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Listography #34-35-36: come sono cambiata, malattie e hobbies

Ci risiamo. Ho ammucchiato di nuovo tre listography. Non l’ho proprio fatto apposta, ma mi rendo conto dello sbaglio. Mea culpa. Cercherò almeno di essere breve nelle risposte.

Come al solito, se non sai cos’è il listography e/o vuoi partecipare anche tu, clicca sul banner qui sotto.

The Life In A Year

The ways you’ve changed since your teens

Cioè i cambiamenti avvenuti rispetto a quando ero una stupida adolescente piena di brufolazzi. Che allegria.

  • Mi curo molto di più e mi vesto in maniera decente. Da adolescente odiavo profondamente il mio fisichetto da giocatore di briscola, e avevo una collezione invidiabile di jeans blu larghi e maglioni informi dai colori discutibili. Non mi truccavo mai e giravo con una massa informe in testa. Scollature? Mai. Gonne? Anche no. Non che ora vada in giro scollata o indossi gonne tutti i giorni, ma ho imparato cosa mi valorizza, se c’è bisogno di farlo.
  • Parlo di più. Non sono mai stata molto socievole, mi sono sempre sentita inadeguata con tutti e da adolescente non dicevo mai quello che pensavo per paura dei giudizi. Ora le cose sono un po’ cambiate. Non sono ancora una che chiacchiera random con chiunque chiunque, ma cerco di dire cosa penso quando serve e riesco a comunicare discretamente con perfetti sconosciuti.
  • Uso le scarpe col tacco appena posso. Vedi sopra. Ho passato l’adolescenza con le scarpe da ginnastica e le Magnum. Ora mi capita più spesso di mettere i tacchi, magari per andare a lavoro, anche se dipende sempre da come mi gira.
  • Parlo meglio l’inglese. Una lingua che mi è sempre piaciuta e che ho deciso di approfondire per conto mio dopo il diploma. Grande soddisfazione.
  • Ho un buco in meno all’orecchio. In quarto superiore mi sono fatta il secondo buco all’orecchio sinistro. Mi piaceva un sacco, ma dopo un po’ ho smesso di metterci gli orecchini e mi si è richiuso. Porca paletta.

Things you like to do on your day off

Le cose che faccio nel mio giorno libero. Interessantissimo, isn’t it?

  • Scrivo post, aggiorno i social, cazzeggio in giro per la rete. Passo molte ore al pc. So che è sbagliato ma mi rilassa tanto.
  • Sistemo casa. Che mi piaccia o no, devo farlo uguale. Appena apro gli occhi i primi pensieri che mi attraversano in mente sono, in ordine: 1. devo fare pipì 2. devo fare 9834 lavatrici, lavare il bagno e mandare la lavastoviglie 3. ma oggi lavoro o no? 4. caffè, caffè, CAFFE’!
  • Fare la spesa. Se c’è Massimo andiamo insieme in macchina e facciamo la spesona, con l’ansia perché lui si scoccia presto e io voglio controllare bene i prodotti o provare qualcosa di nuovo rispetto al solito. Se sono da sola invece è uno spasso, perché mi faccio la mia bella passeggiatina, vado a prendere due cose al supermercato vicino casa e ci sto tutto il tempo che voglio.

Your most memorable injuries and illness

Le volte in cui sono stata malata malata o mi sono fatta davvero male. Per fortuna – tocchiamo ferro – non ho molto da dire su quest’argomento.

  • Febbrona. Una volta da piccola ho avuto la febbre talmente alta che mi hanno lanciata in una vasca con l’acqua ghiacciata. Non sto scherzando.
  • La caduta dalle scale che mi è costata un dente. Avevo sei o sette anni, stavo facendo la cretina per le scale e sono scivolata. Dato che non sono una persona normale, sono caduta sul marmo con gli incisivi. Purtroppo ne pago ancora le conseguenze, perché mi è cresciuta tutta la dentatura a cazzo de cane.
  • Sono caduta sotto la macchina di mio cugino. Avevo dodici o tredici anni, giravo allegra e spensierata intorno a casa di mio nonno con la mia bicicletta trullallà. Mio cugino di sedici anni è spuntato da dietro l’angolo con la Punto di mio zio, nel senso contrario. Sì, sedici anni con la Punto. I contadini so’ uomini veri, dice. Anzi, strano che non abbia avuto tra le mani un trattore. Comunque lui ha frenato, io ho frenato, ma sono scivolata sui sassetti e sono finita per metà sotto al cofano. Fortunatamente ci ho guadagnato “solo” uno sgarro di dieci centimetri sulla coscia.

 

Che belli questi argomenti. Non ti chiedo di raccontarmi le tue malattie e ferite gravi che me pare brutto, magari lasciami un commentino coi tuoi hobbies!