Quarta parte del diario del viaggio nella capitale finlandese. Oggi ti racconto di Suomenlinna, uno dei maggiori luoghi di interesse di Helsinki e della Finlandia.

Per la terza parte del diario clicca su Viaggio a Helsinki: il kauppatori.

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Terzo e ultimo obiettivo di quel venerdì: Suomenlinna, la fortezza marina di Helsinki.

Un’insieme di sei isole che si trovano proprio davanti alla capitale, scelta dagli svedesi per proteggere quella che ancora non era la Finlandia dai russi. I russi però si sono fatti grasse risate, hanno fatto marameo agli svedesi e Suomenlinna l’hanno invasa lo stesso. I finlandesi AHAHAH, NO e se la sono ripresa qualche tempo dopo. Oggi Suomenlinna è patrimonio dell’umanità UNESCO.

Bello spiegare la storia così, eh? Ok, ora facciamo un minuto di silenzio in memoria del libro che si è appena suicidato.

L’isola principale, Iso Mustasaari, si raggiunge con circa quindici minuti di traghetto e da lì puoi arrivare alle altre attraversando dei ponti. L’unica che non è collegata è Särkkä, perché è più distante.

Noi abbiamo preso il traghetto della HSL (la compagnia di trasporti di Helsinki) con la corsa semplice che costa 2,50 euro a testa, ma ci sono traghetti che offrono anche il tour delle isole, il pranzo a bordo e altro, ma ad un prezzo più alto. Partono tutti dal porto di fronte al mercato kauppatori.

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Il traghetto della HSL

Appena approdati a Suomenlinna ci siamo ficcati nel negozietto di fronte al porto per comprare una barretta di salmiakki, la temuta liquirizia salata finlandese, che bisogna assaggiarla se no pare brutto. Immaginavo già la mia reazione, non amo neanche la liquirizia normale e figuriamoci se può piacermi quella salata, così per rifarmi la bocca ho comprato pure una barretta di cioccolato Fazer.

Il problema è non ho assaggiato una barretta di vero salmiakki, perché la mia aveva il ripieno alla menta. Infatti era buona.

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[Se vuoi sapere com’è il vero salmiakki e che sapore ha clicca qui.]

Per orientarmi a Suomenlinna ho aperto la mappa offerta gentilmente dalla HSL, cioè er traghetto. Dopo un minuto netto l’ho lanciata nello zaino e ho fatto di testa mia. Diciamo che anche volendo non potevamo fare diversamente, visto che il depliant è tutto scritto in finlandese.

Io: “Bene, andiamo da quella parte.”

Massimo: “Ok, cosa c’è?”

Io: “Non lo so, qua c’è scritto Viaporin tai dekäsityöläisten kauppa B34 (c’è scritto veramente). E’ il nome più lungo che ho trovato e non sembra la toilette.”

Massimo: “Ah. Interessante.”

Ok, te lo dico subito: non abbiamo visto molto di Suomenlinna, perché neanche un’ora dopo ci stavamo accasciando a terra per la stanchezza, dopo un’intera giornata a camminare. Però abbiamo visto una bellissima parte di Iso Mustasaari e una parte di Susisaari, e sono veramente uno spettacolo.

Ci torneremo di sicuro a vedere il resto, magari potrei dedicargli una giornata intera.

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Fare una foto al tuo compagno che sta facendo una foto: fatto ✓

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Le cose più belle che abbiamo visto sono state senza dubbio i bastioni e il sottomarino Vesikko (Sukellusvene Vesikko).

Massimo voleva entrare a dare un’occhiata al sottomarino, ma quando ha visto che l’ingresso era a pagamento (5 euro) il suo animo da manina corta ha preso il sopravvento e ha deciso di lasciar perdere.

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Stavamo per andarcene quando ho notato il cartello di un bar che indicava un punto della costa dove c’erano delle barche e delle rotaie. In fondo alle rotaie c’era un chiosco che sembrava vendesse articoli da pesca, ma aveva anche un vassoio di dolci in bella vista e dentro c’era un vecchietto che stava versando il caffè a due ragazze!

Ci siamo messi in fila e quando è arrivato il nostro turno abbiamo chiesto due caffè e due korvapuusti, dolcetti alla cannella, che se non sbaglio hanno origini svedesi. Il caffè era quello americano, manco a dirlo, ma ci è stato servito assieme ad un cartone di latte freddo da mezzo litro, chiuso in una specie di caraffa di legno trooooppo carina! Mi fai felice con poco.

Quando ho chiesto al vecchietto il totale lui m’ha risposto kahdeksan, otto in finlandese. Gli ho chiesto di ripetere in inglese e lui s’è impanicato, s’è messo a contare con le dita e infine m’ha detto eight! con un sorrisetto soddisfatto. Sarà che somigliava terribilmente a mio nonno, ma giuro che l’avrei abbracciato!

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Siamo tornati a Helsinki, o meglio sulla terraferma, e ho trascinato Massimo all’ultima tappa: il kauppahalli, il mercato coperto.

E’ un mercato molto carino da girare, i negozietti vendono principalmente carne e dolci, ma noi non abbiamo preso niente, eravamo troppo stanchi.

Ci sono anche diversi posti dove poter mangiare un boccone, uno in particolare si chiama Soppakeittio Tapaste oy ed è famoso per le zuppe, soprattutto quella di salmone. I prezzi sono gli stessi del mercato kauppatori.

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Siamo tornati in albergo passando per le Esplanadi, due vie piuttosto famose per lo shopping, parallele alla Aleksanterinkatu e divise in Esplanadi Nord (Pohjoisesplanadi) ed Esplanadi Sud (Eteläesplanadi).

Queste due strade iniziano al porto, dove c’è anche la bellissima statua dell’Havis Amanda, e terminano su Mannerheimintie, dove c’era il nostro albergo. Sono entrambe splendide e piene di negozi, al centro c’è una striscia di prato dove i finlandesi amano fermarsi a prendere il sole o a fare picnic e vicino alla statua c’è un palco dove trovi sempre qualche gruppo ad esibirsi.

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Havis Amanda

Siamo passati da Stockmann a prendere due tramezzini al non so cosa per cena, avendo ormai i piedi consumati, e siamo rientrati in hotel.

 

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