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A Ischia coi miei (e i cani): resoconto della vacanza

Ischia è davvero bella, non ce stanno cavoli.

Speravo di riuscire a girarla un po’ di più, però la nostra è stata una vacanza e a casa mia vacanza significa ingozzarsi di carboidrati ventiquattr’ore al giorno e spiaccicarsi su una spiaggia a caso per sette giorni consecutivi.

Nonostante questo, siamo riusciti a dedicare un giorno a Procida e una mezza giornata al Castello Aragonese di Ischia. A quest’ultimo dedicherò un post intero, perché ho fatto una tonnellata di foto e a qualcuno devo pur mollarle. E poi mi è piaciuto tantissimissimo.

Magari il post lo pubblico a Natale, giusto per rimanere nel mood estivo.

Castello Aragonese Ischia

A Ischia ho assaggiato anche un botto di cose buone tipiche dell’isola. Ovviamente arriverà un post anche per questo, manco te lo sto a di’, e andrà a far compagnia al post sulle bontà da assaggiare a Napoli.

Dovrei pensare a degli itinerari per chi vuole mettersi all’ingrasso. La Campania dà grosse soddisfazioni da questo punto di vista.

Piatto tipico di Ischia
Chissà cosa sarà…

Siamo stati a Sant’Angelo, o meglio, ho visto l’isolotto di Sant’Angelo che è un gran figo e ho odiato il resto per tutto il tempo, e mi sono sparata i suoi saliscendi su una dannata golf cart più volte di quanto volessi. Ricordiamoci che io ero convinta di aver prenotato un hotel dentro il borgo di Sant’Angelo, ma il borgo non l’ho visto manco de striscio.

Se non sai di che sto parlando ti mando al post sull’hotel assurdo che avevo prenotato, perché tutto quello che so su Sant’Angelo è praticamente lì e non è molto. Ci ho aggiunto il link dell’hotel, così se vai a Ischia sai dove NON devi dormire, e c’è pure un piccolo aggiornamento legato a TripAdvisor e Booking.

Mia madre dice che quella sera, l’unica che abbiamo passato a Sant’Angelo, ha visto un cielo stellato da mozzare il fiato. Io ero un attimo impegnata a prendere a testate il muro e alle stelle non ci pensavo proprio, però lei s’è gasata talmente tanto per ‘sta cosa che dovevo proprio dirtela.

Isolotto Sant'Angelo d'Ischia
Isolotto di Sant’Angelo

Il resto della vacanza lo abbiamo passato in zona Ischia Porto, che appunto si trova vicino al porto principale di Ischia. Sì, nell’intimità mi chiamano Capitan Ovvio.

Ischia Porto è una zona molto carina, anche se meno romantica di Sant’Angelo, e sicuramente più facile da girare. Ho detto che Sant’Angelo è romantica, sì. Mi sono incazzata ma gli occhi ce li ho. Oggettivamente è un posto carino e caratteristico.

Lì ho scoperto anche un’altra cosa di Ischia: gli autobus che abbiamo preso facevano quasi tutti il giorno dell’isola, ma ce ne sono due in particolare che ti consiglio di prendere se vuoi fare un giro veloce, magari a picco sul mare e in una di quelle graziosissime strade strette. Sono gli autobus CS (Circolare Sinistra) e CD (Circolare Destra), partono entrambi dal porto principale e, indovina un po’? uno fa il giro dell’isola verso sinistra e uno verso destra. Ma pensa.

L’hotel che ci ha ospitati (il secondo) si chiama Hotel Annabelle e te lo straconsiglio. Si trova a circa un chilometro da Ischia Porto e a trecento metri dal mare. La proprietaria è la simpaticissima signora Lucia, che ne è anche la favolosa cuoca. Strapulito, personale gentile e disponibilissimo (la signora Maria in particolare, ciao Maria), molte camere hanno un terrazzino e c’è una bella piscina interna.

Insomma, una botta di cu fortuna assurda.

Sotto l’hotel ci sono anche diverse fermate dell’autobus, compresa quella per il Castello Aragonese. Il prezzo che abbiamo pagato, compreso di mezza pensione, se non ricordo male è stato intorno ai 100 euro a notte in camera doppia. E per Ischia è poco, te l’assicuro.

Hotel Annabelle Ischia

Via Roma è la via dello shopping che conduce al porto, e l’abbiamo percorsa tante di quelle volte che potrei girarla ad occhi chiusi. Ci sono un sacco di negozietti carini di souvenir e moda, una delle pizzerie che abbiamo provato a pranzo (te ne parlerò nel post sul cibo, sempre sotto Natale) e un posto carinissimo nel quale ho comprato un foulard stupendo a mia suocera, che si chiama Antica Sartoria. Secondo me di antico c’ha veramente poco, però è un negozietto carino.

Ad un incrocio di Corso Vittoria Colonna c’è un bar pasticceria che fa angolo e che si chiama Gran Caffè Vittoria. Il cappuccino al tavolo costa una fucilata e il cameriere ti guarda brutto brutto tutto il tempo finché non sganci i soldi, però i cornetti sono talmente grossi da sembrare illegali e sono buonissimi. Per non farsi mancare niente in questo bar vendono pure le brioche siciliane. Non ho capito il nesso logico, ma il cameriere mi faceva troppa paura e ho preferito non chiedere.

Un altro argomento che affrontero’ in un altro post sarà la vacanza coi cani. Voglio davvero raccontarti come sono sopravvissuta alla temibile combo posto nuovo + genitori + due cani di taglia piccola ma chiassosi come pochi.

Gli scassapalle pelosi.
Gli scassapalle pelosi. Lo so che sembrano carini.

Sono riuscita a non uccidere nessuno, compresi i cani e gli albergatori stronzi, ma dovrò fornirti una guida per riuscire in un’impresa tanto ardua. Una guida per andare in vacanza coi cani, dico. Una guida per sopravvivere a genitori come i miei non riesco neanche a pensarla.

Ischia
Padre, Madre, un Massimo dubbioso, le quasi vittime di un canicidio e il tempo di cacca che ci ha accompagnati fino a Procida.

 

E boh, niente. Inizio a preparare i post, ché da qua a Natale è un attimo.