Cosa vedere a Inari in Finlandia: 7 esperienze che valgono il viaggio
28 Ottobre 2025
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Quando si tratta di Lapponia finlandese, Inari è una delle tappe generalmente associate al lato più selvaggio della Finlandia. Un luogo che qualcuno definisce addirittura “la vera Finlandia”. Quindi sono andata a visitarla, e sono tornata a casa con il cuore gonfio di gratitudine, di esperienze incredibili, e di sorrisi scambiati davanti ad una tazza di caffè.
A Inari un terzo della popolazione è Sámi, l’unico popolo indigeno ufficialmente riconosciuto in Europa. Ed è proprio qui che ha sede il loro parlamento che, per quanto mi riguarda, da solo vale il viaggio. Insieme al Museo Siida.
Tra le altre attività da fare a Inari, imperdibile la visita ad una fattoria Sámi, e non parlo di quelle robe turistiche spacciate per autentiche (come mi è successo a Levi, e se mi segui su Instagram sai di cosa parlo), ma di vere e proprie fattorie nei boschi, dove i proprietari vivono della carne delle loro renne e dei pesci pescati nel lago.
Infine c’è lui, il lago Inari: un lago immenso che ha garantito la sopravvivenza a diverse generazioni di finlandesi e di Sámi, e che proprio per questo è considerato la dimora di antiche divinità.
Non solo: Inari si trova a più di 300 km a nord di Rovaniemi, e a quasi 200 km a nord-est di Levi. In inverno questo significa aurore boreali, giri in slitta e motoslitta, pesca nel ghiaccio, saune nella neve. Manca solo Babbo Natale, che qui non ha né uffici, né case col tetto oblungo dove far atterrare le renne. Per quello devi andare rispettivamente a Rovaniemi, o a Levi.
Ma ora entriamo nel dettaglio e parliamo di cosa fare a Inari in estate, e cosa fare a Inari in inverno. Dei motivi validi per visitare Inari, insomma.

La storia di Inari in Finlandia (in breve, lo giuro!)
Con la benedizione del santo protettore della divulgazione storica Alberto Angela, ti spiego brevemente la storia di quel luogo pazzesco che è Inari. Ché se no come te lo spiego perché mi devi proprio andare a vedere determinate cose?

A te sembra che Inari sia nata tipo l’altro ieri, lo so, ma in realtà pare che i primi insediamenti umani nella regione risalgano a dopo il ritiro dei ghiacciai, tra l’8000 e il 7000 a.C. .
I primi coloni arrivarono dritti dritti dalla Siberia, poi arrivò gente dalla Svezia settentrionale e dal Mar Bianco. I coloni si mescolarono coi gruppi ugro-finnici che stavano lì dal III millennio a.C., e diedero origine al popolo Sámi. E non so se è chiaro, ma sono proprio loro il motivo per cui dovresti visitare questo posto. Qui infatti convivono Sámi appartenenti a tre dei nove gruppi linguistici della comunità, gli unici che vivono in Finlandia: i Sámi di Inari, i Sámi Skolt e i Sámi settentrionali. Ognuno con i propri costumi tradizionali e con le proprie storie da raccontare. E vivono qui da secoli, andando a caccia, a pesca nel lago Inari e raccogliendo bacche commestibili.
La prima menzione scritta di Inari risale al 1517, legata ad una cosa piuttosto simpatica: la tassazione. Fino al 1751, infatti, pare che la regione sia stata tassata da più Stati contemporaneamente, giusto per non sbagliasse. Manco in Italia siamo arrivati a tanto.
Le comunità Sámi una volta erano organizzate in villaggi stagionali, con diritti territoriali ben definiti e un sistema giuridico autonomo fino al 1823.
Dal XVI secolo l’area di Inari diventò oggetto di contesa tra l’allora Regno di Svezia (alla quale ancora apparteneva l’odierno territorio finlandese), la Norvegia e la Russia.
La cristianizzazione ebbe inizio nel XVI secolo, con la costruzione della prima chiesa nel 1646. E tanto per cambiare, furono proprio i cristiani, i fan dell’ama il prossimo tuo come te stesso, a dare inizio alle persecuzioni del popolo Sámi, da sempre fedele ad una religione animista, caratterizzata da un forte legame con la natura, e allo sciamanesimo. Tutte cose che ai cristiani stavano sulle balle, ovviamente. Ma questo fu solo uno dei motivi per i quali finlandesi, norvegesi e svedesi iniziarono a colonizzare i territori del Sápmi (il territorio abitato dai Sámi) e a negare ai Sámi diritti territoriali e culturali.
Un altro motivo, almeno in Finlandia, fu la nascita dell’identità nazionale finlandese, prima sotto al Regno di Svezia e poi sotto l’Impero russo, che portò alla dichiarazione d’indipendenza del 6 dicembre 1917. I finlandesi iniziarono a sentirsi finlandesi a partire dal 1543, quando il teologo Mikael Agricola pubblicò l’ABCkiria, letteralmente inventando la lingua finlandese. Il bisogno di trovare un’identità nazionale si affermò poi nel XIX secolo con l’arrivo del Kalevala, il poema epico nazionale opera di Elias Lönnrot.
Questo sentirsi finlandesi a Inari significava siamo TUTTI finlandesi, Sámi compresi. A molti bambini fu negata la possibilità di indossare il costume tradizionale in pubblico – da sempre un forte simbolo identitario – e di esprimersi in lingua Sámi nelle scuole, l’unica lingua che conoscevano. I bambini che non rispettavano queste regole subivano punizioni corporali, ed erano costretti al silenzio.
Poi arrivò pure la Seconda guerra mondiale a devastare la regione, e Inari fu distrutta dai tedeschi. Molti Sámi furono costretti a trasferirsi in Finlandia centrale senza saper parlare finlandese. Molti altri dovettero arruolarsi per combattere al fronte, spesso ritrovandosi a combattere gli uni contro gli altri nelle battaglie tra Finlandia e Russia (dato che il Sápmi si estende dalla Norvegia alla Russia).
Oggi Inari fa parte dell’omonimo comune, il più esteso della Finlandia, che comprende anche Ivalo. E’ l’unico comune del Paese dove si parlano quattro lingue: finlandese, Sámi di Inari, Sámi Skolt e Sámi settentrionale.
Cosa fare a Inari in estate: il lago Inari sotto al sole di mezzanotte
Uno dei periodi migliori per visitare Inari è l’estate, in particolare il periodo tra fine maggio e luglio per assistere al fenomeno del sole di mezzanotte e delle notti bianche. Per poco meno di due mesi il sole non tramonta mai, rimanendo sempre sopra alla linea dell’orizzonte. E’ un fenomeno particolarmente affascinante da osservare e fotografare. Bisogna solo ricordarsi di portare la mascherina per gli occhi, o assicurarsi di pernottare in posti dotati di tende oscuranti, altrimenti col cacchio che dormi. Parlo per esperienza diretta nei cottage sul lago con adorabili finestre senza tende.
Una delle attività da fare in estate a Inari, approfittando proprio delle notti bianche, è l’escursione in barca del lago Inari sotto al sole di mezzanotte. Il lago Inari è il terzo più grande della Finlandia e, come ho detto prima, è considerato sacro. Secondo l’antica religione animista dei Sámi, alcune divinità risiederebbero nelle isole e nelle rocce del lago. Ci si imbarca poco prima di mezzanotte e ci si gode la pace di questi luoghi sotto un tramonto lunghissimo. Romantico, rilassante, ma soprattutto… avoja a foto.

Per i meno romantici, l’uscita in barca nel lago si può fare anche di giorno, ma a bordo di un catamarano elettrico. Questa esperienza guidata prevede il giro nel lago e in particolare intorno all’isola di Ukko, un’isola dove i Sámi offrivano animali in sacrificio al dio del cielo. I più avventurosi possono sbarcare a Pielpavuono, da cui parte un percorso di trekking di circa 5 chilometri per arrivare alla chiesa di Pielpajärvi. La chiesa è stata costruita nel 1760 sull’antico villaggio invernale dei Sámi, e si trova immersa nella natura più incontaminata. Bisogna solo tenere a mente che dopo bisogna tornare a Inari a piedi.
Infine in inverno, quando il lago Inari ghiaccia, ci si può andare sopra in motoslitta facendo lo slalom gigante tra le 3000 isole.
Cosa vedere a Inari in Finlandia: Sajos, il centro culturale col Parlamento Sámi
Il Centro Culturale Sajos ospita la sala all’interno della quale si riunisce il Parlamento Sámi, che si può visitare insieme ad una guida.
Il Parlamento Sámi (Sámediggi) è l’organo di autogoverno del popolo Sámi, istituito all’inizio del 1996. È un ente giuridico pubblico indipendente e, per la sua natura autonoma, non fa parte delle autorità statali né dell’amministrazione pubblica finlandese. Opera nell’ambito del Ministero della Giustizia e rappresenta i Sámi sia a livello nazionale che internazionale, occupandosi di questioni legate alla lingua, alla cultura e ai diritti del popolo indigeno. Lo Stato finlandese è obbligato, per legge, a consultare e a negoziare con il Sámediggi per tutte le questioni che riguardano la comunità.

Il Parlamento è composto da 21 membri e 4 supplenti eletti ogni quattro anni tra i Sámi.
La maggior parte dei membri del Parlamento è di sesso femminile, e non è un caso. Nella comunità Sámi le donne sono generalmente più istruite degli uomini, sono a capo di aziende e in ruoli di rilievo all’interno della società. Il fatto che trascorressero tradizionalmente più tempo all’interno dell’ambiente domestico, rispetto agli uomini, non si è mai tradotta in un’esclusione dalla vita pubblica o in una subordinazione, come è accaduto in molte altre società. Al contrario, questo spazio è stato spesso utilizzato come occasione per sviluppare conoscenze, competenze organizzative e una visione più ampia della comunità. Questo in seguito ha permesso a molte donne di assumere ruoli di leadership e di rappresentanza, sia nel Parlamento Sámi, sia nel mondo imprenditoriale. Un esempio interessante di come i ruoli tradizionali possano evolversi in modo positivo e produttivo, anziché limitante. Se l’uomo contribuisce alla sopravvivenza della comunità attraverso la caccia o la pesca, la donna rappresenta il centro della trasmissione culturale, linguistica e spirituale, preservando l’identità collettiva del popolo. In altre culture, invece, la dimensione domestica è stata spesso associata alla passività e all’ignoranza, e il lavoro femminile all’interno della casa non veniva considerato produttivo né degno di rispetto.
All’interno del Centro culturale Sajos vi è anche una caffetteria, il Cafe Čaiju. Qui troverai un delizioso buffet al prezzo fisso di 13,50 euro per il pranzo, con piatti diversi ogni giorno. Un’ottima soluzione per gustare piatti locali a buon prezzo, e con un’eccellente vista sul fiume Juutua che fa sempre piacere. Tra i piatti che puoi trovare qui, tra l’altro, c’è anche l’hamburger di renna.
Per ulteriori informazioni, consulta il sito ufficiale Sajos – Sámi Cultural Center.
Cosa vedere a Inari: Siida, il museo dei Sámi
Credo che scriverò un articolo a parte sui musei da visitare per saperne di più sui Sámi, o forse ci farò un Reel su Instagram. Fatto sta che il Siida va visto.
Il Museo Siida è il museo nazionale dedicato alla cultura del popolo Sámi, e funge anche da museo regionale per la tutela dell’ambiente culturale nel Sápmi. La sua apertura fu motivata dalla distruzione del patrimonio materiale durante la Guerra di Lapponia (1944–1945). La guerra portò alla devastazione dioltre il 90% degli edifici di Inari, e trasformò profondamente la vita dei Sámi.
L’esposizione illustra la cultura, le costruzioni e i mezzi di sostentamento dei tre gruppi Sámi presenti in Finlandia, con l’obiettivo di rafforzare l’identità e l’autostima culturale della comunità.
Il museo collabora con altri musei che custodiscono la cultura Sámi nei Paesi nordici e in Russia. Inoltre è membro della rete mondiale dei musei dei popoli indigeni.

L’area del museo comprende un’area esterna con circa 50 edifici e strutture disposte lungo un percorso di 800 metri a forma di laccio da pastore di renne. Tra le principali attrazioni vi è la fattoria Tirro, che rappresenta la vita dei Sámi stanziali dell’Ottocento, e la capanna Mirhamintupa, un antico edificio giudiziario usato fino al 1905. Sono presenti anche tende tradizionali, rifugi, magazzini, edifici in torba, nonché trappole da caccia, barche e slitte. Ci sono anche reperti risalenti al Mesolitico.
Il museo fu fondato nel 1959 dall’associazione Sámi Litto – Saamelaisten yhdistys ry. Le prime raccolte e documentazioni furono realizzate in collaborazione con studenti dell’Università di Turku. Aprì al pubblico nell’estate del 1963, diventando il primo museo Sámi indipendente dei Paesi nordici.
Oggi il Museo Sámi Siida opera principalmente a Inari e a Sevettijärvi, dove gestisce anche la Skolt Sámi Heritage House.
La gestione generale è supervisionata dalla Fondazione del Museo Sámi, creata nel 1986 con lo scopo iniziale di costruire il nuovo edificio museale. La Fondazione è amministrata da un consiglio di otto membri, eletti ogni quattro anni, di cui almeno quattro devono essere cittadini finlandesi di origine Sámi.
Ulteriori informazioni sul sito ufficiale del Museo Siida.
Anche qui c’è una caffetteria dove si può pranzare al buffet. Si chiama Restaurant Sarrit, ed ha ottenuto un riconoscimento ufficiale per i suoi piatti senza glutine.
Consigli per degli incontri speciali: il Cafè Hopeatee e la gioielleria Inarin Hopea
All’inizio di questo articolo ho parlato di sorrisi davanti ad un caffè. Ebbene, sappi che merita decisamente una visita anche il Cafè Hopeatee, nell’edificio di legno rosso dall’altra parte della strada, proprio di fronte al Siida. E’ una caffetteria minuscola, ma confortevole e perfetta per una pausa caffè non troppo impegnativa. Il ragazzo che la gestisce è timido ma fa due chiacchiere volentieri, e la sua torta al cioccolato è spaziale. Inoltre c’è un interessantissimo secondo piano dedicato al second hand.
Occhio perché, pur essendo una caffetteria, Cafè Hopeatee fa degli orari strani. Se non sbaglio è aperto da mezzogiorno alle sei del pomeriggio. Purtroppo non c’è un sito e non usano i social, ma puoi controllare gli aggiornamenti su Google Maps!

Alle spalle della caffetteria c’è una gioielleria tradizionale con un laboratorio a vista aperto nel 1982, che si chiama Inarin Hopea. I due proprietari sono i genitori del ragazzo che gestisce la caffetteria, e sono adorabili. Vale la pena andarli a trovare sia per comprare i loro gioielli, sia per conoscerli e guardarli lavorare l’argento. La signora è di una dolcezza unica. La gioielleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17, in estate tutti i giorni dalle 9 alle 20.
Piccola curiosità: “hopea” in finlandese significa “argento“, e i nomi dei due negozi significano rispettivamente “il tè d’argento” e “l’argento di Inari”. Adoro.
L’esperienza che vale il viaggio a Inari: la visita ad una fattoria di renne Sámi
Tra le cose da fare a Inari in estate devo inserire anche l’esperienza nella fattoria Sámi, che mi ha segnata profondamente e mi ha aiutata a fare qualche altro passettino in più per comprendere a pieno la vita di questa comunità.
Tuula è una donna dalle origini miste: per metà finlandese e per metà Sámi di Inari. Vive in una fattoria affacciata sul lago insieme al marito e alle sue quattordici renne, che accudisce con dedizione e affetto come se fossero dei cagnolini. Le renne sono il cuore della sua vita quotidiana e il fulcro dell’esperienza che offre ai visitatori.

Tuula accoglie gli ospiti nel suo piccolo allevamento, dove condivide storie, aneddoti e curiosità sul mondo delle renne e su cosa significhi davvero prendersi cura di animali così speciali — simboli profondi della cultura e dell’identità Sámi.
Il rispetto per la renna è un valore radicato nelle tradizioni del popolo Sámi. La transumanza, ossia la migrazione stagionale delle renne, ha rappresentato per secoli il fondamento dello stile di vita nomade dei Sámi, anche se nel tempo è stata più volte ostacolata e limitata dalle leggi dei quattro Paesi che si dividono il territorio del Sápmi.
Per i Sámi la renna non è solo una risorsa, ma una compagna di vita: fornisce carne, ossa e pellame per il sostentamento e la creazione di abiti e calzature, e viene utilizzata anche per gli spostamenti, trainando le tradizionali slitte attraverso i paesaggi innevati del Nord.
Anche quest’esperienza con Tuula si può trovare nei pacchetti viaggio che realizzo su misura per i miei clienti.
Cosa fare a Inari in inverno: il giro in slitta con gli husky (da allevamento sostenibile!)
Se c’è un tema che mi sta particolarmente a cuore quando si parla di Finlandia e Lapponia finlandese, quella è la sostenibilità degli allevamenti di husky e renne. Non mi dilungo a spiegarti cos’è la sostenibilità nel turismo perché ci ho scritto un articolo intero che ti invito a leggere. Riguardo alla sostenibilità nei safari con i cani da slitta, puoi scoprire come riconoscerne una sostenibile dando un’occhiata a questo post Instagram.
Da quando ho iniziato a occuparmi in modo approfondito dei viaggi in Finlandia, presto grande attenzione alla scelta dei fornitori che propongono esperienze con slitte trainate da animali. A Inari, in particolare, sono rimasta piacevolmente colpita: qui ho trovato operatori certificati che offrono esperienze autentiche, rispettose degli animali e realmente sostenibili.
Hai mai immaginato cosa si prova a guidare una slitta? Il vento gelido sul viso, il fruscio della slitta sulla neve e il respiro dei cani creano un’armonia perfetta con la natura artica, una magia difficile da dimenticare.
L’allevamento che offre l’esperienza a Inari è tra i primi in Finlandia ad aver ottenuto la certificazione Green Key, garanzia di rispetto per l’ambiente e per il benessere degli animali. L’esperienza di guida dura circa un’ora e si ha anche l’opportunità di visitare l’allevamento, coccolare i cani e fare domande sul loro stile di vita, o su quello degli allevatori.

Cosa fare a Inari in inverno: il posto migliore per avvistare l’aurora boreale in Finlandia
Se in estate a Inari il sole non tramonta mai e ci regala le magiche notti bianche, in inverno accade l’opposto: per circa quaranta giorni il sole non sorge affatto. È il periodo della notte polare, quando il buio avvolge tutto e il giorno si riduce a un lungo crepuscolo, una luce tenue che sfiora appena l’orizzonte prima di lasciare di nuovo spazio all’oscurità.
La notte polare si estende dalla fine di novembre fino a gennaio. Certo, non è il momento più facile per vivere a Inari. Il sole manca, il freddo è intenso, e il tempo sembra sospeso. Ma questo buio profondo ha anche il suo lato affascinante: le aurore boreali.
Più si sale verso nord, più aumentano le probabilità di assistere a questo spettacolo del cielo e Inari, immersa nel cuore del Grande Nord finlandese, è senza dubbio uno dei luoghi migliori per ammirarle. Magari sfrecciando tra le nevi a bordo di una motoslitta, o aspettandola davanti al fuoco all’interno di una kota.
Ma non finisce mica qua: Inari è tra le località finlandesi dove la neve arriva prima, e dove resta più a lungo. Questo significa avere più possibilità di trovare lo strato di neve necessario per fare anche attività quali ciaspolate, o safari sugli sci, nei mesi come novembre o aprile.
Dai un’occhiata al mio servizio di consulenza per organizzare il tuo viaggio a Inari con queste esperienze! 🙂

Se stai cercando ispirazione per altre tappe in Lapponia o in Finlandia, dai un’occhiata anche all’articolo sul Santa Claus Village di Rovaniemi, per capire se vale la pena di andarci. Oppure leggi la guida della splendida capitale finlandese, se stai pensando di fare tappa anche a Helsinki!
E se non sai come vestirti, no problem: ho scritto anche un articolo su come vestirsi in Lapponia in inverno. Sappi che, se non vuoi acquistare l’abbigliamento da sci, a Inari si può noleggiare. E anche questo servizio fa parte dei miei pacchetti viaggio.
Non dimenticare di seguirmi su Instagram per altre curiosità finlandesi e rimanere sempre aggiornato/a sulle mie attività!
I COMMENTI

Ciao, io sono Anna!
Sono una travel blogger di Roma, sul web con Profumo di Follia dal 2012. Organizzo viaggi in piena autonomia da sempre, soprattutto nel weekend e nelle capitali europee.
Ho una passione per la Finlandia che mi ha portata a studiare la lingua finlandese per un anno e mezzo e a progettare di esplorarla in lungo e largo.
Sono una travel blogger di Roma, sul web con Profumo di Follia dal 2012. Organizzo viaggi in piena autonomia da sempre, soprattutto nel weekend e nelle capitali europee.
Ho una passione per la Finlandia che mi ha portata a studiare la lingua finlandese per un anno e mezzo e a progettare di esplorarla in lungo e largo.

