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Helsinki, are you fucking kidding me? #2

Sto ancora combattendo col viaggio a Helsinki. I casini che hai letto qua non sono ancora finiti, la sfiga ancora non mi molla. No, proprio per niente.

Vuoi sapere che altro è successo? -__-

1 giugno

Mi riprendo dallo shock del prezzo troppo alto provando con una compagnia low cost. Trovo una buona alternativa con Norwegian. Gli orari sono orari del cazzo, ma risparmio un bel po’: 390 euro di volo invece di 710, in due, andata e ritorno. Arriverò a mezzanotte e partirò alle sette di mattina, quindi Helsinki la vedrò due giorni su quattro, ma almeno vado.

Pazienza, tanta tanta tanta pazienza.

3 giugno

Prenoto il volo assicurandomi di poterlo cambiare o cancellare.

Prenoto l’hotel assicurandomi di poterlo cambiare o cancellare.

6 giugno 

Sembra che la cosa sia andando nel verso giusto. Ballo la macarena e scelgo i ristoranti.

7 giugno

Ballo la macarena e segno i ristoranti sulla mappa.

11 giugno

La tipa che si occupa dei turni mi informa che il capo non mi darà le ferie, nonostante il turno sia coperto da colleghi che mi hanno giurato di esserci e la collega stronza sia fuori gioco. Resisto alla tentazione di prenderlo a parolacce.

12 giugno

Scopro che da contratto non posso chiedere ferie estive oltre a quelle già assegnate. Vado dal capo a chiedergli scusa e ritiro la richiesta di ferie.

Cancello la prenotazione dell’hotel e mi strappo i capelli uno ad uno.

13 giugno

Chiedo alla tipa dei turni se può trovarmi una soluzione. La troviamo, ma devo chiedere un cambio ad un collega che è in ferie. Gli mando un sms, lui mi dice sì penso di poterti aiutare, ma ti faccio sapere staseraAspetto la sera e lui niente. E’ anche venerdì, scommetto che non si farà più vivo. Io di certo non gli rompo le balle nel weekend.

Rodimento alle stelle.

16 giugno

Lunedì mattina. Ancora nessuna notizia dal collega. Gli mando un sms per chiedergli se ha controllato. Mi risponde nel pomeriggio e mi dice che si può fare.

Vado dalla tipa dei turni e mi faccio liberare il giorno.

17 giugno

Prenoto l’albergo con la tariffa non rimborsabile. Vado a cambiare le date dei voli e scopro che l’operazione costa 45 euro a volo a persona. Sgancio altri 180 euro.

Mi rode ma sono felice. Forse ho risolto, forse presto sarò a Helsinki.

18 giugno

Ballo la macarena.

19 giugno

Apro la mail e scopro che l’hotel ha rifiutato la Postepay.

Mi incazzo come una biscia.

Riconfermo il numero della carta sul sito di prenotazione, Booking.

Qualche ora dopo vado sulla lista movimenti della Postepay e vedo che non hanno scalato nè i soldi dell’hotel, nè quelli del volo. Il volo sembra confermato, cambio compreso.

Telefono all’assistenza della Postepay per chiedergli come mai non mi risultano gli acquisti. Lo stronzo di turno mi prende per imbecille e mi dice con tono di maestrino signora, lei non ha acquistato proprio niente. Resisto alla tentazione di spaccare il telefono contro il muro e gli dico che ho le mail di conferma sia del volo che dell’hotel, che non sono idiota e che mi hanno rifiutato la prenotazione. Lui niente, mi prende per deficiente che non sa comprare su Internet. Signora-lei-non-ha-acquistato-niente. Gli sbatto il telefono in faccia. Assicurati di non capitarmi mai davanti, razza di idiota fancazzista.

Mando una mail alla compagnia aerea chiedendogli di confermarmi il volo.

Apro la mail ogni 5 secondi per vedere se mi torna indietro anche questa prenotazione dell’albergo.

Mi deprimo.

 

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