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Libri per viaggiare: Il divano del Nord

Dopo giorni e giorni passati a rimuginarci sopra, eccomi qui a scrivere un post su un nuovo argomento: i libri! E non libri qualunque, ma libri che in qualche modo ti permettono di conoscere e di vedere con la mente un posto che non hai mai visto. Cioè i miei libri preferiti.

Ti dico subito che non voglio spacciarmi per l’espertona di critica letteraria, anzi credo proprio di non capirci una beata mazza. Voglio semplicemente parlarti dei libri che ho letto e dirti cosa ne penso, sia in positivo che in negativo.

Il primo che ti propongo si chiama Il divano del Nord ed è stato scritto da Ennio Cavalli, un noto giornalista romagnolo.

copertina Il divano del Nord

Il libro racconta la serie di viaggi ed esperienze di Ennio attraverso diversi Paesi del Nord Europa, ed è scritto in prima persona. Mi piace molto perché grazie ad esso ho scoperto tante curiosità sui popoli scandinavi. Dalle cerimonie dei Nobel di Stoccolma all’uso del patronimico nei cognomi islandesi, dalle pecore nere dell’isola di Gotland al sapore dell’aringa fermentata svedese, il surströmming. Tradizioni sami, Helsinki, si parla anche di Danimarca, Germania e anche di Norvegia. C’è comunque un motivo che lega tutti i viaggi, un obiettivo: la ricerca del divano perfetto per la casa di Ennio, chiamato Svensksund, apparso in un catalogo quasi per caso e poi sparito nel nulla.

Le prime curiosità sul Nord le ho lette proprio su Il divano del Nord. L’ho letto due volte e per ora è tra i miei libri preferiti.

C’è una cosa che non mi piace particolarmente: non è molto scorrevole e in alcuni momenti ho fatto un po’ di fatica a seguire il filo logico del racconto, perché per un fatto che succede, Cavalli parte di testa e ti snocciola mezza storia vichinga o svedese, tu ad un certo punto te perdi e non capisci più di che cavolo stavamo parlando prima.
Ah, la regia (Massimo, cioè il mio compagno, NdA) mi sta dicendo che in italiano si può dire semplicemente prolisso. Cavalli… prolissi troppo, ecco.

C’è un pezzo in particolare che un po’ mi fa ridere e un po’ mi lascia perplessa, e si tratta praticamente dell’unico capitolo in cui c’è un inciucio amoroso. Ti scrivo come inizia.

“A tavola le sussurro tre cose:
1. I tuoi occhi mi sembrano uno scampolo della gonna di jeans.
2. Il naso prezioso potrebbe muovere una punta di invidia nella figlia piccola di una patatina novella.
3. Tutta intera sembri fritta in paradiso e servita su un vassoio a stelline.”

Non mi reputo una romanticona da frasi smielose, frasi fatte e stelline e cuoricini dududadada, anzi questo genere di cose le salto a pie’ pari, ma riesci a immaginarti una scena simile? Non so se sia colpa dell’elenco numerato o proprio delle parole che usa, ma mi sembra un po’ rozzo dire “le ho detto: 1. questo 2. quest’altro 3. quest’altro ancora”.  E mi sembri un pezzo di jeans è proprio un bel complimento da fare a una donna.

Riassumendo: se tornassi indietro Il divano del Nord lo ricomprerei sicuramente, perché dice un sacco di cose sul Nord che prima non sapevo, ma per il resto… bah!

Il mio voto finale: 7/10

Prezzo: 15,00 €

Editore: Feltrinelli, collana Feltrinelli Traveller