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Diario di Viaggio: Londra & Parigi (parte 1)

Tre settimane fa partivo per la mia settimana tra Londra e Parigi e oggi inizio a raccontarti tutto quello che è successo in quei sette, fantastici giorni! o/

Diario di viaggio: Londra

Prima di iniziare stavo pensando di spendere qualche parola per il 13 novembre parigino, ma sai, credo che non dirò nulla.

Questa tragedia si è già trasformata in una nuova immagine profilo di Facebook e in materiale succulento per tv e telegiornali. Parlarne va già di moda, la gente si fa grossa, ipotizza, giudica, pensa di saperne più degli altri. Io non so niente, so solo che sono morte delle persone e vorrei solo silenzio per loro.

E poi cosa potrei dire? Che pregherò per i francesi? Io non prego, e le preghiere non riportano in vita nessuno. Che penso alla Francia? Che mi dispiace? Certo che mi dispiace, cazzo, ero lì due settimane fa. Mi fa rabbia. Però non ho nessuna intenzione di lasciare ulteriore spazio al terrorismo. Per me se n’è preso pure troppo.

26 ottobre 2015, lunedì.

Come al solito, ho avuto la brillante idea di prenotare il primo Roma – Londra del giorno. Partenza ore 7.25 con Vueling, cioè sveglia alle 4 de mattina. Quando una è masochista. In realtà volevo prendere il volo delle 13, ma ho aspettato troppo tempo e i prezzi si sono alzati, quindi l’ho preso in quel posto.

Di Vueling devo dire due cose: primo, che la app non mi è servita a una mazza perché non accettava il numero della carta d’identità per fare il check-in online; secondo, che la loro assistenza su Twitter (ho chiesto aiuto sia per il check-in online, sia perché m’ero persa una mail) è stata velocissima, quindi pollice in su.

Prima di partire avevo prenotato il pullman da Londra Gatwick alla stazione Victoria della compagnia National Express, e mentre aspettavamo alla fermata c’è sbucata una signora che ha iniziato a farmi 56712 domande sui servizi dell’aeroporto. Per fortuna sono riuscita a sbirciare le domande sul suo tablet, tra un finto sorriso a 56 denti e l’altro, perché il primo impatto con l’accento inglese non è stato proprio fantastico.

Poi siamo saliti sul pullman e ci hanno fatto allacciare le cinture prima di partire.

diario di viaggio Londra

A Victoria abbiamo comprato le Oyster card e poi abbiamo preso la metropolitana fino all’hotel.

Ecco, l’hotel si chiama The Gateway e si trova in zona Clapham Common. L’avevo scelto perché le recensioni erano positive e dicevano che era pulito, perché cercavamo un hotel più simile possibile alle guest house vicino a qualche fermata della metropolitana, e perché da qualche parte avevo letto che c’era la possibilità di fare una colazione inglese.

Dunque.

La vicinanza alla metropolitana c’è, effettivamente, perché la fermata Clapham South dista 100 metri. Il resto però… no.

Appena siamo arrivati la tipa ci ha detto che potevamo sì usare la stanza, ma la luce del bagno non funzionava. Infatti abbiamo trovato una fantastica scala al centro del bagno.

Durante la prenotazione avevo chiesto un piano alto e ci siamo ritrovati nel seminterrato. Vabbe’, forse non avevano posto.

Ho chiesto della colazione e la risposta è stata “puoi farla nel locale di fronte, perché noi diamo solo merendine“.

Infine sono entrata nella stanza e ho visto la moquette a macchie.

diario di viaggio Londra

Insomma, il mio primo pensiero è stato ora vi do fuoco e poi scrivo che è stato un incidente, poi mi sono detta che magari avrebbero sistemato tutto prima del nostro rientro. Magari. O magari no.

L’unica altra comodità dell’hotel è la vicinanza a ristoranti, pub e un Burger King, e infatti abbiamo pranzato lì.

Per smaltire la botta di carboidrati siamo andati a prendere la metropolitana in direzione del Grande Ben. Ho iniziato a chiamarlo così quando ho scoperto che Ben è il tizio che l’ha costruito, e che il vero nome del Big Ben è Elizabeth Tower.

Non sapevo nemmeno che me lo sarei trovata davanti uscendo dalla fermata Westminster. E’ gi-gan-te-sco, fa impressione trovarselo davanti!

Big Ben diario di viaggio Londra

diario di viaggio Londra

diario di viaggio Londra

Volevo entrare nella Westminster Abbey, però eravamo troppo stanchi e abbiamo lasciato perdere.

Abbiamo fatto una bella passeggiata: dal Grande Ben a Westminster Abbey, poi St. James’s Park per arrivare a Buckingham Palace, aka la casona della regina e compagnia bella, che sì, è graziosa, ma… boh. Effettivamente mi sono chiesta perché andarci.

Westminster Abbey diario di viaggio Londra
Westminster Abbey
diario di viaggio Londra
Accartocciarsi sotto le statue per portare a casa foto strane: fatto ✓

Tamigi

Al St. James’s Park ho cominciato a strillare come una ragazzina di due anni: ho visto gli scoiattoli.

Scoiattoli grigi, grossi come il mio gatto e con la coda morbidosissima, che zompavano da tutte le parti e venivano a cercare il cibo dai turisti. Uno è anche salito sul ginocchio di Massimo, poi ha capito che in mano c’era solo una foglia e se n’è andato facendo il gesto dell’ombrello.

diario di viaggio Londra
SCOIATTOLO!
diario di viaggio Londra
UN ALTRO SCOIATTOLO! AAAH! @_@
Buckingham Palace diario di viaggio Londra
Buckingham Palace

Poi stavamo da quelle parti e che fai, una puntatina all’Hard Rock Cafè non ce la fai? Ma certo che ce la fai, io voglio la spilla!

Volevamo pure arrivare a Piccadilly Circus, che sta lì tipo a 200 metri, e invece abbiamo rimandato causa piedi consumati.

Abbiamo ripreso la metro fino all’hotel e, sempre per la stanchezza, ci siamo buttati nel Marks&Spencer per procurarci qualcosa da mangiare.

La nostra cena è stata una boccia di pasta fredda a testa condita con basilico, pollo e mais, guardando Tom Hiddleston ospite di Top Gear, che porca paletta quant’è gnocco bravo, ho detto bravo.

 

[leggi la seconda parte del diario di viaggio]