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Diario di viaggio: a zonzo per Barcellona (pt. 3)

Europa

lafolle 16 Giugno 2013 0

Questa vacanza a Barcellona non finisce più. E dire che sono stata fuori solo cinque giorni, se ci fossi rimasta un mese avrei scritto post fino alla pensione?!

Vabbè dai, questa è l’ultima parte. Giuro. Se ti sei perso quello che è successo nei giorni precedenti, eccoli qui:

viaggio a Barcellona, prima parte

viaggio a Barcellona, seconda parte

→ Leggi anche: luoghi di interesse a Barcellona

Viaggio a Barcellona, quarto giorno

Era martedì. Un fantastico martedì iniziato con un’altra colazione/esperimento in un’altra pasticceria vicino all’hotel. Bello non ricordarsi un nome che sia uno. Qui devo dire che è andata meglio: il cornetto era buono, il cappuccino pure, e Massimo non ha sputato il caffè. Ottimo.

Il programma del giorno prevedeva un giro sulla Rambla e l’acquisto dei souvenir, che adoro.

Sai, ho passato giorni interi a chiedermi quale fosse ‘sta Rambla. Rambla in spagnolo vuol dire semplicemente strada o viale, e infatti Barcellona è piena zeppa di rambla con i vari nomi, ma quando si parla non c’è storia: La Rambla è il viale che da Plaça Catalunya va dritto verso il mare e termina con la statua di Cristoforo Colombo (in catalano Monument a Colom). Il bello è che è quasi del tutto pedonale, piena di alberi e chioschetti di souvenir. E, ovviamente, anche di turisti.

Vacanza a Barcellona. La Rambla

Lì trovi anche il mercato La Boqueria, il mercato coperto che si trova sul lato destro della Rambla.

Mercato La Boqueria vicino a La Rambla

Bello, variegato, coloratissimo, coi fruttivendoli che dispongono la merce in ordine cromatico. Secondo me tanta gente ci va solo per poter scrivere su Internet di aver pranzato alla Boqueria con un fantastico frullato di frutta pagato solo 1 euro, perché sui siti di recensioni è pieno di maniaci del frullato che impazziscono per la Boqueria.

E te pare che io non l’ho preso, er frullato? Ma certo che sì, perché sono tonta! Ho avuto la fantastica idea di provare quello al cocco e mi sono ritrovata in mano un bicchiere di acqua bianca che non sapeva di niente. Furba io. L’ho sempre detto che c’ho la testa piena de bruscolini…

Interno della Boqueria, a Barcellona
I frullati di frutta
Altro chiosco de La Boqueria. Vacanza a Barcellona

All’interno del mercato c’erano altre cose che potevi assaggiucchiare, tipo cioccolatini o spiedini di salumi spagnoli a 1 euro l’uno. Abbiamo assaggiato un salamino che fermate, buono da morire.

Usciti dalla Boqueria abbiamo continuato a percorrere la Rambla finché non ci è venuta fame. A destra e sinistra del viale c’erano un sacco di tavolini con i camerieri che ti invitavano a fermarti e noi, dopo aver visto qualche prezzo, abbiamo scelto un locale verso la fine della Rambla che offriva un menù composto da tre tapas e un primo a scelta tra pizza o pasta, a circa 8 euro. Abbiamo preso due menù, e il totale sul conto riportava 27 euro. Mi sono fatta dare lo scontrino e ho scoperto che le due microbottigliette di acqua da 50ml che avevamo preso ce le avevano fatte pagare ben 4 euro l’una. Capito i furbi?

Arrivati davanti alla statua di Cristoforo Colombo abbiamo fatto dietrofront e siamo tornati indietro per prendere un paio di cartoline e souvenir, che conviene comprare nei negozietti sui lati della strada piuttosto che nei chioschetti sparsi sul viale. Costano meno. Io ho preso dei souvenir davvero carini in un negozio con un tizio che mi ha pedinato per tutto il tempo, roba che a un certo punto volevo picchiarlo con le salamandre di Gaudì.

A Plaça Catalunya non ho potuto fare a meno di entrare nell’Hard Rock Cafè, un’altra mia grande passione. Da quando ho scoperto l’esistenza degli Hard Rock Cafè ho iniziato a collezionare i loro gadget, in particolare le spille, quindi una visita è sempre d’obbligo in ogni città. Il primo lo vidi a Dublino e da allora non ne manco uno. Tranne quello di Roma, perché come ho già detto sono molto furba: quando vado in vacanza macino chilometri e chilometri per vedere tutto quello che mi interessa, tornando a casa più stanca e schizzata de prima; poi torno a Roma e non mi muovo neanche a calci. Pensandoci dovrei prendermi a sassate.

La sera indovina un po’ dove siamo andati a mangiare? Ma ceeeerrrto, nel solito ristorante di fronte all’albergo. Durante la vacanza a Barcellona avevamo mangiato tanto bene e che fai, non lo saluti il proprietario prima di ripartire?

Stavolta abbiamo voluto provare il risotto con gamberi e calamari. Ci hanno servito un piattone di riso che sembrava quello alla crema di scampi, con sopra un po’ di scaglie di formaggio e sopra ancora anelli di calamaro fritti. Detta così sembra ‘na pecionata, come diciamo a Roma, ma ammazza che bono!

Quinto e ultimo giorno a Barcellona

Dopo aver fatto il check-out all’hotel ho scoperto che i receptionist potevano imbucarci le cartoline e venderci pure i francobolli, quindi ne ho approfittato spudoratamente.

Di nuovo colazione in un bar diverso, di nuovo ‘na fetecchia di caffè, di nuovo 4 euro. E vabbè.

Siamo stati a zonzo a Plaça Catalunya per un po’, perché avevamo il volo di rientro nel pomeriggio ed era troppo presto per andare all’aeroporto. Il tempo di pranzare con un panino sulla Rambla e poi abbiamo preso l’Aerobus.

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