Diari di viaggioEuropaSpagna

Diario di viaggio: la mia prima volta a Barcellona (parte 1)

Con questo post inizio a raccontarti cosa abbiamo combinato nei nostri cinque giorni a Barcellona, la capitale che sembra Spagna ma non è, devi andare in Catalogna!

[Applauso per la battutona, grazie.]

 

Per questo viaggio mi sono fatta tentare dal mio omino bianco. Massimo era già stato a Barcellona e voleva tornarci, io invece non ho mai messo questa città tra i posti che avrei voluto visitare, ci sarei andata giusto per completare il giro delle capitali d’Europa (e Barcellona non è neanche una capitale, quindi figurati). Non mi ha mai attirato. Quest’anno invece avevo deciso che era l’anno Spagna, e così è stato.

Siamo partiti un bel giorno di maggio, alle quattro del pomeriggio, e siamo arrivati all’aeroporto El Prat di Barcellona meno di due ore dopo.

Arrivati sull’autobus T1, che partiva dal terminal e arrivava a Plaça Catalunya, ecco la mia prima figura di cacca: mi sono rivolta all’autista chiedendo due biglietti andata e ritorno con un inglese perfetto, ma il tizio si è reso conto che eravamo italiani e ha detto:

“Guarda che la Spagna e l’Italia sono vicine, non serve parlare inglese. Noi spagnoli capiamo l’italiano.”

Scusa Ciccino, non mi pare che francesi e svizzeri siano proprio d’accordo con te e io lo spagnolo non lo capisco manco coi sottotitoli, comunque me fido perchè sei simpatico.

Plaça Catalunya è una piazza davvero bella, piena di gente, spazi verdi, negozi, fontane e soprattutto millemila linee di metropolitana. Barcellona ha ben nove linee di metropolitana. E’ strano che io sia qui a raccontartelo visto che me perdo pure dentro casa mia.

plaça catalunya a barcellona

Avevamo scelto un hotel (Guillermo Tell, pulito e prezzo ottimo) un po’ lontano dal centro, ma in una zona molto tranquilla vicino a Gràcia, perfettamente collegata tramite le linee L6 ed L7 della metropolitana. Entrambe facevano capolinea a Plaça Catalunya, quindi abbiamo preso la prima che ci è capitata a tiro e cinque minuti dopo eravamo arrivati.

Gli spagnoli mangiano più tardi rispetto agli italiani, pranzano tra le 14 e le 15 e cenano intorno alle 22, quindi abbiamo aspettato le 21 prima di uscire a mangiare qualcosa. Avevamo notato un locale dall’altra parte della strada che proponeva un menù fisso da una quindicina di piatti, caffè, bevande e dessert per due persone a 46 euro, e abbiamo deciso di provarlo.

Dieci minuti dopo il nostro arrivo in sala hanno cominciato a portarci i primi piatti, tutti a base di pesce: tapas di gamberetti freschi, polpo e patate, crostini, spiedini di pesce, cozze. Erano veramente tante e tutto davvero delizioso. Non credo di aver mai mangiato così tanto pesce, ed il totale era quello che avevano detto, 46 euro. Meravigliooooso!

Secondo giorno a Barcellona

Una delle cose che volevo vedere assolutamente era il museo della scienza di Barcellona, il CosmoCaixa (che ancora non ho capito come caixa si pronuncia) e ci siamo andati il giorno dopo, in mattinata. Ci si arriva con la metropolitana L7 fermata Av.Tibidabo, e poi qualche fermata di autobus 196.

Con lo stesso autobus si raggiunge anche la funicolare per salire sul Tibidabo, una collina famosa per un vecchio parco divertimenti e per un panorama spettacolare. Volevamo andarci dopo il museo, ma ha cominciato a piovere e tuonare e quindi anche no.

collina davanti al Cosmocaixa
cosmocaixa

Entrando al CosmoCaixa siamo rimasti turbati dalla presenza di due persone sospette dietro il banco informazioni: due statue, talmente realistiche nella posa e nell’aspetto da sembrare persone vere, che ritraevano Darwin ed Einstein seduti in mezzo ai ragazzi che parlavano col pubblico.

statue Einstein e Darwin

Una volta pagato il biglietto (4 euro a coccia) siamo entrati nel museo scendendo lungo un corridoio a spirale che collegava tutti e cinque i piani, con il tronco dell’Albero della Vita (un albero che viene dal Brasile) sospeso al centro. Figaaaata!

albero della vita

Cos’ha il CosmoCaixa di interessante? Perché è famoso?

E’ interessante perché è  un museo pieno di esperimenti interattivi che permettono di capire tutte le leggi della fisica e della chimica, ha una sala che riproduce la foresta amazzonica allagata (con piranha enormi e simpaticissimi, uccelli e pescioni di varie specie) e tanti reperti archeologici da vedere.

Purtroppo quattro dei cinque piani erano chiusi, ma ti assicuro che vale la pena di entrare nel museo anche solo per visitare il quinto.

foresta amazzonica allagata cosmocaixa
La riproduzione della foresta amazzonica!
uomini preistorici
Uomini preistorici. Non mi è chiaro cosa stia facendo quello a sinistra.
cervello umano cosmocaixa
Oh, ecco dove l’avevo lasciato!

Io odio visitare i musei, li ho sempre trovati noiosi e figurati se me ne vado a cercare uno quando viaggio, ma questo è davvero spettacolare. Se ti capita di andare a Barcellona facci un salto, soprattutto se hai dei bambini. Noi siamo rimasti lì dentro per più di tre ore, non ne avevamo mai abbastanza. 

Per pranzo c’è la possibilità di mangiare nel ristorantino self service della struttura, noi abbiamo pagato 16 euro a testa e potevamo prendere tutto quello che volevamo dal buffet. Ho mangiato una paella de pescado (paella a base di pesce) buonissima e un sacco di altre cose, volendo c’era anche la pasta.

Uscendo ci siamo beccati un temporale con fulmini e pioggia a secchiate, roba da arca di Noè, così invece di andare a vedere il Tibidabo siamo tornati di corsa in hotel. Inutile dire che ci siamo fracicati come pochi.

Per cena ci siamo buttati sul menù pizza del ristorante dove eravamo stati la sera precedente. Invece dei vari gusti di pizza, come margherita o capricciosa, ci hanno chiesto di scegliere tre ingredienti tra quelli di una lista, li hanno spiattellati su una base di pizza surgelata col sugo e ce l’hanno servita. La mia era troppo salata e non mi è piaciuta, ma quella di Massimo non era così male, anche se bisogna dire che la vera pizza… ecco… diciamo che sarebbe un’altra cosa.

leggi la seconda parte ]