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Viaggio in Polonia: Capodanno a Varsavia (pt. 2)

Europa

lafolle 16 Gennaio 2017 0

Eccoci tornati al mio viaggio in Polonia, col capodanno che abbiamo passato a Varsavia: in questa seconda parte del viaggio mostrerò un altro po’ di cibo polacco, qualche localino,un museo imperdibile e di Stare Miasto.

Se non hai letto la prima parte del viaggio clicca qui → Capodanno a Varsavia.

→ Leggi anche: cosa portare in Polonia: bagaglio per Varsavia

→ Leggi anche: cosa vedere a Varsavia e informazioni pratiche

Capodanno a Varsavia, secondo giorno

Varsavia, 31 dicembre 2016, sabato

La prima tappa della giornata era il Charlotte Bistro, per fare un’ottima colazione a base di brioche, e poi il Museum Powstania Warszawskiego, per gli amici il Museo dell’Insurrezione Polacca.

Purtroppo, al nostro arrivo il bistrot era pieno zeppo e non si entrava manco pregando, quindi siamo tornati indietro sulla via che si chiama Twarda in direzione di Rondo ONZ, che è il nome della fermata della metropolitana.

Lungo la strada abbiamo incontrato una chiesa chiamata Kościół Wszystkich Świętych. Non provare a ripetere il nome ad alta voce, ché secondo me ti esce Satana dal computer. Ecco, la chiesa è questa qui:

Viaggio in Polonia: la chiesa Kościół Wszystkich Świętych di Varsavia
Sì, la figura in basso sono io
La statua di Giovanni Paolo II nella chiesa Kościół Wszystkich Świętych
La statua di Papa Giovanni Paolo II ai piedi della chiesa

Di fronte alla chiesa c’era uno spiazzo pieno di ghiaccio, così io e Massimo ne abbiamo approfittato per testare le potenti scarpe snow contact che avevamo comprato apposta per questo viaggio in Polonia. Dopo aver rischiato la morte un paio di volte, siamo giunti alla conclusione che snow contact non vuol dire ice contact.

Sulla strada per Rondo ONZ abbiamo trovato una minuscola caffetteria che non avevamo notato all’andata: si chiama Cukiernia A. Cieślikowski e fa parte di una catena di altre caffetterie di Varsavia. Abbiamo preso due caffé accompagnati da due pączki, dei dolci fritti polacchi identici ai krapfen riempiti con confettura di rosa o di frutta. Buonissimi.

In totale abbiamo speso diciannove, circa cinque euro.

Un pączki durante il viaggio in Polonia
Un pączki

La fermata della metropolitana del Museo dell’Insurrezione si chiama Rondo Daszyńskiego, ad una fermata di distanza da Rondo ONZ. Per arrivarci abbiamo comprato un biglietto da 3,40 PLN (0,78 euro) a testa, valido per venti minuti.

Il biglietto del Museum Powstania Warszawskiego (il nome del museo in polacco) costa 18 PLN, cioè 4,11 euro. Si può acquistare anche l’audioguida a 10 PLN.

Prima di entrare, ricordati di lasciare l’eventuale zainetto negli armadietti: per aprirli servono 5 PLN che poi ti verranno restituiti. C’è anche una piccola sala dove degli addetti ritirano gratuitamente cappotti e giacche e ti conviene lasciargli tutto quello che puoi, perché ti renderà la visita più agevole.

Il museo dell'insurrezione polacca durante il viaggio in Polonia

Il Museo dell’Insurrezione Polacca è distribuito su tre livelli: al suo interno c’è la ricostruzione, attraverso documenti, testimonianze, filmati e suoni, di quello che è successo a Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nello specifico, si racconta Varsavia durante la Rivolta contro i nazisti che avevano occupato abusivamente la città, poi la sconfitta e il mancato soccorso dell’Armata Rossa.

[Le foto seguenti sono state scattate con lo smartphone. Mi scuso per la pessima qualità di alcune.]

Il museo dell'insurrezione di Varsavia: due foto di insurrezionisti con cornette del telefono
Alzando la cornetta del telefono, si può ascoltare la testimonianza delle persone nelle foto
Distintivi a forma di aquila per i ribelli di Varsavia
Distintivi a forma di aquila per i ribelli

La cosa che mi ha colpito di più è stata un muro. Sì, un muro. Un muro che riproduce un cuore che batte, dedicato tutti a coloro che si sono battuti durante la Rivolta e sono morti. Accostando l’orecchio puoi ascoltare le canzoni della guerra, gli spari, stralci di conversazioni, comunicazioni via radio agli insorti. Dà i brividi.

C’è anche un aereo. Un aereo con un simbolo sul fianco: un’aquila, simbolo della Polonia, che afferra una svastica. Purtroppo non sono riuscita a fotografarlo per intero.

Viaggio in Polonia, museo dell'insurrezione di varsavia: un fucile con proiettili
Foto e bandiere polacche al museo dell'insurrezione

Il Museo dell’Insurrezione è assolutamente da vedere se vai a Varsavia, però al suo interno non esiste un percorso, e si va in giro senza seguire un filo logico, totalmente a caso. E’ una cosa che non ho apprezzato molto.

Abbiamo preso l’autobus n.190 fino a Stare Miasto, e proseguendo verso la piazza abbiamo incrociato una delle panchine di Chopin: si tratta di quindici panchine che commemorano i duecento anni del compositore e pianista polacco. La loro particolarità? Un pulsantino ti permette di ascoltare l’opera di Chopin composta – o “pensata” – in quel luogo.

Su ogni panchina si trova la mappa per trovare le altre quattordici sparse in tutta Varsavia. Inoltre c’è un codice che, se fotografato e inviato al numero indicato, ti dà accesso ad un database per scaricare foto, documenti e altre composizioni di Chopin da ascoltare.

Una panchina di Chopin vista durante il viaggio in Polonia
Una panchina di Chopin

Stare Miasto, la “Città Vecchia”, insieme al Castello Reale è il simbolo di Varsavia ed è stata interamente ricostruita dopo la guerra. I combattimenti l’avevano totalmente rasa al suolo: nel 1944 non era altro che un cumulo di macerie.

Il magnifico Castello Reale, con la torre barocca rossa, fu abitato dai duchi di Masovia e poi dai re di Polonia. Di fronte al castello c’è la colonna di Zygmunt III (con ‘sto nome mi sa che pure lui stava antipatico alla madre, come Sigismondo). Zygmunt III fu il re che trasformò Varsavia nella capitale della Polonia.

Il Castello Reale di Varsavia e l'albero di Natale della piazza
Stare Miasto, viaggio in Polonia
Stare Miasto nel periodo natalizio

Devo dirti la verità: pensavo che Varsavia fosse tutta come Stare Miasto, cioè un po’ romantica e un po’ decadente come Praga. Io sono follemente innamorata di Praga. Invece no, per niente.

Varsavia è tutto tranne che romantica, è una città ferita che ancora sanguina, che è stata ricostruita ma fa fatica ad andare avanti. E non serve un museo per capirlo, per percepirlo: si sente nell’aria. Si vede nella gente che non sorride neanche con gli occhi.

Fuori da Stare Miasto e Nowe Miasto, Varsavia è tutta palazzi grigi e tristi, qualche grattacielo buttato lì, il Palazzo della Cultura che già da solo dà un’idea abbastanza chiara del passato della città, e centri commerciali ovunque. Un mucchio di elementi messi insieme che non c’azzeccano niente l’uno con l’altro, e che francamente non mi hanno fatto impazzire. Ma lo vedrai anche tu, andando avanti con questo diario del viaggio in Polonia, e con le foto.

Grattacieli di Varsavia

Concludo questa parte del viaggio in Polonia prima di parlarti dei mercatini natalizi di Stare Miasto, che arriveranno nel prossimo post, perché per oggi ho già scritto abbastanza.

Termino col nostro pranzo. Il locale che avevamo scelto si chiama Zapiecek e fa parte di una catena di trattorie tipiche polacche caratterizzate da ambienti rilassanti, personale in costume polacco e pierogi, pierogi in tutti i gusti possibili, anche dolci.

Sinceramente volevo evitare Zapiecek, per un semplice motivo: tutti quelli che vanno in Polonia fanno una capatina da Zapiecek. Chiunque sia stato in Polonia negli ultimi mesi non fa altro che parlare di ‘sto Zapiecek. Io volevo trovare un’alternativa, solo che ce n’era uno a pochi passi dalla Stare Miasto e noi avevamo una fame tremenda.

Nonostante le premesse, bisogna ammetterlo: abbiamo fatto bene, perché abbiamo mangiato benissimo.

Viaggio in Polonia, la sala di Zapiecek

Io ho scelto un piatto di pierogi (ravioli polacchi) lessi agli spinaci e formaggio con salsa alla panna acida, accompagnati da una tazza di kompot freddo. Massimo invece si è buttato su una birra e sui pierogi fritti con carne, funghi e salsa al formaggio. Ha vinto lui, i suoi pierogi erano più buoni.

Il kompot è una bevanda, fredda o calda, a base di acqua in cui è stata fatta macerare della frutta. Prugne, mele e pere. Non potevo fare un viaggio in Polonia senza assaggiarlo. Beh, devo dire che non è male, ma sa di succo di frutta e berlo per pranzo mi ha fatto un po’ strano!

Il totale che abbiamo speso da Zapiecek è stato di 77,96 PLN (17,58 euro). Non male per un pranzo tipico, no?

I nostri pierogi da Zapiecek

[Leggi la terza parte]

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