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Viaggio a Londra & Parigi (pt. 4)

Europa

lafolle 14 Marzo 2016 0

Viaggio a Londra e Parigi, con l’ultimo giorno nella capitale inglese dedicato al meridiano di Greenwich e dintorni.

Prima di proseguire, leggi i giorni precedenti del viaggio:

Londra, 29 ottobre 2015, giovedì

Ultima colazione al Common Room di Londra, osservando i nuvoloni carichi di pioggia avvicinarsi alla città. Il giorno prima avevo rimandato il battello per il meridiano di Greenwich perché le previsioni davano pioggia tutto il giorno, non so se ricordi. Stavolta, invece, non avevo nessuna intenzione di rimandare e a Greenwich ci sarei andata pure in canoa.

Abbiamo preso la metropolitana in direzione del Tower Bridge, sia per vedere il famoso ponte londinese sul Tamigi, sia perché lì vicino c’è uno dei punti di racconta del battello che avevo scelto per la crociera che ci avrebbe portati al meridiano di Greenwich via fiume. La speranza ancora non mi aveva abbandonata.

Il cielo continuava ad essere grigio, piovigginava e si era alzato pure un bel venticello freddo. Mi sono limitata ad abbandonare l’idea della crociera. In compenso, ci siamo gustati il Tower Bridge come si deve.

Sapevi che il Tower Bridge è lì dal 1894, e che in cima alla torre nord c’è una mostra dedicata alla sua costruzione?

Il Tower Bridge di Londra visto da sotto
Il Tower Bridge di Londra
Foto scattata sul Tower Bridge di Londra

Il ponte mi è piaciuto un sacco, forse perché nell’immaginario collettivo è uno dei posti che più rappresenta Londra, e salirci sopra fa davvero uno strano effetto.

Solo una cosa mi ha lasciata un po’ perplessa, una cosa che sicuramente rende questa città originale e moderna, ma che faccio fatica ad apprezzare fino in fondo: salire su un ponte del 1894, girarsi e trovarsi davanti gli stravaganti grattacieli della City, come lo Shard.

Io di spalle, di fronte ai grattacieli della City
I grattacieli della City visti dal ponte
I grattacieli della City

Ora, parliamo del meridiano Greenwich, che prende il nome dall’omonimo distretto di Londra: la nostra prima tappa infatti non è stata il meridiano, ma proprio un giro per Greenwich e nello specifico al Cutty Sark. Si tratta di un veliero risalente al XIX secolo che trasportava il tè tra Gran Bretagna e Cina.

La nave Cutty Sark a Greenwich
Il Cutty Sark a Greenwich

Dopo siamo arrivati al Greenwich Market, un piccolo mercato nel quale puoi trovare street food di tutti i tipi e un sacco di bancarelle di articoli vintage. Ci siamo fermati a pranzare in un pub e abbiamo gustato il nostro primo fish&chips inglese.

Il pub si chiama The Coach and Horses, se ti interessa.

Ceramiche inglesi al Greenwich Market
Ceramiche vintage inglesi al Greenwich Market
Scatole di latta vintage al Greenwich Market
Altri adorabili oggettini vintage
Un piatto di fish&chips a Greenwich
Fish&chips al pub

A Greenwich c’è anche il National Maritime Museum, un museo ad ingresso gratuito che ripercorre la storia navale della Gran Bretagna. Ci siamo fatti un giro anche lì dentro.

L'ingresso del National Maritime Museum di Greenwich
National Maritime Museum di Greenwich
Massimo sotto alla prua di una nave attaccata al muro del museo di Greenwich

Come ultima tappa abbiamo scelto il Royal Observatory, l’osservatorio dedicato al meridiano di Greenwich. Si trova in cima ad una collina del Greenwich Park, uno dei parchi più grandi di Londra.

Per salire ci sono due stradine, una più ripida e veloce da cinque minuti (c’è proprio un cartello con su scritto che ci metti cinque minuti, però non ti dicono che rischi l’infarto per la fatica) e una meno faticosa ma più lunga, adatta anche a bambini e disabili.

Quando arrivi su c’è una scalinata e una terrazza che permette, col bel tempo, di godersi una bella vista sulla città. Quel giorno purtroppo c’era foschia e quindi niente panorama da cartolina.

La statua in cima alla scalinata che porta al meridiano di Greenwich

Te lo dico subito e a strappo: l’osservatorio per noi è stata una delusione. Il motivo principale è uno: per vedere il punto esatto in cui passa il meridiano di Greenwich bisogna entrare nel cortile dell’osservatorio pagando circa sei sterline a testa, e la mostra all’interno dell’edificio dedicata all’astronomia è un po’ noiosa.

Volevo vedere anche il planetario, ma a quell’ora non accettavano più visitatori.

L'osservatorio sul meridiano di Greenwich
Il planetario vicino all'osservatorio del meridiano di Greenwich

Quando siamo arrivati nel cortile del meridiano di Greenwich mi sono messa ad aspettare che un branco di turisti asiatici impazziti finisse di instagrammarsi in tutte le pose possibili sopra alla riga del meridiano. Dopo mezz’ora erano ancora lì a farsi il book fotografico, e io ho perso la pazienza. Sono riuscita a portarmi a casa solo lo scatto del meridiano preso di striscio. L’unica consolazione è che, tra una chiappa asiatica e un selfie, sono riuscita a intercettare il punto con le coordinate geografiche della mia città, Roma.

Se tornassi indietro probabilmente ci tornerei lo stesso, però per me rimane un po’ una sòla come attrazione turistica.

Asiatici in piedi sopra al meridiano di Greenwich
Un pezzo di meridiano di Greenwich con le coordinate di alcune città
Coordinate di Roma al centro della foto, in alto!

Anche la nostra ultima cena inglese è stata a base di porcherie del supermercato, e poi abbiamo preparato le valigie. Il giorno dopo saremmo andati a… Parigi!

[→ Leggi la quinta parte del diario di viaggio]

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