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Diario di Viaggio: weekend a Monaco di Baviera (parte 1)

Questo viaggio era, in parte, un regalo per il compleanno di Massimo. Di conseguenza ho organizzato tutto di nascosto. Ho prenotato volo e albergo nei miei giorni liberi, ho studiato la guida turistica sull’autobus, ho evitato di saltare per casa come Bambi come faccio quando sto per partire. Secondo il mio piano avrebbe dovuto scoprire la destinazione solo una volta arrivato al banco check-in.

Sono stata brava, ho resistito per settimane intere. Poi, il disastro. Dieci minuti prima di arrivare in aeroporto mi fa ma a che ora atterriamo a Monaco? e io maaaa tipo alle dieci. Epic fail.

Diario di viaggio: weekend a Monaco

Roma 29 novembre 2014, sabato.

Ho cominciato il viaggio alla grande, perché sono passata sotto il varco di sicurezza dell’aeroporto e lo stronzo ha suonato. Sono tornata indietro e la tipa prima ha ringhiato, poi m’ha fatto ripassare sotto il varco senza scarpe, poi m’ha passato una roba strana sulle mani e infine ha deciso che non ero una criminale. Fortuna che non indossavo i calzini coi maialini, altrimenti m’arrestavano sul serio.

Ho passato l’ora e quaranta di volo a odiare il passeggero seduto davanti a me. Probabilmente aveva le convulsioni, visto che non stava un attimo fermo e rischiava continuamente di atterrarmi in fronte con lo schienale.

La prima cosa che ho fatto a Monaco è stata cercare un bagno in aeroporto. La seconda cosa che ho fatto a Monaco è stata trattenere lacrime di gioia, perché il bagno crucco aveva il dispenser col disinfettante e le salviettine per pulire il wc.

Abbiamo scapocciato un bel po’ per capire che biglietto prendere per la metropolitana, io volevo prendere la Monaco City Tour Card ma la macchinetta sembrava non avere questa fantastica opzione. Alla fine abbiamo preso quello giornaliero, che comprendeva la tratta dall’aeroporto alla città.

Qualche post fa ti dicevo che le linee della città sono quindici. Quelle che fanno capolinea all’aeroporto sono la S1 e la S8 e noi abbiamo preso la prima perché ci ispirava di più. Siamo scesi a Ostbahnhof e abbiamo preso la linea S3 fino alla fermata Unterhaching, dove c’era il nostro hotel.

La nostra camera era davvero bellissima, con 70 euro a notte (meno del prezzo medio, che era 100 euro) ho prenotato una camera con angolo cottura e salottino. Ho solo evitato la colazione, perché si pagava a parte e io con quella cifra ci pranzo.

Dopo un’oretta di riposo siamo usciti per andare direttamente al mercato natalizio di Marienplatz, quello principale è più conosciuto di Monaco.

La prima cosa che ho visto uscendo dalla galleria della metropolitana è stata una bancarella tutta illuminata che vendeva “XXL pommes frites“. E che fai, non le assaggi?

 

Io che pensavo di comprare patate fritte in versione crucca, in realtà ho mangiato patate fritte con una salsa d’aglio su una cialda dolce. Le sto ancora a digeri’.

Il mercatino era davvero bello: vin brulè ovunque (che in Crucconia si chiama Glühwein), dolci, panini coi würstel in tutte le salse, addobbi di Natale.

Come dicevo nel post sui mercatini, quando compri il Glühwein o la cioccolata calda ti vengono chiesti due euro in più per la tazza. Io l’ho fatto con la cioccolata calda e mi sono portata a casa una tazza carinissima.

Purtroppo la stanchezza s’è fatta sentire abbastanza presto e quindi, dopo un primo lungo giretto tra le bancarelle, abbiamo fatto dietrofront e siamo tornati a Unterhaching.

Abbiamo approfittato del supermercato sotto l’albergo per curiosare tra i cibi tedeschi e soprattutto per procurarci la cena. Stavolta non ho trovato niente di interessante da segnalarti, purtroppo.

Alle 21 eravamo morti sul letto.

Ma non è finita qui, perché alle 23 siamo stati svegliati dal suono più brutto che abbia mai sentito in vita mia: la sirena dell’antincendio. Siamo saltati giù dal letto e io, non so ancora bene come, mi sono infilata i jeans e mi sono fiondata nel corridoio dell’hotel con la maglia del pigiama, le trecce alla Obelix e lo sguardo assassino. Non so se rendo l’idea. Ricordo di aver detto se è uno scherzo vi uccido tutti quanti.

No, non era uno scherzo. I quattro tedesconi formato armadio in tenuta da vigile del fuoco non erano per niente uno scherzo.

Siamo usciti tutti fuori dall’hotel e dopo circa un quarto d’ora i tedesconi sono tornati, hanno tedescato qualcosa e noi siamo rientrati tutti dentro.

 

[leggi la seconda parte]