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Diario di Viaggio: Capodanno a Varsavia (parte 3)

Riprendiamo il mio viaggio a Varsavia da dove l’avevamo lasciato: il pranzo da Zapiecek e Stare Miasto. Oggi ti racconto di Capodanno e di mercatini natalizi.

Se non ricordi o non hai letto le due parti precedenti del diario, eccole qua: prima parte e seconda parte.

Varsavia, 31 dicembre 2016, sabato.

Siamo usciti da Zapiecek alle cinque del pomeriggio, con lo stomaco che urlava pietà per i troppi pierogi.

Con la scusa di smaltirli ho trascinato Massimo al primo mercatino natalizio che abbiamo visto, una graziosa fila di bancarelle in stile nordico che dalla piazza del Castello Reale si allungava verso Ulica Podwale.

Tra le bancarelle c’erano soprattutto oggetti fatti a mano, souvenir natalizi e cibo, taaanto cibo.

Quelle sono lanterne a forma di casetta! Ne ho presa solo una, ma le avrei portate a casa tutte!! ♥

Ed è in mezzo a quel cibo che li ho visti. Ho trovato i trdlo – o trdelník, o manicotto di Boemia, chiamalo come te pare – in Polonia.

Se mi leggi da poco forse non sai che sono stata a Praga tre volte, dico TRE volte, e non ho mai assaggiato nulla di ceco. Soprattutto i trdlo. Il trdlo è una pasta dolce ricoperta di cannella e zucchero (o cacao e cannella) che viene arrotolata intorno ad un bastone di metallo e cotta in una sorta di forno, ed è tipico della Boemia.

Ero convinta che il nome polacco dei trdlo fosse węgry, perché di fronte alla bancarella c’era un cartello con questa parola. Invece węgry in polacco significa Ungheria. Ho mangiato un trdlo ceco che si chiama Ungheria in Polonia? Era un trdlo in piena crisi d’identità? Chiedo l’aiuto da casa.

Comunque, crisi d’identità o no, era buonissimo.

Breve passeggiata fino all’altro mercatino, forse più famoso del primo visto che si chiama proprio Mercato della Città Vecchia, in polacco Rynek Starego Miasta. Si trova al centro del quartiere e secondo la guida ci sono bancarelle anche durante il resto dell’anno.

E’ molto carino per la presenza di quelle graziosissime casette colorate, alte e strette, tipiche di questa zona dell’Europa. Al centro della piazza invece c’è la mitica statua della Sirena, il simbolo di Varsavia.

Però ti dico la verità: quel mercatino natalizio faceva un po’ pena. L’unica attrazione era una pista di pattinaggio al centro, perché le bancarelle erano davvero poche e vendevano solo bevande calde.

Perdoname por mi foto sfocata.

Ultima tappa prima di rientrare: Lapidarium. Si tratta di un minuscolo negozietto che vende oggetti antichi, anche militari, risalenti al comunismo e si trova in Nowomiejska 15/17, a pochi passi dal Rynek Starego Miasta.

Ovviamente lo abbiamo trovato bello che chiuso. Perché io c’ho il #mainagioia come stile di vita, proprio.

Siamo tornati in hotel a riposarci, e dopo un paio d’orette siamo scesi al piano terra per la cena di Capodanno. Avevo prenotato un tavolo al fantastico pub dell’hotel. Sì, quello della figura di cacca (“I’m a bit slowly“) del giorno prima, il Winestone.

Immagino non ci sia bisogno di dirti per quale motivo ho chiesto a Massimo di interagire coi camerieri.

Abbiamo scelto una cena leggerissima. Massimo s’è sfondato di żurek come se non ci fosse un domani, io ho preferito una cosa molto polacca: l’hamburger.

E poi siamo usciti a beccarci il freddo porco ad aspettare mezzanotte davanti al Palazzo della Scienza e della Cultura.

C’era un concerto fantastico proprio lì di fronte, ma noi abbiamo seguito la folla di gente che si sistemava sul prato per il grande spettacolo dei fuochi d’artificio. Li hanno fatti partire proprio dal palazzo!

Penso sia stato lo spettacolo di fuochi d’artificio più bello che io abbia mai visto.

 

[ leggi la quarta parte ]