla sua casa ed ha un blog bellissimo che parla principalmente di arredamento e ricette, insieme al canale Youtube. Anche la sua galleria di Instagram è invidiabile, ha uno stile che adoro. Mi ha ispirato un sacco, devo a lei il cambiamento che sto facendo in casa!

Ora parto in tromba con i negozietti di handmade che ho scovato su Instagram, e che ho intenzione di svaligiare uno per uno appena iniziano i saldi:

Commento del mese

Qua salto perché sinceramente non ho avuto tempo per salvarne uno 🙁 mi sa che questa voce andrà sostituita. Aspetto suggerimenti.

 

E a te come sono andati maggio e giugno? Come li descriveresti? Racconta!

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