Siore e siori, ci siamo. Siamo arrivati alla fine di questo diario di viaggio. Lo so, è stato un percorso lungo e difficile e finalmente riusciamo ad intravedere la luce in fondo al tunnel. Sperando che non sia un treno.

Oggi riprendo a raccontare dal sabato pomeriggio a Parigi e concludo, finalmente, il diario. Coraggio. Se non ricordi la quinta parte clicca qui.

Diario di viaggio: ultimo giorno a Parigi

Parigi, 31 ottobre 2015, sabato.

Gira e rigira, siamo scesi dalla Tour Eiffel che erano già le tre passate e non avevamo ancora pranzato. Passeggiando lungo i Champs de Mars ci siamo imbattuti nel banchetto di una ragazza che vendeva crepes, e direi che non c’abbiamo pensato più di due secondi a “pranzare” con una crepe, seduti su una delle panchine del parco. Mi ricordo di esserci stata coi miei la prima volta che sono stata a Parigi, anche quella volta mangiammo delle crepes seduti su una panchina dei Champs de Mars. Potrei dire che questo è uno dei miei posti preferiti di Parigi.

Champs de Mars

Champs de Mars

Dopo la pausa, e dopo esserci sfondati di crepe come se non ci fosse un domani, ci siamo fatti una passeggiata fino alla metropolitana più vicina perché l’obiettivo seguente erano gli Champs Elysée. Siamo scesi a Roosevelt, e vorrei dire che era tutto pianificato ma no, in realtà non ci stavo a capi’ una mazza con la mappa e la fermata giusta è stata solo una gran botta di c… fortuna. Ho detto fortuna.

Ero convinta che ci fosse pure un Hard Rock Cafè da quelle parti e invece nada.

Champs Elysée

E niente, qua sembra che mi stiano investendo e invece no. Perché fare il blogger è anche rischioso, mica stiamo qui a pettinare i pelati.

Champs Elysée

Champs Elysée

Arc de Triomphe

L’Arc de Triomphe e gente a caso che me imbruttisce a caso. Boh.

Arc de Triomphe

Qua l’Arc de Triomphe me piaceva così. De lato.

Per cena cercavamo un bistrot in zona Pigalle e ne avevo selezionati alcuni con la app di TripAdvisor (l’opzione per trovare ristoranti nelle vicinanze mi è sempre utilissima, bisogna dirlo). Il primo in classifica tra quelli che avevo scelto era un bistrot un po’ anonimo, che si trovava proprio di fronte al nostro hotel. Ci siamo fidati, siamo andati e… siamo stati benissimo.

Il locale si chiama Au Pere Rousseau ed oltre a noi c’era solo un’altra famiglia di quattro persone. Appena siamo entrati si è presentato un signore gentile e molto simpatico che ci ha accompagnati al tavolo e che, abbiamo capito subito, non parlava molto bene l’inglese. Però abbiamo risolto facilmente, perché tra gesti e parole mezze italiane, mezze francesi e mezze inglesi ci siamo capiti alla perfezione. Tipo io che non so che cavolo scegliere dal menù sulla lavagna e il signore che mi indica la voce bœuf bourguignon (manzo alla borgognona) prima facendo la faccia di uno che è soddisfatto e poi indicando il piatto sotto al muso della signora del tavolo vicino, chiedendole se è buono. E buono lo era sul serio, sia il manzo che le patate vicino!

Abbiamo preso pure il dolce, una mousse al cioccolato. Per dirci che sopra ci avrebbe messo la panna non te dico che m’ha combinato, però che era una bontà l’ho capito benissimo.

Solo una cosa non mi è chiara. Che cavolo ci fanno i francesi col pane e il burro che ti portano appena ti siedi? Ti imbottisci di pane come i pesci rossi e come facciamo in Italia, o il burro ha un altro scopo? Se lo sai lasciami un commento e levami ‘sto dubbione, ti prego. Salvami dalle figure di cacca in Francia.

Parigi 1 novembre 2015, domenica.

Per colazione abbiamo puntato una pasticceria a caso e abbiamo chiesto due eclair au chocolat, e poi ci siamo presi un caffè nel bar accanto. Così, a strappo.

Eclair au chocolat

Sganciate il cioccolato e nessuno si farà male.

La maggior parte dei musei francesi ha messo l’ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese e volevo approfittarne per andare al Louvre, che normalmente costa 15 euro a coccia, però avevamo fatto tardi e col volo di rientro nel pomeriggio non ce la siamo sentita di rischiare di fare una fila lunghissima senza vedere nulla. Il piano B era la Cattedrale di Notre-Dame.

Metropolitana fino a Saint-Michel e poi a piedi lungo la Senna, dove abbiamo visto una serie di graziose bancarelle che vendevano souvenir, ma soprattutto cartoline e stampe di Parigi dall’effetto vintage e anche qualche mappa. Non so come cavolo ho fatto a non comprare TUTTO.

Notre-Dame

Bancarella di mappe

Bancarella sulla Senna

Bancarella sulla Senna

Notre-Dame e la Senna

A Notre-Dame c’era una fila assurda e, sempre per i tempi ristretti, abbiamo lasciato perdere l’entrata. Mentre ci giravamo intorno ci hanno fermato due ragazze che raccoglievano firme per i disabili e purtroppo, non si sa bene come, sono riuscite a sfilarci 20 euro a testa senza che ci rendessimo pienamente conto di quello che stavamo facendo. A Massimo ancora girano le palle, se gli chiedi cosa ha fatto a Notre-Dame ti dà una capocciata.

Notre-Dame

Notre-Dame

Notre-Dame

Avevamo ancora qualche ora libera e dovevamo tornare a prendere le valigie in albergo prima di andare in aeroporto, quindi che si fa? Si va a vedere la Basilica del Sacro Cuore, a Montmartre!

Per salire sulla collina bisogna spararsi un bel po’ di scalini, mi dicono 300 e io ci credo perché me li ricordo tutti, uno a uno. Mi dicono pure che c’è una funicolare per arrivarci, specialmente per i disabili, ma quando sai che devi smaltire l’eclair al cioccolato e le varie crepes ammucchiate sui fianchi stai zitta e ti fai gli scalini.

Basilica del Sacro Cuore

“Ma sì dai, gli scalini sono pochi!”

Basilica del Sacro Cuore

“Ammazza oh, ma quando finiscono?”

Basilica del Sacro Cuore

“Basta, muoio qui.”

Vista dalla Basilica del Sacro Cuore Parigi

“AH AH! IO SONO ARRIVATA E VOI NO! SALITE, SALITE!”

diario-di-viaggio-parigi-sacre-coeur-5

“Oh, ecco. Sono arrivata. E che ci voleva? Puah. Ora però scendo rotolando eh, te lo dico.”

 

E niente, basta. Siamo tornati giù, valigie, aeroporto, aereo, ciaone.

 

Il viaggio è FINITO! Andate in pace! *coro di alleluja in sottofondo

Prima di lasciarti però ti dico che ho accettato una piccola collaborazione con i siti Vivi Londra (te ne ho parlato nel post sui siti per visitare Londra) e Vivi Parigi: la scorsa settimana è uscito un post su Vivi Londra in cui do qualche dritta a chi volesse vedere Parigi in un giorno, partendo dall’Inghilterra con l’Eurostar. Ti lascio il link se vuoi dare un’occhiata. Presto arriverà anche il post su Vivi Parigi in cui faremo il contrario, cioè ti consiglierò un itinerario per vedere Londra in un giorno solo partendo da Parigi 🙂 aspetto di sapere cosa ne pensi!