Terzo e ultimo giorno in Belgio. Se ti sei perso la visita a Bruges e il primo giro a Bruxelles con la Mini-Europe, clicca su prima parte e seconda parte.

Diario di viaggio: Bruxelles e Bruges

Bruxelles, 11 maggio 2014, lunedì.

Obiettivi del giorno, possibilmente da concludere prima di pranzo:

  • fare il check-out entro un’orario accettabile
  • mollare i bagagli al tizio della reception
  • fare colazione dall’amico etiope fare colazione
  • comprare il cioccolato e gli speculoos al supermercato
  • trovare il fantastico Manneken Pis
  • trovare la chiesa di Notre Dame du Sablon
  • trovare la Grand Place
  • trovare l’Hard Rock Cafè di Bruxelles

Obiettivi centrati: tutti. Ma c’è qualcosa da spiegare. Andiamo per gradi.

Dopo il check-out abbiamo fatto colazione con due maialosissime brioches al cioccolato del Carrefour, poi abbiamo comprato del cioccolato (non per noi) alla modica cifra di 1 euro a barretta (li vendono anche all’aeroporto ma NON a un euro) e una confezione famiglia di speculoos alla modica cifra di 1,20 euro (per noi).

Gli speculoos (o speculaas) non sono una brutta parola, ma i biscotti alla cannella tipici del Belgio e dei Paesi Bassi. Esiste anche la crema spalmabile a base di speculoos e ci fanno pure dei dessert. Insomma, sono un po’ fissati con gli speculoos.

bruxelles speculoos

Pare che gli speculoos della Lotus siano i migliori!

Ora passiamo al fantastico simpatico Manneken Pis, il marmocchio che fa pipì conosciuto come uno dei simboli di Bruxelles.

Quello era meglio non trovarlo.

Si tratta di un monumento di bronzo alto cinquanta centimetri che si trova nascosto nell’angolo di una strada, dietro un cancello, e non è altro che un minuscolo, stupido marmocchio che fa pipì.

E tu dici ma non lo sapevi? Non l’avevi visto in foto? Sì che l’avevo visto, ma non sapevo che fosse grande quanto un nano da giardino. Già il fatto di una statua che fa pipì come simbolo di una città mi straniva parecchio, poi fai chilometri e chilometri per vederla e trovi ‘sto cosetto. A saperlo facevo prima a fotografare la versione di cioccolata, che almeno è alta quanto me e dà soddisfazione. Fanculo!

bruxelles manneken pis

Come lo vedi su Internet

bruxelles manneken pis

Com’è in realtà. Ti serve un binocolo?

La Chiesa di Notre Dame du Sablon me la immaginavo più grande, ma è carina. Anche qui obiettivo centrato. Mi scuso per la pessima foto.

bruxelles

bruxelles

Notre Dame du Sablon

La Gland Place è un altro simbolo di Bruxelles (e nessuno ci fa pipì) e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Certo, nelle foto su Internet è decorata da un tappeto di fiori che fa decisamente un altro effetto, e di sicuro questa piazza è più bella col sole, perché col tempo grigiastro che abbiamo trovato noi non mi è sembrata chissà che.

Mi sono piaciuti il Municipio con la sua Tour Inimitable e la Maison du Roi, un po’ meno le impalcature che coprivano interamente i palazzi in fondo.

bruxelles

bruxelles

bruxelles

L’Hard Rock Cafè: trovato anche quello, visto che si trova proprio lì nella Grand Place. Il posto in sé è un po’ piccolino eh, ma rimane sempre fighissimo. Ho comprato una spilla meravigliosa.

Dopo tutto ‘sto giro di Peppe giustamente ci è venuta fame, e volevamo assaggiare almeno un piatto belga prima di tornare in Italia. Le crêpes al pollo della Mini-Europe sono francesi e non valgono.

Mi ero segnata un ristorantino tanto carino che serviva specialità del posto e si trovava proprio lì, in una delle viette intorno alla Grand Place. Il nome già dice tutto, perché si chiama C’est Bon, C’est Belge. Avevo controllato il sito coi giorni di chiusura e il lunedì era aperto.

Ci siamo messi a girare tutte le viuzze della Grand Place, sotto la pioggia, ma niente, non lo trovavamo. La via era vicina, ma secondo la mappa continuavamo a passarci davanti senza vederla.

Dopo buona mezz’ora di avanti e indietro l’abbiamo trovata, abbiamo visto una porticina minuscola di legno sul lato destro della strada, eccolo eccolo è quello! e… era chiuso per lavori.

Per fortuna siamo riusciti a trovare un altro ristorante lì vicino.

Il posto si chiama Brasserie du Lombard e sembra una specie di pub, è moooolto carino e offre una marea di birre (che non abbiamo assaggiato perché io sono fessa e Massimo non ne aveva voglia, qualcuno mi ha già tirato le orecchie a dovere), e in più ha nel menù uno dei piatti tipici che volevo assaggiare, lo Stoofvlees detto anche Carbonade à la flamande: spezzatino di manzo cotto in un sughetto di birra, alloro e timo, insieme ad un contorno di patatine fritte.

bruxelles carbonade a la flamande

Stofvlees o Carbonade à la flamande

Il sapore è molto particolare, buono ma dolciastro. E’ da provare, ma non credo finirà nella lista dei miei piatti stranieri preferiti.

Dopo pranzo siamo tornati in hotel a recuperare i bagagli, poi metropolitana per andare a prendere lo shuttle e siamo arrivati in aeroporto con laaargo anticipo, visto che avevamo il volo delle 20.30.

Per perdere un po’ di tempo ci siamo buttati in un bar e ho tirato fuori i cioccolatini e i macaron che avevo acquistato nel negozio Neuhaus vicino al Manneken Pis (mi sono trovata da fare prima di cedere alla tentazione di prendere quel piscione a picconate). Avevo preso una scatola da nove cioccolatini da 12 euro, la più economica e piccola, giusto per assaggiare il cioccolato belga di marca, e in più una scatola da sei macaron (10 euro), perché non li avevamo mai assaggiati.

I primi erano davvero deliziosi, nonostante alcuni contenessero creme alla frutta, e io odio la frutta nei dolci. I macaron invece non ci sono proprio piaciuti.

bruxelles

 

Se stai per andare a Bruxelles ti consiglio di leggere anche questi due post: 10 cose da sapere su Bruxelles e 6 motivi per NON andare a Bruxelles.

Lasciami un commento e fammi sapere cosa pensi di queste due città, e se consigli altre città da vedere oltre a Bruges!