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Diario di viaggio: i miei primi tre giorni a Dublino (parte 2)

Seconda parte del viaggio a Dublino con Amelia.

Per leggere la prima parte col motivo per cui siamo partite e il primo impatto con l’Irlanda, clicca qui. Se invece vuoi sapere che altro è successo… continua a leggere!

Diario del viaggio a Dublino

Secondo giorno: sveglia alle nove, e siamo partite dirette a O’Connell Street.

Siamo state solo quattro giorni in Irlanda e avevamo deciso che, togliendo il giorno di andata e quello di ritorno, avremmo trascorso il primo giorno a girovagare a piedi per vedere Dublino, mentre il secondo lo avremmo dedicato allo shopping compulsivo e ai souvenir.

Obiettivo primario della giornata: la colazione. Siamo andate al Cafè Kylemore, un bar che si trova, appunto, su O’Connell Street e che offre una colazione self-service, cioè tu entri, pigli quello che ti pare da solo, paghi e mangi. Non so se siano aperti anche per pranzo e cena, ma se ti capita di andare a Dublino è una buonissima soluzione per evitare di pagare il buffet in qualche hotel.

colazione al Kylemore

Di fronte c’è la statua di James Joyce e ci siamo fatte la foto di rito, foto che ad Amelia è uscita benissimo, a me un po’ meno perchè un simpatico vecchietto s’era seduto sul piedistallo di pietra del Joyce a leggersi il giornale e dopo mezz’ora stava ancora lì. Nella foto infatti ci siamo io, James Joyce e il sederone del nonnetto che leggeva il giornale.

io, James Joyce e il vecchietto

Da lì ci siamo girate Dublino a piedi, e se dico a piedi intendo a piedi, senza prendere neanche un autobus. E’ stata un’esperienza abbastanza piacevole, Dublino è una città piccola e facile da girare.

Irish Government Buildings

Sir Benjamin Guinness

castello a Dublino

Amelia voleva farmi vedere la St. Patrick’s Cathedral, o Árd Eaglais Naomh Pádraig in gaelico (la lingua nazionale irlandese), che sta tipo dall’altra parte di Dublino. C’è voluta mezza giornata per arrivarci. Quando siamo arrivate era piena di ponteggi e quindi non si vedeva una mazza e quindi volevamo morire sul posto.

Dublino

Dublino

Porte colorate a Dublino

Grafton Street

Nel frattempo abbiam pensato bene di pranzare in un ristorante giapponese che abbiamo trovato in un centro commerciale, che poi è stato il mio primo ristorante giapponese con relativo primo ramen e relativa figura di cacca, del tipo “ma che ce devo fa co’ sto mestolo?”. Fantastico.

Il ramen di Wagamama

Il ristorante si chiama Wagamama, credo sia una catena.

Non ricordo altre situazioni comiche da raccontarti se non il fatto che i semafori irlandesi ti fanno il conteggio dei secondi che mancano al semaforo verde per i pedoni, e che gli irlandesi attraversano comunque col rosso per principio. A una certa l’abbiamo fatto pure noi e ci siamo dette di essere molto irlandesi solo per quello.

A cena Amelia mi ha portato in un altro posto fantastico, Eddie Rocket’s.

Eddie Rockets

Eddie Rockets

Se non ricordo male anche questo si trova su O’Connell Street. Comunque si mangia benissimo, se ti capita ti consiglio assolutamente di farci un salto!

[leggi la terza parte]