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Viaggio a Londra & Parigi (pt. 6)

Europa / Francia / Regno Unito

lafolle 23 Maggio 2016 0

Siore e siori, ci siamo. Siamo arrivati alla fine di questo diario di viaggio. Lo so, è stato un percorso lungo e difficile e finalmente riusciamo ad intravedere la luce in fondo al tunnel, sperando che non sia un treno.

Oggi riprendo a raccontare dal sabato pomeriggio a Parigi e concludo, finalmente, il diario. Clicca sui collegamenti qui sotto per leggere le puntate precedenti:

Parigi, 31 ottobre 2015, sabato

Quel giorno siamo scesi dalla Tour Eiffel che erano già le tre passate. Non avevamo ancora pranzato.

Passeggiando lungo i Champs de Mars ci siamo imbattuti nel banchetto di una ragazza che vendeva crepes, e non c’abbiamo pensato più di due secondi a prenderne una.

Sugli Champs de Mars mi ricordo di esserci stata coi miei la prima volta che sono stata a Parigi, e anche quella volta mangiammo delle crepes seduti su una panchina. Potrei dire che questo è uno dei miei posti preferiti di Parigi.

Champs de Mars

Dopo esserci sfondati di crepes come se non ci fosse un domani, ci siamo fatti una passeggiata fino alla metropolitana più vicina: l’obiettivo seguente erano gli Champs Elysée. Siamo scesi a Roosevelt, e vorrei dire che era tutto pianificato ma no, in realtà non ci stavo a capi’ una mazza con la mappa e la fermata giusta è stata solo una gran botta di c… fortuna. Ho detto fortuna.

Ero convinta che ci fosse pure un Hard Rock Cafè da quelle parti, ma non l’ho trovato.

Champs Elysee al tramonto
E niente, qua sembra che mi stiano investendo
Statue di un palazzo
L'Arc de Triomphe al tramonto
L’Arc de Triomphe, bellissimo al tramonto, con gente a caso che me imbruttisce a caso

Per cena cercavamo un bistrot in zona Pigalle e ne avevo selezionati alcuni con la app di TripAdvisor. Il primo in classifica tra quelli che avevo scelto era un bistrot un po’ anonimo, che si trovava proprio di fronte al nostro hotel. Ci siamo fidati, siamo andati e… siamo stati benissimo.

Il locale si chiama Au Pere Rousseau ed oltre a noi c’era solo un’altra famiglia di quattro persone. Siamo stati accolti da un signore gentile e molto simpatico che ci ha accompagnati al tavolo e che, abbiamo capito subito, non parlava molto bene l’inglese. Però abbiamo risolto facilmente, perché tra gesti e parole mezze italiane, mezze francesi e mezze inglesi ci siamo capiti alla perfezione. Tipo io che non so che cavolo scegliere dal menù sulla lavagna, e il signore che mi indica la voce bœuf bourguignon (manzo alla borgognona) prima facendo la faccia di uno che è soddisfatto, e poi indicando il piatto della signora del tavolo vicino, chiedendole se è buono. E ammazza se era buono!

Abbiamo preso pure il dolce, una mousse al cioccolato. Il proprietario, per dirci che sopra ci avrebbe messo la panna, non te dico che m’ha combinato. Però che era una bontà l’ho capito benissimo!

Solo una cosa non mi è chiara: che cavolo ci fanno i francesi col pane e il burro? Ti imbottisci di pane come i pesci rossi, o il burro ha un altro scopo? Se lo sai lasciami un commento e levami ‘sto dubbione, ti prego. Salvami dalle figure di cacca in Francia.

Parigi 1 novembre 2015, domenica

Per colazione abbiamo preso due eclair au chocolat in una pasticceria a caso, e poi ci siamo presi un caffè nel bar accanto. Così, a strappo.

Eclair au chocolat

La maggior parte dei musei francesi ha messo l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese e volevo approfittarne per andare al Louvre, però avevamo fatto tardi e, col volo di rientro nel pomeriggio, non ce la siamo sentita di fare una fila lunghissima senza riuscire a vedere nulla.

Il piano B era la Cattedrale di Notre-Dame.

Abbiamo preso la metropolitana fino a Saint-Michel e poi abbiamo proseguito a piedi lungo la Senna, dove delle graziose bancarelle offrivano souvenir, cartoline e stampe di Parigi dall’effetto vintage, e anche qualche mappa. Non so come cavolo ho fatto a non comprare TUTTO.

Mappe vintage in vendita
Souvenir lungo la Senna
La senna al tramonto e Notre-Dame in fondo

A Notre-Dame purtroppo c’era una fila assurda, e abbiamo preferito farci un giro da fuori per non perdere il volo. Nel frattempo ci hanno fermato due ragazze che raccoglievano finte firme per i disabili e purtroppo, non si sa bene come, sono riuscite a sfilarci venti euro a testa senza che ci rendessimo pienamente conto di quello che stavamo facendo. A Massimo ancora girano le palle, se gli chiedi cosa ha fatto a Notre-Dame ti dà una capocciata.

Comunque, Notre-Dame è spettacolare.

Notre-Dame a Parigi
Io davanti a Notre-Dame
Notre-Dame da un'altra angolazione

Avevamo ancora qualche ora libera e dovevamo tornare a prendere le valigie in albergo prima di andare in aeroporto, quindi che si fa? Si va a vedere la Basilica del Sacro Cuore, a Montmartre!

Per salire sulla collina bisogna spararsi un bel po’ di scalini, mi dicono trecento e io ci credo. Perché me li ricordo tutti, uno a uno. Mi dicono pure che c’è una funicolare per arrivarci, specialmente per i disabili, ma quando sai che devi smaltire l’eclair al cioccolato e le varie crepes ammucchiate sui fianchi… stai zitta e muori sugli scalini.

Basilica del Sacro Cuore e giostra
“Ma sì dai, gli scalini sono pochi!”
Basilica del Sacro Cuore vista da più in alto
“Ammazza oh, ma quando finiscono?”
Basilica dalla scalinata sottostante
“Basta, muoio qui.”

E niente, basta. Siamo tornati giù, valigie, aeroporto, aereo, ciaone.

→ Leggi anche: quanto costa un viaggio a Londra

→ Leggi anche: la ricetta degli scones inglesi

Prima di lasciarti però ti dico che collaborato con Vivi Londra: la scorsa settimana è uscito un loro post col mio contributo sulle cose da vedere a Parigi in un giorno, partendo dall’Inghilterra con l’Eurostar. Ti lascio il link se vuoi dare un’occhiata.

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