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Diario di viaggio: la mia Helsinki (parte 6)

Sesta e ultima parte del diario del viaggio a Helsinki. Dopo Seurasaari ci aspettava qualche altra cosetta da vedere in città: le Esplanadi, la Cappella del Silenzio e… i ventilatori.

Se ti sei perso il resto del diario clicca su Helsinki: la partenza, Helsinki: Piazza del Senato, Helsinki: il kauppatori, Helsinki: Suomenlinna e Helsinki: Seurasaari.

viaggio a helsinki

L’autobus 24 che ci aveva portati a Seurasaari passava davanti a due posti che avrei voluto vedere nel mio primo viaggio a Helsinki: una era la spiaggia di Hietaniemi, la spiaggia più bella della città, e l’altro è il Parco Sibelius (Sibeliuksen puisto), dove c’è il monumento dedicato al compositore Jean Sibelius, piuttosto famoso.

Sibelius park3
Parco Sibelius, e il monumento dedicato a Jean Sibelius in fondo a sinistra.
Però non siamo scesi a vederli. Già dal bus si vedeva che la spiaggia di Hietaniemi era affollatissima, mentre il parco sul momento ci era sembrato poco interessante. Magari se ne parlerà in occasione del mio secondo, o terzo, o quarto viaggio a Helsinki. Lol.

Visto che era ora di pranzo siamo invece tornati al mercato kauppatori, facendo una capatina veloce veloce a salutare la Tuomikirkko.

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Abbiamo scelto un’altra bancarella arancione, gestita da un signore coi capelli lunghi molto simpatico (sai che molti uomini finlandesi hanno i capelli lunghi? ♥) e ci siamo presi io una zuppa di salmone favolosa, Massimo un piatto di pesciolini fritti.

Sempre al mercato ho comprato due quadretti meravigliosi di Helsinki dalla bancarella di un fotografo, e poi siamo tornati indietro verso le Esplanadi, per fare una passeggiata tranquilla.

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Aleksanterinkatu, il tram rosso è un pub!

Stavo dimenticando di parlarti degli Helsinki Helpers: si tratta di volontari che girano per il centro di Helsinki al solo scopo di dare una mano ai turisti che hanno bisogno di aiuto.

Noi ne abbiamo incontrati due prima di andare a Seurasaari: oltre a darci tutte le informazioni di cui avevamo bisogno, ci hanno regalato anche una mappa dettagliata dei mezzi pubblici e un blocchetto di sconti da utilizzare in moltissimi musei e ristoranti.

Riconosci gli Helsinki Helpers dall’abbigliamento giallo fluorescente, e credo che ci siano solo in estate, quando in Finlandia c’è più turismo.

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Prima di rientrare in hotel abbiamo fatto una capatina da Stockmann. Ho già detto che è gigantesco, vero?

Abbiamo visitato molti piani, ma in particolare quello dedicato all’elettronica. Ci siamo divisi, anzi direi che mentre gironzolavo nella zona dei pc mi sono girata e Massimo era sparito, e poi ci siamo ritrovati davanti a questo arnese che non avevamo mai visto:

Mi sono girata e Massimo stava infilando ripetutamente le manine nel buco del ventilatore. Sempre per la serie trent’anni e non sentirli.

Proprio in quel momento è spuntato un commesso. Ho sganciato uno dei miei finti sorrisi migliori e gli ho detto tipo mi scusi, è la prima volta che vediamo un ventilatore di questo tipo, ora lego il mio compagno e me lo porto via, giuro. Lui non s’è scomposto minimamente, anzi, ha cominciato a raccontarci la storia di quell’oggetto, concludendo con un sicuramente arriverà presto anche in Italia. Fine. Non ha cercato di vendercelo, non ha rotto i maroni per farci andar via, niente.

Io li amo, ‘sti finlandesi. Li amo.

Per cena avevo in programma di andare al Konstan Molja, un’ottima soluzione se vuoi provare piatti tipici senza accendere un mutuo: paghi 18 euro a testa e puoi mangiare tutto quello che vuoi da un buffet di piatti tradizionali finlandesi.

Invece Konstan Molja era chiuso per lavori. E te pareva.

Alla fine abbiamo infranto una delle mie regole più importanti quando si tratta di viaggiare: siamo andati in un ristorante italiano. Sembra assurdo, ma i nostri stomaci avevano bisogno di cibo più tranquillo e i ristoranti nei dintorni erano o troppo cari, oppure offrivano cucine un po’ troppo pesanti, tipo la messicana.

Il ristorante che abbiamo scelto noi si chiama da Vinci ed è gestito da un signore fiorentino che vive a Helsinki da quindici anni. Le pizze hanno ingredienti un po’ diversi dai nostri e sono un po’ care, ma si adeguano ai prezzi della città.

Abbiamo scelto due pizze margherite molto buone – la mia pizza preferita, la più leggera tra quelle del menù e anche quella che costava di meno – insieme a una brocca d’acqua, che nei ristoranti finlandesi non si paga, e una birra Karjala.

Dopo la pizza ci siamo goduti le ultime ore di luce per fare un’ultima passeggiata.

A Helsinki non c’è il sole di mezzanotte, ma in estate il sole tramonta molto tardi (intorno alle 23) e sorge prestissimo (alle 4 di mattina).

Le due foto seguenti sono state scattate intorno alle 22.

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Statua dei Tre Fabbri
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La Cappella del Silenzio, Kamppi Chapel

Helsinki, 6 luglio 2014, domenica.

Stavolta ho preferito fare una colazione un pochino più leggera, mentre Massimo è ricascato nel trappolone del pesce. E vabbè, quando uno è de coccio…

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Ultimi giretti e ultimi acquisti, poi autobus Finnair verso l’aeroporto e via, a casa!

 

Spero che il racconto del mio primo viaggio a Helsinki ti sia piaciuto! Tu ci sei mai stato? Conosci i sapori finlandesi? Hai mai visto un ventilatore simile a quello di Stockmann? Lasciami un commento qui sotto!