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Viaggio: Londra & Parigi (pt. 5)

Europa / Francia / Regno Unito

lafolle 22 Aprile 2016 0

Nuova puntata del viaggio tra Inghilterra e Francia, e stavolta ti parlerò della parte del viaggio a Parigi! Il quinto giorno è stato quello del trasferimento dalla capitale inglese a quella francese 🙂

Prima di andare avanti, recupera le parti del viaggio precedenti:

Londra, 30 ottobre 2015, venerdì

L’idea iniziale era di passare da Londra a Parigi con l’Eurostar che passa sotto il tunnel della Manica. Avevo visto pure i biglietti, solo che poco tempo prima della partenza c’erano stati un po’ di casini tra terrorismo e immigrati che assaltavano i treni per Londra e quindi ho preferito prendere la mia fidata Easyjet.

Avevamo scelto il volo Londra – Parigi delle tredici per stare comodi col check-out e gli orari di metropolitane e bus, ma c’è poco da dire sulla nostra mattinata “libera”: sveglia alle nove; check-out inesistente, visto che dovevamo solo uscire dalla porta principale lasciando le chiavi in una cassetta; metropolitana fino a Victoria e poi pullman fino a Londra Gatwick della National Express, lo stesso che avevamo preso all’andata.

Nella prima parte del viaggio mi sono dimenticata di dirti un piccolo particolare: il pullman ci mette un’ora e mezza ad arrivare a Gatwick. Gioia e gaudio.

Gif di un uomo e una donna che ridono istericamente

Non sono sicura che tutti i bus londinesi ci mettano così tanto ad arrivare in aeroporto, anzi, in realtà spero che i bus non ci mettano davvero così tanto. Se conosci delle buone alternative lasciami un commento qui sotto, magari può tornare utile.

Sul volo per Parigi mi sono accorta che uno degli assistenti di volo sembrava una faccia conosciuta.

Siccome sono doppiamente idiota, con la faccia conosciuta c’ho pure fatto una figuraccia chiedendo se ci fosse un certo panino per pranzo: lui mi ha gentilmente ricordato che il volo durava solo un’ora e che i paninozzi non erano previsti. Il tizio m’ha lanciato un’occhiata e lì ho capito che avevo ragione: quello lì mi dava ripetizioni alle superiori. Quello sguardo lì, lo sguardo da ma sei scema o ce fai? insieme al sorrisino da porella, me fai tanta tenerezza, me lo faceva sempre quando non capivo una mazza di matematica.

Mi avrà riconosciuta? Purtroppo mi sono dovuta tenere il dubbio, perché volevo salutarlo appena saremmo arrivati a Parigi, e invece lui s’è piazzato dalla parte opposta dell’aereo. Che sfiga…

A Parigi ci aspettava l’hotel Ibis Montmartre 18eme, un albergo fantastico che si trova nell’omonimo quartiere parigino. Lo avevo scelto per il prezzo relativamente basso, considerando che ero a Parigi in una zona abbastanza conosciuta a pochi passi dal Moulin Rouge, che avevo prenotato durante il weekend, e che volevo la cancellazione gratuita.

L’unico problemino è che in quella zona le strade sono piene di sexy shop, ma famo finta che non t’ho detto niente.

Abbiamo trascorso la serata a passeggiare per Montmartre, che col buio è uno spettacolo, cenando con una crêpe salata ciccionissima presa in un chioschetto all’angolo. Nella mia c’era pollo, maionese, uovo ed erbe aromatiche. Speravo che fosse leggera, e invece…

Viaggio a Parigi: il Moulin Rouge di notte

Parigi, 31 ottobre 2015, sabato

La prima cosa che contavo di fare durante un secondo viaggio a Parigi era salire sulla Tour Eiffel, quindi è stata la primissima cosa che ho deciso di fare nella capitale francese. Lo dicevo che Parigi meritava una seconda chance, dopo una prima volta disastrosa che… prima o poi te la racconterò. Sono sincera, stavolta mi ha emozionato più lei di Londra. Brava Parigi, bra’!

Quella mattina abbiamo preso l’autobus che dall’hotel ci portava direttamente ai Jardins du Trocadéro, una terrazza di fronte alla Tour Eiffel che permette di ammirarla in tutto il suo splendore. Qualche foto e poi a piedi verso la Senna e la torre.

La cosa più bella è stata sentire Massimo dire che la Tour Eiffel è più bella e imponente di quanto sembrasse in foto. Anche a me la prima volta aveva fatto lo stesso effetto!

La Tour Eiffel vista durante il viaggio a Parigi
La Tour Eiffel in tutto il suo splendore

Salire sulla Tour Eiffel è stato più semplice di quanto pensassi. Sì, la fila è lunghissima e appena la vedi ti strapperesti i capelli, specialmente se scegli di salire in ascensore, però scorre piuttosto velocemente. Puoi salire anche a piedi, ma io credo che sarei morta più o meno a metà della salita.

Noi siamo saliti nel giro di tre quarti d’ora, compresi i controlli di sicurezza, che sembra tanto, ma per la fila che c’era t’assicuro che non lo è. C’era veramente tanta gente!

La Tour Eiffel può essere visitata al secondo e al terzo piano, che è quello più in alto. Il biglietto per salire in ascensore fino al secondo piano costa undici euro a testa, quello per il terzo 17 euro. Io li ho comprati direttamente lì, nella biglietteria sotto alla torre, ma si trovano anche in rete, per esempio sul sito italiano della Tour Eiffel.

Una cosa che non mi è molto chiara riguarda proprio il biglietto del terzo piano: mi è stato detto che, per vari motivi, gli addetti possono bloccare l’accesso al terzo piano, per esempio se c’è troppo vento o se c’è brutto tempo, ma anche se ci sono troppi visitatori; che succede se compri il biglietto per quel piano e poi ti bloccano al secondo per i motivi citati? Te lo rimborsano, o t’attacchi al tram?

Viaggio a Parigi: la Tour Eiffel vista da sotto
Sotto alla Tour Eiffel
Ciao mamma, sono sotto alla Tour Eiffel!

Comunque, anche in fila per salire sulla Tour Eiffel ci siamo guadagnati il caso umano del giorno, anzi, quattro casi umani. Quattro americani in fila davanti a noi, età media cinquant’anni, che hanno passato tutto il tempo a:

  • farsi i selfie
  • farsi i selfie con tutti e tre gli altri angoli della Tour Eiffel
  • farsi i selfie verso l’alto con le capocce sopra al telefono che fanno ciaaoone, noi siamo sotto la Tour Eiffel e ce la ridiamo tantiiiissimooo!
  • farsi i selfie con la fila alle spalle e la faccia da ommioddio, in Francia si fa la fiiiilaaa!
  • cacciare il tizio di colore che vendeva i bastoni per i selfie e che aveva l’intero braccio pieno di Tour Eiffel di metallo che facevano din din ad ogni maledetto passo
  • richiamare il tizio di colore delle Tour Eiffel di metallo che facevano din din, e comprare il bastone per fare i selfie
  • farsi i selfie col bastone per fare i selfie
  • richiamare ancora il tizio delle Tour Eiffel di metallo che facevano din din, e comprare pure la Tour Eiffel di metallo che fa din din (e che io ho comprato a metà prezzo e più grande il giorno dopo, in un negozietto a Montmartre)

Insomma, ‘sti quattro sono andati avanti così per tutto il giro. Non davano fastidio i selfie, ma il fatto che per fare ‘sto casino rallentavano tutta la fila. Non potevo neanche insultarli nella mia testa urlando che erano adolescenti di merda, ché io gli adolescenti li odiavo quando ero adolescente pure io, ma questi avevano cinquanta fottutissimi anni, MUOVI QUEL CULO!

Uomo che urla "come on"

Tornando alla Tour Eiffel: vale la pena di spendere diciassette euro per salire fino in cima, fare una fila di quasi un’ora sotto e una di un buon quarto d’ora al secondo piano?

ASSOLUTAMENTE SI’! La vista dalla Tour Eiffel è davvero mozzafiato, è un’esperienza che secondo me bisogna fare almeno una volta nella vita. Al terzo piano c’è una zona coperta con una piccola galleria fotografica dell’appartamento di Gustave Eiffel e dei suoi ospiti dell’epoca, e anche un microscopico bar che offre, anzi vende, champagne alle coppie più romantiche.

Cima della Tour Eiffel dal secondo piano
La cima della torre fotografata dal secondo piano
Parigi vista dalla Tour Eiffel
Altro lato di Parigi con la Senna e l'ombra della torre sulla città
Foto dal museo di Gustave Eiffel
Una foto dalla galleria fotografica di Gustave Eiffel

Questo post finisce qui, altrimenti andiamo troppo per le lunghe. La sesta parte sarà l’ultima di questo diario di viaggio – sì sì proprio l’ultima, LO GIURO! – e lì ti racconterò il resto della giornata, la cena in un bistrot speciale e quello che abbiamo fatto nella mezza giornata della domenica, prima di ritornare in Italia.

[→ Leggi la sesta e ultima parte]

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