Seconda parte del viaggio a Dublino, ti racconto il secondo giorno. Se ti sei perso il primo clicca qui.

Diario di viaggio: novembre a Dublino

Dublino, 23 novembre 2013, sabato.

Il secondo giorno ci siamo svegliati ad un’ora che quando sono in vacanza considero indecente, cioè le otto, non tanto per iniziare a visitare Dublino prima possibile, ma per fare colazione.
Alla guest house avrebbero servito la colazione dalle otto alle nove e mezza e avevo visto che la sala era piuttosto piccola, c’erano solo quattro tavoli. Le stanze del Donnybrook Hall mi pare siano dieci, quindi in poche parole chi arriva prima magna, chi arriva dopo… dovrai aspettare il terzo giorno per saperlo.

Quando ci siamo seduti è arrivata una signora sulla cinquantina con un look che oserei definire da classica donna inglese: gonna lunga e camicetta, colori tenui, messa in piega alla Camilla. Ci ha portato il caffè appena fatto e parlava di cornflakes, yogurt, brioches (forse sapendo di parlare con italioti). Io ho guardato Massimo e lui così, quindi le ho detto che avremmo gradito due classiche colazioni irlandesi. Lei m’ha sganciato un sorriso a 3785 denti ed è andata a smanazzare in cucina. Poco dopo è tornata e ci ha portato questo ben di Dio:

Full Irish Breakfast

 

Che te lo dico a fa’. La reazione di Massimo è stata questa.

Riassumo: uova in camicia, funghi, pomodori, bacon, salsicce irlandesi,pudding nero e pudding bianco, caffè e due toast a testa di soda bread e brown bread (mamma che buoni), con burro e un paio di marmellate. Volendo c’era anche la spremuta d’arancia, ma non ce l’ho fatta.

Il pudding non sono riuscita a mangiarlo, perché aveva un vago sapore aglioso e vabbe’ la salsiccia, vabbe’ il bacon, vabbe’ i funghi e l’uovo, ma l’aglio a colazione proprio NO. Massimo invece ha divorato tutto senza guardare in faccia a nessuno.
Sono sincera, mangiare queste cose di prima mattina è stato meno problematico del previsto. L’unica differenza è che siamo stati sazi fino al pomeriggio.

Ci siamo fatti una lunga e salutare passeggiata fino ad arrivare in zona centro, poi ho cacciato la mia fantastica mappa di Dublino – quella senza Ballsbridge, sempre lei – e abbiamo iniziato a seguire un percorso attraverso i parchi e le vie che avevo segnato.

Negozio di dolcetti Dublino

Parco a Dublino

Merrion Square

Dopo Merrion Square siamo tornati a Grafton Street per vederla di giorno. Ovviamente sono rimasta a fissare TUTTI gli artisti di strada, uno per uno. I miei preferiti rimangono loro.

artisti di strada a Grafton Street

Poi c’era questo tizio qui.

Artista a Grafton Street

Quest’uomo l’avevo visto anche la sera prima, ma con l’opera finita. Un cane che si chiama Sandy, fatto di sabbia. Capito? Sabbia. Col brutto tempo che c’è a Dublino. Povero.

C’erano anche un paio di musicisti, ma nessuno di loro mi ha colpito particolarmente.

Siamo passati di nuovo davanti a Gino’s e anche stavolta non abbiamo resistito al profumo delle crepes al cioccolato. Ehh, il freddo, sai. A proposito, l’amicone che ascolta Pavarotti in salsa irlandese una crepe te la fa pagare 4,50 euro.

Quando ho visto questo tizio ho pensato di voler fare una foto travestita da leprechaun. Poi però no.

Leprechaun a Grafton Street

In ogni caso a Grafton Street non trovi solo artisti di strada. Vogliamo parlare degli uomini-cartello? Cioè ragazzi che lavorano tenendo dei cartelli pubblicitari in mano tutto il giorno? Li avevo notati già la prima volta che avevo visitato Dublino insieme a quella pazza di Amelia e li avevo presi in giro tutto il tempo. Grafton Street ne è piena, a volte li vedi addirittura in gruppo da due o tre soggetti.

[ leggi la terza parte ]