BelgioDiari di viaggioEuropaViaggi

Diario di viaggio: un weekend tra Bruxelles e Bruges (parte 2)

Seconda parte del viaggio di un weekend tra Bruxelles e Bruges.

Nella prima parte ti ho raccontato di una rapida visita a Bruges, oggi ti parlo di quello che abbiamo visto a Bruxelles.

Diario di viaggio: Bruxelles e Bruges

Bruxelles, 11 maggio 2014, domenica.

Ci siamo svegliati un po’ tardino, però ci stava contando che la notte prima avevamo dormito solo due ore.

Avevamo in programma la visita all’Atomium e soprattutto alla Mini-Europe, che praticamente sono l’unico motivo per cui ti consiglierei di visitare Bruxelles. Poi capirai il motivo.

Nella lista delle cose da vedere c’era l’Aksum Coffee House, un bar che avevo trovato su Internet e che mi aveva colpito perché è gestito da un signore etiope che offre caffè del suo Paese, bevande tipiche africane e dolcetti vari. Dalle recensioni sembrava anche una persona molto gentile e simpatica.

Purtroppo ho dato per scontato che di domenica fosse chiuso e volevo andarci il giorno dopo, salvo poi scoprire che invece apre di domenica e chiude di lunedì. Questo logicamente la domenica sera.

Per colazione siamo andati dritti dritti da Carrefour e, invece di prendere delle briochine o dei biscotti per fare una specie di colazione, ci siamo fiondati sulle barrette di cioccolata. Logico.

europa in miniatura bruxelles

Prima tappa: Mini-Europe, quindi metropolitana con destinazione Heysel.

Usciti dalla stazione abbiamo proseguito circa cinque minuti a piedi verso l’Atomium e ci siamo trovati davanti il Bruparck, un parco che comprende un villaggio pieno di ristoranti, un cinema multisala, l’Océade che è un parco acquatico e la Mini-Europe. In biglietteria trovi sia i biglietti singoli che quelli combinati (compreso quello per l’Atomium) che ti permettono di risparmiare qualcosina. Noi abbiamo acquistato solo quello della Mini-Europe (14,30 euro a testa), siamo entrati e ci siamo dati alla pazza gioia.

europa in miniatura bruxelles
L’Atomium

Non l’ho detto ma la Mini-Europe è proprio ciò che sembra: un parco con le rappresentazioni dei Paesi d’Europa in miniatura. Perfetto per portarci anche i bambini.

europa in miniatura bruxelles

europa in miniatura bruxelles

europa in miniatura bruxelles
La Grand Place di Bruxelles

Alla Mini-Europe c’è la Tour Eiffel, c’è il Big Ben e altri monumenti più o meno famosi di tutti i Paesi europei, ma di alcuni Stati non ci sono i monumenti delle capitali e questo ci ha lasciati piuttosto perplessi.

Per esempio dell’Italia non trovi il Colosseo o il Duomo di Milano. C’è la torre di Pisa, Piazza San Marco di Venezia e… Alberobello. Sì, Alberobello.

Per carità, son bellissime tutte e tre e non voglio fare la romana coatta che se non c’è Roma scapoccia, ma… insomma. Non mi pare molto logico mettere la Tour Eiffel e nessun monumento di Roma o Milano in mezzo alle città italiane, ecco.

Mi hanno toppato anche la Finlandia. Mica c’è Helsinki, c’è Savonlinna che io non l’ho mai sentita nominare, e di città finlandesi importanti ne conosco cinque o sei. Questa non me la dovevi fare, Brux.

europa in miniatura bruxelles

europa in miniatura bruxelles
La caduta del Muro di Berlino in “diretta”
europa in miniatura bruxelles
Fare la simpatica essendo alta 1,57 m: lo stai facendo male.
europa in miniatura bruxelles
Pisa

Finito il giretto nel parco ci siamo fermati a mangiare in uno dei localini del Village che dovrebbe chiamarsi l’Ambre d’Or (il sito non lo trovo).

Lì ho assaggiato una crêpe al pollo che era la fine del mondo, però due caffè ci sono costati 5 euro.

europa in miniatura bruxelles

Il giro nel parco ci aveva distrutti completamente e c’eravamo beccati anche un bel po’ d’acqua (in Belgio c’è quella pioggerellina bastarda che non ti fa aprire l’ombrello, ma ti bagna pure le ossa), quindi ho proposto a Massimo di rientrare in albergo, visto che ormai ci rimaneva solo la Grand Place e altre cosine lì intorno da vedere, e potevamo farcela nella mezza giornata del lunedì.

Seconda capatina al Carrefour per prendere qualche porcheria e la cena. Lì ho spulciato per bene gli scaffali per vedere cosa trovavo di strano, ma non c’era niente di spassoso. Ho visto solo tantissimo sushi in scatola, la solita pasta-pronta-in fantastica-bustina-di-plastica (stavolta ho visto le orecchiette, brrr), e ho trovato diverse cose del mitico Giovanni Rana.

Ci siamo presi dei tramezzini e l’acqua, e poi ho comprato la mimolette, che è un formaggio arancione francese che viene prodotto anche in Belgio. Perché, ero a dieta per caso?

E comunque la mimolette è buona, anche se è arancione e puzza di piedi. Wikipedia dice che il sapore somiglia a quello del parmigiano, a me sembrava più simile alla caciotta anche per forma e morbidezza.

mimolette
La mimolette

Seconda serata di Eurovision incomprensibile, direi premiazioni della donna barbuta.

 

[leggi la terza parte]