Siamo ancora in tempo per i mercatini di Natale, vero? Sì? Allora ti sparo la mia giornata fra quelli di Como. Così, dritto sui denti e senza avvisare, durante il secondo giorno del 2018. Sbèm.

mercatini di natale como

Perché vedi, a me di quelli che odiano i post sui mercatini di Natale non me ne può fregar di meno. A me i mercatini di Natale piacciono sempre un botto – salvo qualche eccezione – e di solito ho poche occasioni per vederli, quindi se mi capita di farlo mi esalto come Bambi.

Tra l’altro, se non ricordo male, gli unici mercatini di Natale presenti in questo blog sono quelli di Monaco di Baviera e di striscio quelli di Varsavia dell’anno scorso.

Minchiate a parte, io oggi ti parlo di quello che ho visto in una giornata scarsa a Como. Va da sé che questo non è un post sulle cose da vedere a Como, ma è tipo quello che ho capito io di Como in una giornata. La sensazione che mi ha lasciato Como, qualche foto e tutte le informazioni che sono riuscita a racimolare. Sempre meglio di niente, no?

Vabbe’, andiamo avanti o ci vogliamo mettere qualche altra premessa?!

Cominciamo.

Cominciamo col fatto che io a Como ci sono capitata un po’ a caso.

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Il Duomo di Como

Io avevo ‘sto giorno libero durante il ponte dell’Immacolata, ero a Milano e volevo andare a Lugano per levarmi lo sfizio di visitare un pezzo di Svizzera. Solo che a Lugano avrei dovuto cambiare gli euro in franchi svizzeri, avremmo speso una fucilata per una sola notte di hotel e in fin dei conti farsi un’idea della Svizzera con praticamente solo mezza giornata di tempo mi è parsa una cavolata.

Alla stessa distanza da Milano, chilometro più chilometro meno, c’era appunto Como. Ci arrivavamo con meno di 5 euro di biglietto del treno e un’ora scarsa di tragitto. Avevo letto che il Lago di Como meritava, e poi me dicono che George Clooney bazzichi in zona. Non che mi piaccia George Clooney, anzi io fino a qualche anno fa ero convinta che fosse gay, però metti che lo becchi? Sai quanti likes su Facebook?

Insomma, intorno alle tre del pomeriggio siamo arrivati a Como.

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Como è carinissima.

Il centro storico è semplicemente delizioso: affacciato sul lago, pieno di viette e vicoletti che meritano pure senza le lucette natalizie, e circondato dalle omonime mura su tre lati.

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Zia Wikipedia dice che è stata fondata dagli Orobi. Io li ho subito ribattezzati Orbi. Non ho idea di chi fossero, ma me fa più simpatia così. Gente del Nord Italia, presumo. Oltre agli Orbi c’è stata qualche scaramuccia coi milanesi, l’alleanza con Federico Barbarossa che nel 1178 ha regalato alla città Castel Baradello, con la sua torre sul cucuzzolo della collina, e in seguito un dietrofront sulla questione milanese, con l’annessione al Regno Lombardo-Veneto. Ci fece un salto Giuseppe Garibaldi per prendere a calci in culo gli austriaci, ci nacque e ci morì Alessandro Volta (il Tempio Voltiano, sul lago, è un museo dedicato a lui) e ci fucilarono Benito Mussolini.

In pratica, una delle città più italiane che abbiamo nel nostro Paese. Pure per questo dico che non posso spararti una classifica delle cose da vedere a Como, perché io non ho visto manco un museo o un monumento.

Volevo almeno prendere la funivia che porta da Como a Brunate, dove è possibile godersi un bellissimo panorama sul lago e mangiare qualcosina di tipico (avevo puntato un ristorantino con terrazza panoramica per cena, sigh), ma nel tardo pomeriggio ha iniziato a tirare un vento gelido della madosca che se poco poco ti avvicinavi alla riva ti si tagliava in due la faccia, e poi la collina era talmente buia che secondo me, anche salendo a Brunate, del lago e dintorni avremmo visto ben poco.

Quindi ci siamo uniti alla mandria di gente che visitava i mercatini di Natale della città. E non dico mandria a caso.

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Aiutoh

Questo solo dopo aver visto la spettacolare coreografia di luci natalizie che hanno letteralmente rivestito gli edifici di Piazza San Fedele e la più famosa Piazza del Duomo, grande orgoglio della “Città dei Balocchi”.

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Le prime luci su Piazza San Fedele

Menzione d’onore per un simpatico tizio dai tratti indiani che, mentre cercavo di fare una foto decente alla piazza illuminata e piena di gente, continuava a pedinarmi armato di spada laser giocattolo accesa. La mia fotocamera metteva a fuoco ‘sta cacchio di spada BLU ogni volta che lui passava, e ogni cinque secondi partiva un UAAASH-FTU-UAAAASH-FTU-UAAAAAAASH-FTU. Io me spostavo e lui appresso. Te giuro che a una certa ho pensato di comprarla, quella maledetta spada, ma per ficcargliela in un certo posto.

Tornando all’argomento principale del post, i mercatini di Natale a Como sono due: ce n’è uno piccolo e carinissimo in Piazza San Fedele e poi ce n’è un altro che da Piazza del Duomo si fa tutta Via Caio Plinio Secondo, e praticamente finisce di fronte al lago. Quest’ultimo mercatino è secondo me il più bello perché ha le casette di legno in puro stile nordico, per non parlare della merce esposta: oggettini in lana cotta, formaggi in tutte le varianti possibili, il classico vin brulè che ho visto anche ai mirtilli, salumi da diverse regioni italiane e infine… pesce.

mercatini di natale como

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Perché Como è una città sul lago, e sul lago ovviamente si mangia pesce lacustre. Io non so te, ma ‘sta cosa m’ha sconvolto. Sarà che faceva un freddo porco, sarà che il paesaggio intorno a Como fa un po’ posto di montagna, non lo so. I piatti tipici di Como sono a base di pesce, mica di polenta. O meglio, la polenta ci sta pure, ma non insieme alle salsicce.

A Como si mangia il pesce persico, la trota, ma soprattutto si mangia la polenta coi misultin, che sono pescetti chiamati agoni lasciati essiccare sotto sale in caratteristiche “missolte” (barili) di legno. I misultin si trovano anche al mercato.

Misultin

Per quel che riguarda la polenta, a Como si mangia anche la polenta uncia che si fa con burro, aglio e formaggio. Io quella l’ho vista in una bancarella, e mi sono messa in fila per assaggiarla. Dopo manco due minuti ci siamo accorti che la gente era in fila per dei semplici panini, perché la polenta era bella che finita. Calcola che erano le cinque del pomeriggio, manco l’ora di cena. #mainagioia

Polenta "uncia" servita al rifugio del Monte Palanzone "Rifugio Riella" (Como) - 08-11-2015

Alla fine io e Massimo abbiamo assaggiato almeno una cosa tipica del posto: il panino al gorgonzola preso al banchetto de l’azienda agricola di Nonno Nic. Te dico fermate. Una ciabattina di pane fresco riempita con un gorgonzola a scelta fra quello al tartufo, quello alle noci e quello al pistacchio. Massimo ha preso il primo, io il secondo. Bono che più bono non si poteva, ma pesante ‘na cifra come del resto tutti i formaggi simili. Abbiamo provato a buttarci sopra mezzo litro d’acqua, una birra, ma niente. Infatti volevamo cenare, ma alla fine abbiamo lasciato perdere perché gna facevamo.

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E i dolci? Eh, qua va male. Uvetta ovunque, uvetta everywhere. Se non ti piace l’uvetta me sa che a Como sei rovinato ma, del resto, non è in Lombardia che se so’ inventati il panettone? Ci sarà un motivo.

Informazioni utili a caso per visitare Como

  • Come arrivare a Como con i mezzi: puoi arrivare da Milano a Como in un’oretta di treno. Noi abbiamo preso il Trenord da Milano Cadorna a Como Nord Lago, il biglietto ha un costo di 4,80 euro a persona. Se sei a Milano Centrale puoi arrivare a Como San Giovanni, sempre con la Trenord, in circa 40 minuti. A Como ci sono altre due stazioni ferroviarie che sono Como Nord Borghi (raggiungibile con Trenitalia da Milano Cadorna, Milano Centrale e Milano Porta Garibaldi) e Como Nord Camerlata (idem). Trovi i biglietti sui siti ufficiali di Trenord e Trenitalia, o direttamente in stazione.
  • Hotel a Como: noi abbiamo dormito alla Residenza Diaz al costo di 90 eurozzi, avevamo un appartamento dentro un condominio situato in pieno centro storico. Pulito e comodo, receptionist cordiale, bisogna informarli dell’orario di arrivo. Lo consiglio.
  • Eventi a Como: se hai intenzione di visitare Como, specialmente in occasione dei mercatini di Natale, dai un’occhiata al calendario 2017-2018 che trovi sul sito ufficiale della Città dei Balocchi.

 

Tu sei mai stato sul Lago di Como? E secondo te esistono dolci lombardi senza uvetta?