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Diario di Viaggio: Capodanno a Varsavia (parte 4)

Ultima parte del diario di viaggio. Oggi ti racconto di 150 scalini, del Barbakan e dei resti del ghetto ebraico, le ultime cose che abbiamo visto prima di lasciare Varsavia.

Se non hai letto o non ricordi le parti precedenti, eccole qui: primo giorno, secondo giorno e il Capodanno.

Varsavia, 1 gennaio 2017, domenica.

Quel giorno ci siamo svegliati abbastanza tardi e, non avendo la colazione compresa nel prezzo dell’hotel, siamo usciti a prendere un caffè al primo bar che abbiamo trovato, un Costa Coffee.

Subito dopo mi sono casualmente precipitata nell’Hard Rock Cafè, che sta proprio di fianco al centro commerciale, per comprare sempre casualmente una spilla da aggiungere alla mia collezione.

Ecco, dicevo che in Polonia le cose costano meno, vero? Non all’Hard Rock Café. 65 PLN per la spilla l’ho sganciati tutti (15 euro) e senza fare un fiato. Ti ricordo che con quella cifra ci abbiamo quasi pranzato in due da Zapiecek.

Capitan Michelin è tornato

E questa è l’incantevole vista da Emilii Plater, la via dove abbiamo trovato la fermata dell’autobus più vicina per raggiungere Stare Miasto, il 160.

Devo dire che il tempo grigio non aiuta.

Quattro fermate dopo eravamo di nuovo alla Stare Miasto. Obiettivo? Vederla dall’alto della terrazza della Chiesa di Sant’Anna, in polacco Kościoła św. Anny.

La chiesa si trova facilmente, è un edificio beige e bianco a pochi passi dal Castello Reale e la scritta taras widokowy (ponte di osservazione) non lascia dubbi.

Il biglietto costa 5 PLN a testa, circa 1,16 euro, e si va su percorrendo una scala a chiocciola di 150 scalini. All’ottantesimo scalino stavo per avere un infarto, al centoquarantanovesimo ormai stavo firmando il testamento. Ma ne è valsa la pena.

All’interno del cortile della Chiesa di Sant’Anna c’erano anche delle bancarelle natalizie graziosissime! ♥

Siamo tornati alla piazza del mercato, la Rynek Starego Miasta con la pista di pattinaggio, e da lì abbiamo proseguito verso il Barbakan, Nowe Miasto e l’ex ghetto ebraico.

Rynek Starego Miasta

Il Barbakan segna il passaggio tra Stare Miasto e Nowe Miasto, Città Vecchia e Città Nuova, e risale al 1548. Intorno ad esso è stato ricostruito il cammino di ronda che attraversava il doppio muro di cinta a protezione della Città Vecchia.

Il Barbakan

Nowe Miasto

Nell’attuale Muranów sorgeva il ghetto ebraico, creato dai nazisti nel 1940 e distrutto nel 1943.

Noi cercavamo il monumento agli ebrei che nel 1943 si ribellarono ai nazisti per radere al suolo il ghetto, il Pomnik Bohaterów Getta, ma evidentemente avevamo confuso la via. Infatti, non trovandolo dove ci aspettavamo, abbiamo semplicemente deviato verso il Giardino Krasinski, in polacco Ogród Krasińskich.

C’è un bel palazzo barocco e un grande parco, con un laghetto che in quel momento era quasi del tutto ghiacciato e pieno di papere. Lo sai che impazzisco quando vedo le papere, vero? Infatti avrò fatto trenta foto di fila.

Giardino Krasinski
Palazzo Krasinski

Uscendo dal parco, colpo di scena signori! A pochi passi dall’entrata del parco, una linea a terra indica il muro che divideva l’ex ghetto ebraico dal resto di Varsavia.

Ho sentito dire che ci sono anche dei pezzi di muro ancora in piedi, e dovrebbero trovarsi lì vicino nel cortile privato di un condominio, ma io non me la son sentita di andarli a cercare.

Per pranzo siamo tornati da Zapiecek.

Stavolta niente pierogi, ci siamo buttati su due piatti a base di frittelle di patate, un’altra specialità tradizionale polacca. La mia aveva patate e cipolle ed era ricoperta di crema di funghi, infatti la sto ancora a digeri’. Quella di Massimo era al goulash e mi dispiace, ma con le frittelle ho vinto io. La mia era più buona!

Le mie frittelle di cipolle e patate con crema di funghi.
Frittelle di patate col goulash, di Massimo.

Totale per i due piatti, l’acqua naturale e una birra: 77,98 PLN, circa 18 euro.

Altro giretto al mercatino di fronte al Castello Reale per i souvenir e poi siamo rientrati in hotel.

Abbiamo cenato col caffè solubile. T’ho detto tutto.

La lanterna che mi sono portata a casa! ♥

Varsavia, 2 gennaio 2017, lunedì.

Sveglia alle 8, check-out e poi autobus 175 fino all’aeroporto.

Io avevo scelto Varsavia perché volevo passare un Capodanno in una città innevata. Sai quando ha nevicato in quei quattro giorni? Nel momento preciso in cui abbiamo messo piede sul 175 per tornare a casa.

Vogliamo farlo un applauso?

Un #mainagioia direttamente dal mio Instagram Stories -.-

 

Bene, il viaggio si conclude qui. Presto arriverà un post ricco di informazioni pratiche e utili per chi vuole visitare Varsavia, e un riassunto delle cose da assaggiare assolutamente. Fammi sapere se ci sono cose specifiche che dovrei inserire!