Diari di viaggioItaliaMoliseViaggi

Diario di viaggio: un weekend di relax in Molise

Primo diario di viaggio su Profumo di follia!

Oggi ti racconto cosa abbiamo combinato durante il nostro primo weekend in Molise, utilizzando un cofanetto Emozione3 “Week End di Charme”. Un weekend fatto di riposo, aria pulita e buon cibo!

diario di viaggio weekend in Molise


Perché il Molise?

Perché Massimo mi ha regalato il cofanetto Emozione3 e, dopo una serie di ricerche sulla struttura migliore, abbiamo scelto di visitare una regione italiana che non avevamo ancora mai visto!

La scelta è ricaduta su un bed&breakfast di Carovilli, un paesino vicino ad Isernia. Il pacchetto Emozione3 offriva una sola notte, ma ci abbiamo aggiunto la seconda pagando a parte perché una sola ci sembrava poco.

L’altro motivo per cui abbiamo scelto il Molise è che potevamo arrivarci col treno regionale: ci conveniva economicamente e credevamo fosse anche più comodo.

In realtà, comodo una mazza: per prendere il treno diretto ad Isernia ci siamo dovuti svegliare prestissimo. Poi abbiamo preso a parolacce quelli di Trenitalia per almeno mezz’ora perchè il binario era nascosto in fondo ad altri binari della stazione Termini, senza uno straccio di indicazione.

Infine ci siamo trovati davanti un nuovo treno, Minuetto, e parliamone un secondo perché c’è da ridere: il treno era corto e simpatico da vedere, davvero, ma… i sedili normali, di grazia, dove li avete messi?

I sedili normali, hai presente? Quelli nei quali puoi sederti comodamente appoggiando la schiena?

Ti giuro, ce ne saranno stati al massimo una decina in tutto il treno. Una decina! Gli altri erano sedili mignon che si tiravano giù dal corridoio, tipo quelli dei cinema, oppure pseudodivanetti sistemati sotto i finestrini, scomodissimi perchè al posto dello schienale avevano un fantastico TUBO, messo lì in orizzontale, che ti costringeva a stare piegato come un origami per tutto il viaggio.

Noi ovviamente ci siamo beccati quest’ultima, l’opzione origami. I sedili normali erano tutti sotto le chiappe di una mandria di vecchiette.

Trenitalia? Posso una parolina? Anzi, permettete una capocciata?

Ci lamentiamo in continuazione di viaggiare su treni zozzi, puzzolenti, sempre in ritardo e sempre rotti, e adesso mi comprate un affare con la metà dei posti seminati sui corridoi, bagni grandi come quello di casa mia e i vagoni lunghi quanto una scrivania Ikea? Ma che cavolo è? Non si potevano semplicemente pulire e sistemare quelli che c’erano già?

Ok, andiamo avanti.

Siamo arrivati a Isernia alle 12.30, con un’ora e mezza di ritardo. Fortunatamente il pullman per Carovilli partiva alle 14.15, quindi l’abbiamo comunque preso in tempo.

Una volta arrivati siamo stati accolti dal simpatico proprietario del bed&breakfast Osterija dei Tratturi, il signor Avio.

entrata osterija dei tratturi

Il bed&breakfast era davvero carino, piccolo ma accogliente, con un arredamento che mi ricordava la vecchia casa in montagna dei miei nonni.

Interni in legno e in pietra, scale che scricchiolavano, caminetto in pietra acceso, utensili in rame appesi qua e là e tovaglie colorate a quadri.

La nostra stanza era piccolina, c’era un armadio che sembrava antico, un letto con struttura in ferro e il bagno colorato. Purtroppo mancava la televisione, e ammetto che in quel momento mi son sentita un po’ come se m’avessero buttato in una caverna, ma ne abbiamo approfittato per farci una bella dormita.

Alle otto siamo scesi per la cena. Ad aspettarci c’erano il caminetto acceso e la tavola apparecchiata per due!

Avio era già in cucina a combattere con pentole e padelle, e dopo qualche minuto ci ha servito una serie di antipastini a base di salumi, formaggi e verdure. A seguire pasta alla cicoria fatta in casa, condita con ricotta e salsiccia, un po’ di carne per secondo e un’ottima fetta di crostata come dessert.

Una cena semplice, ma gustosissima e preparata con passione.

antipasto osterija dei tratturi

Dopo cena siamo rimasti a fare due chiacchiere con Avio davanti al camino.

Nella sala, oltre a noi, c’erano solo tre signori che pensavamo fossero amici di Avio, invece erano operai che dovevano lavorare in quella zona e si erano fermati a dormire lì.

Abbiamo passato una serata molto piacevole, tra chiacchiere e buon vino.

Il giorno dopo ci siamo svegliati con calma e siamo usciti diretti alla piazzetta del paese, che stava praticamente dietro l’angolo.

chiesa piazza di carovilli
Sbaglio o ‘sta foto è in pendenza?

Siamo arrivati in piazza e, come dire… ci siamo chiesti se gli abitanti di Carovilli fossero abituati a vedere due turisti a zonzo, ecco.

confused old people everywhere

Ci siamo fatti coraggio e abbiamo attraversato il muro di vecchietti sbigottiti per prendere un caffè al bar.

Abbiamo scattato qualche foto storta particolare e poi ci siamo fatti un giro in piazza, prima di proseguire verso le stradine che sembravano portare a valle.

Carovilli si trova tra tre montagne e una in particolare, Monte Ferrante, pare sia un vulcano spento. Da quelle parti c’è anche Roccaraso, zona dell’Appennino nota per i suoi impianti sciistici.

monti intorno a carovilli
Quest’immagine fa molto Heidi.

vicoletti di carovilli

Purtroppo abbiamo scoperto presto che, a parte la chiesa della piazza, non c’era molto altro da vedere.

La colpa è mia. Non avevo cercato molte informazioni prima di partire, dando per scontato che alle brutte avremmo potuto prendere un pullman qualsiasi ed andare a visitare i paeselli lì intorno. Invece era un casino anche solo tornare ad Isernia!

A quel punto ci siamo chiesti se valesse la pena di pagare un’altra notte, ma ormai avevamo preso accordi con Avio e non volevo raccontargli balle per andarmene via.

Più tardi ci siamo messi a cercare un posto dove poter pranzare.

L’impresa si è rivelata tutt’altro che semplice: i molisani (non saprei come definire gli abitanti di Carovilli) non sembravano averci preso in simpatia e l’osteria di Avio era chiusa a pranzo. Nessuna insegna di un ristorante o trattoria, nessuno che sapesse darci qualche indicazione, nessuno sapeva niente.

Abbiamo telefonato ad Avio e ci siamo fatti consigliare due o tre posti, ma non abbiamo trovato manco quelli.

Dopo aver girato mezzo Molise a piedi ci siamo infilati in una stradina, nel quale ci sembrava di aver visto l’insegna di un ristorante. Per essere certi che non si trattasse di un’allucinazione ci siamo passati davanti e si è affacciata una signora che ci ha chiesto in un modo, ehm, diciamo molto poco simpatico cosa stavamo cercando.

Le abbiamo chiesto se si poteva pranzare nel locale e l’espressione schifata sulla sua faccia si è trasformata in un sorrisone a ventordici denti.

Ahhh, dovete mangiare? Allora prego, vi apro il ristorante e vi cucino qualcosa.

Grazie, eh. Non so cosa vi abbiamo fatto di male, ma vabbè.

Dopo pranzo, visto che avevamo già visto l’intera Carovilli in neanche un paio d’ore, siamo tornati da Avio e ci siamo piazzati a quattro de bastoni sul letto per riposare un po’ dopo tutta quella camminata (e la carbonara della signora, che almeno era buona).

La sera abbiamo cenato nuovamente da Avio, che ci ha cucinato una scamorza con la pancetta da leccarsi i baffi.

Il giorno dopo siamo andati alla ricerca di qualche ricordino, sapendo che ci sarebbe dovuto essere anche un mercatino in piazza. Eravamo tutti gasati, un mercatino in piazza ci sembrava veramente un evento!

Già.

Peccato che le pochissime bancarelle presenti non vendessero alimenti. Neanche l’ombra.

In preda alla disperazione ci siamo buttati nel negozietto di alimentari lì vicino. Abbiamo comprato alcune confezioni di salsiccia piccante di Capracotta e dei biscotti al cioccolato di Roccasicura, entrambi moooolto buoni.

Un altro cibo tipico della zona e molto più conosciuto sarebbe il tartufo, ma ovviamente costava troppo e mica so’ scema.

Prima della partenza siamo tornati a salutare il signor Avio.

Nel frattempo ho scoperto che gli orari dei pullman molisani trovati su Internet erano pure sbagliati (daje!), quindi ci siamo piazzati sul ciglio della strada con l’intenzione di fermare qualsiasi pullman, magari minacciando l’autista con l’ombrello.

Qualche ora dopo – sì, ho detto ora – per fortuna si è avvicinata un’allegra signora che doveva prendere il pullman per Isernia, e ci ha dato l’orario esatto, quindi abbiamo lasciato perdere le minacce.

Tutto sommato non è stata un’esperienza negativa: ricordo il bed&breakfast di Avio e i suoi piatti fantastici con un sorriso. Certo, a saperlo prima magari avrei potuto prenotare la seconda notte in un posto più movimentato dei dintorni. La prossima volta farò così.

Due parole sul cofanetto Emozione3

Il nostro cofanetto ha “funzionato”, nel senso che abbiamo scoperto una struttura nuova e ci hanno trattato bene.

Però mi sento di darti un consiglio: guarda bene le recensioni delle strutture prima di prenotare. Io l’ho fatto e molti hotel non sembravano buoni, erano difficilmente raggiungibili o non accettavano più i buoni dei cofanetti.

 

E tu? Ci sei mai stato in Molise? Lasciami un commento qui sotto e condividi se sei stato in Molise o se ti ho strappato un sorriso! 🙂