Sinceramente non avevo proprio messo in conto una visita al Castello Aragonese prima di partire. I miei genitori non sono mai stati tipi da visita culturale in vacanza, ma sono contenta di averci portato trascinato tutti quanti. E’ un posto stupendo!

cosa vedere a Ischia: Castello Aragonese

Ma prima di mostrarti cosa c’è nel castello…

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Castello Aragonese d’Ischia: la sua storia

La prima fortezza del Castello Aragonese risale niente poco di meno che al 474 a.C. e fu costruita da Gerone I per aiutare i Cumani (chi?!) a difendersi dai Tirreni (aaaah, giusto). In seguito alla vittoria, Gerone I ottenne l’intera isola di Ischia.

Un centinaio di anni dopo i Romani fondarono a Ischia la città di Aenaria, ed iniziarono ad usare il castello come cittadina, ficcandoci dentro i primi edifici abitati.

Ostrogoti, Angioini, Visigoti, Arabi, Normanni e Svevi saccheggiarono e dominarono la fortezza a turno come i bravi bambini, o forse non proprio così pacificamente, ma nei secoli successivi il ruolo principale del castello tornò ad essere quello di piccola città. Durante l’eruzione del Monte Epomeo del 1301 tutti gli ischitani si rifugiarono all’interno della rocca per trovarvi riparo, e rimasero a viverci. Il Castello Aragonese arrivò, col tempo, ad ospitare ben 1892 famiglie. Mi chiedo dove caspita l’avessero messa tutta quella gente, ma andiamo avanti.

Nel 1441 Alfonso d’Aragona collego’ l’isolotto su cui si trova il castello alla terraferma costruendo un ponte artificiale, e rafforzo’ ulteriormente le mura della fortezza per difendersi pure dai pirati. Perché è sempre così, non fai in tempo a finire di preoccuparti della lava che t’arrivano i pirati sotto casa. Che stress.

castello aragonese ischia ponte

Fu intorno al 1750 che gli ischitani iniziarono a svignarsela per tornare a vivere sul resto dell’isola. Poi il castello finì in mano ai Francesi, gli Inglesi rosicarono un botto e lo bombardarono fino a distruggerlo quasi completamente.

Nel 1823 il Castello Aragonese si trasformò in luogo di pena per gli ergastolani, e dal 1851 fece da prigione politica per chi si opponeva ai Borbone.

Nel 1860 invece arrivò Garibaldi: lui guardò il castello, si fece una grossa risata e chiuse il carcere. Poi Ischia si unì al Regno d’Italia.

♪ ♫ [Sigla di chiusura di Superquark, applausi, titoli di coda, gioia e gaudio.]♫ ♩

Castello Aragonese d’Ischia: cosa vedere e perché dovresti andarci

Non è la prima volta che visito un castello italiano, ma posso dire con certezza assoluta che il Castello Aragonese è il mio preferito tra tutti quelli che ho visto. Parlo sul serio.

È uno stupendo misto di panorami mozzafiato sul mare, storia italiana e… luoghi inquietanti, maa soprattutto è uno dei pochi esempi, in Italia, di monumento ben curato e conservato con rispetto.

Cominciamo la visita.

castello aragonese ischia

Il biglietto d’ingresso costa 10 euro a persona ed include una piccola guida cartacea che ti aiuta a non perderti, specialmente se, come me, perdi l’orientamento pure negli ascensori. La guida contiene una mappa coi numeretti e le spiegazioni di tutti i 24 luoghi da scoprire all’interno della fortezza. In questo modo è anche più facile visitare il Castello Aragonese seguendo un senso logico.

Si inizia dal Terrazzo dell’Immacolata, che offre una magnifica vista sul Borgo di Ischia Ponte, sulla Spiaggia dei Pescatori e sul Monte Epomeo.

A seguire vi è la Chiesa dell’Immacolata. Fu costruita per ordine della badessa Battista Lanfreschi del Convento delle Clarisse, che si indebito’ pur di riuscire a terminare l’opera, ma non bastò. Le pareti e la facciata infatti sono tutte bianche.

castello aragonese ischia monte epomeo

Vista dal Terrazzo dell’Immacolata: il monte con la punta più alta, in fondo, dovrebbe essere l’Epomeo.

castello aragonese ischia spiaggia dei pescatori

In fondo a destra c’è la Spiaggia dei Pescatori!

Il Convento di S. Maria della Consolazione ospitava 40 monache clarisse, spesso primogenite di famiglie nobili che abbandonavano la loro casa per lasciare l’eredità al figlio maschio.

Sotto la chiesa si trova il Cimitero delle Monache, e qui veniamo alla parte più inquietante del Castello Aragonese: in questo luogo si possono vedere gli “scolatoi”, una specie di sedie in muratura con un buco al centro sulle quali venivano messi i cadaveri delle monache morte. La carne ovviamente si decomponeva, e tutto ciò che ne rimaneva finiva in un vaso posto sotto al buco, mentre le ossa finivano in un altro ambiente chiamato ossario.

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Uno scolatoio all’interno del Cimitero delle Monache

Le monache credevano che il corpo servisse solo a contenere lo spirito di una persona, e dimostravano in questo modo la sua inutilità dopo la morte. Ogni giorno, però, si recavano a pregare all’interno del cimitero, e i corpi in decomposizione provocavano loro terribili malattie.

Passiamo ad altre cose belle, va’.

Dopo il cimitero infatti arriviamo ad un altro bel punto panoramico, il Belvedere del Convento, che permette di osservare la zona che va dal Borgo di Ischia Ponte al Porto di Ischia. Qui si trova anche la Caffetteria del Monastero, ma noi l’abbiamo trovata bella che chiusa (a settembre 2016).

La Casa del Sole è una specie di museo, nel quale è possibile ammirare quadri di arte moderna e di epoche passate, ma anche strutture architettoniche di epoche diverse.

La Casa è circondata dal verde e altri terrazzi, ma soprattutto è abitata da… gatti. Sì, gatti, ma non pensare di accarezzarli perché non sono molto amichevoli. Non ti dico che gioia quando siamo entrati con i cani di mia madre.

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Casa del Sole e gatto che pensa “minchia vuoi?

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castello aragonese ischia casa del sole terrazzo

Credo di aver capito perché si chiama Casa del Sole.

La Chiesa di S. Pietro a Pantaniello è a pianta esagonale e risale al 1564. La statua di San Pietro proviene da una chiesetta che si trovava accanto al pantaniello, un laghetto che si trovava dove ora c’è il porto principale dell’isola.

Si arriva poi al Carcere Borbonico, dove tra il 1823 e il 1851 furono rinchiusi prigionieri politici e personaggi illustri del Risorgimento. Io me lo aspettavo più grande e tetro, ma in effetti è difficile impressionarsi per un misero carcere dopo aver visto gli scolatoi delle monache.

castello aragonese ischia carcere borbonico

Ed eccoci ad un altro punto panoramico, il Terrazzo degli Ulivi. Questo giardino del 1441 permette un’ampia vista sul Golfo di Napoli e sulle torri angioine. Fu un regalo di Alfonso d’Aragona a Lucrezia d’Alagno, e poi appartenne per 35 anni alla principessa Vittoria Colonna.

Ma prima di arrivare al terrazzo c’è un secondo caffè ristorante, anche questo con una bellissima terrazza a picco sul mare.

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Vista dal caffè “Il Terrazzo”

castello aragonese ischia terrazzo degli ulivi

Il Terrazzo degli Ulivi

A qualche metro dal terrazzo c’è la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, o Chiesa della Madonna della Punta per la sua posizione a strapiombo sul mare, che risale al 1500.

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Chiesa di S.Maria delle Grazie

ll Sentiero del Sole e i Gradoni di San Cristofaro separano questa chiesa da quella della Madonna della Libera. Apparteneva alla famiglia del santo patrono dell’isola di Ischia, San Giovan Giuseppe della Croce.

Durante l’eruzione del Monte Epomeo gli ischitani fecero voto alla Madonna chiedendo di essere salvati, e le dedicarono questa chiesa. La Madonna infatti è rappresentata con le mani in avanti nell’atto di fermare la colata lavica del vulcano.

castello aragonese ischia chiesa Madonna della libera

I resti del Tempio del Sole mi ricordavano tantissimo la chiesa che si vede nel video dei Pooh di La Casa del Sole, la cover di The Rising Sun degli Animals. Sono andata a rivederlo e in realtà quel posto non c’entra una mazza col Tempio del Sole. Va’ a capi’ che collegamento strano ha fatto il mio cervello.

castello aragonese ischia tempio del sole

E infine qualche parola sulla Cattedrale dell’Assunta, costruita nello stesso periodo della Chiesa della Madonna della Libera e divenuta celebre per le nozze di Vittoria Colonna e Ferrante d’Avalos, è una basilica a tre navate con volte a crociera, sopravvissuta anche agli attacchi degli Inglesi. Questa però io non l’ho vista.

Prima di uscire dal Castello si può anche visitare un piccolo museo delle torture. L’entrata è compresa nel prezzo del biglietto del Castello Aragonese, ma è vietato fare foto. All’interno c’è una terrificante esposizione di armi antiche e vari strumenti di tortura.

castello aragonese ischia esposizione armi antiche e strumenti di tortura

Informazioni pratiche

Come arrivare al Castello Aragonese d’Ischia: la zona si chiama Ischia Ponte, se sei coi mezzi il bus n.7 si ferma proprio davanti al ponte (il biglietto dell’autobus costa 1,20 euro).

Orari e prezzi dei biglietti: il Castello Aragonese è aperto tutto l’anno dalle 9 del mattino fino al tramonto. Il biglietto costa 10 euro per gli adulti, 9 euro per i gruppi che superano le 20 persone, 6 euro per ragazzi tra i 10 e i 14 anni ed è gratuito per bambini di età inferiore ai 9 anni.

Altre informazioni utili: gli animali domestici possono entrare senza problemi e gratuitamente. Per iniziare il percorso di visita c’è un ascensore, ma considera che tra un punto e l’altro ci sono parecchie scale.

Contatti: Telefono +39 081 992 834 / +39 081 991 959, indirizzo email info@castelloaragonese.it.

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Spero che questo post sul Castello Aragonese ti sia piaciuto! Tu ci sei mai stato? Hai mai visitato un castello tenuto così bene in Italia?