Chiacchiere

Fatti a caso #2

Altro giro, altre chiacchiere a caso. Daje. \o/ Ormai c’ho preso gusto, che te devo di’.

Qua tira ‘n ariaccia.

I prossimi viaggi previsti saranno Dublino e se ne parlerà a fine novembre, e poi Helsinki l’anno prossimo. Ho già minacciato di morte Massimo, quindi siamo apposto. Gli avrei anche promesso di non fare altre uscite strane nel frattempo, tipo andiamo a Timbuctù. Ce la farò? Uhmmm.

Il viaggio in Finlandia si fa, punto. Giugno prossimo. Una settimana. E se mi gira male mi sparo pure Stoccolma, ecco. Se mi gira bene invece mi faccio una settimana a fotografare ogni minuscolo, piiiccolo sassetto di Helsinki, perché chissà quando ce ritorno in Finlandia! Perché ce ritorno, oh se ce ritorno.

E’ che Massimo non è proprio contentissimo, ecco. A lui piacciono i posti caldi e turistici, quelle vacanzone tipo spiaggia&roulotte. A me piace gironzolare nelle città, preferibilmente europee, fredde e pseudogotiche o pseudovichinghe.

Lui conosce gli aeroporti solo perché io ce lo trascino a sassate, io appena penso una città penso in automatico alla lista di compagnie aeree più e meno low cost che ci arrivano, e ovviamente ci andrei di corsa.

Lui sa a malapena dov’è Dublino e gli va bene così, io so a memoria la guida turistica. E manca un mese alla partenza.

A volte mi chiedo che c’abbiamo in comune, io e il mio scimmione dagli occhi blu. Vabbe’, qualcosa c’è, ma sicuramente non la passione per i viaggi.

E’ che ultimamente sto in crisi. Non viaggio e non ho molte idee, e quelle che ho sono parecchio confuse. Mica lo so come diavolo manderò avanti ‘sto blog. A suon di cazzate, probabilmente.

Ci tenevo a dirti che mi sto dando al finlandese. La lingua, intendo. Che suona un po’ come darsi all’ippica e più o meno il significato è lo stesso, solo che darsi all’ippica è meno complicato.
Il finlandese è un casinaccio tremendo e non somiglia a nessuna lingua europea, se non vagamente all’ungherese. Tu lo conosci l’ungherese? No? Neanche io. Solo che boh, sono anni che ci penso e ci ripenso. Ora ho il tempo e la voglia, quindi voglio provarci. Da sola. Vediamo che esce fuori. Ho iniziato dalle vocali, che sono tipo otto. Tipo che un giorno di questi mi troverai a fare i gargarismi con la ä.

Il concetto più o meno è: non ci riesco, ma se ci riesco so’ un fenomeno.

Bene, per oggi ho detto abbastanza. Passo e chiudo. Ciaaaao.

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