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A zonzo per la Toscana: 4 luoghi da scoprire nella Montagna Pistoiese

Italia

lafolle 22 Luglio 2019 0

L’ultimo weekend di giugno sono stata ingaggiata dalla piattaforma Brickscape per scoprire 4 luoghi insoliti in Toscana, nello specifico la Montagna Pistoiese e la zona che circonda la località di Pracchia, in provincia di Pistoia.

Le Montagne pistoiesi si arrampicano sull’omonima catena appenninica, l’Appennino Pistoiese appunto. Offrono un panorama ricco di dolci colline immerse nel verde, con musei e percorsi di trekking tutti da visitare e tour enogastronomici da leccarsi i baffi. 

In questo post ti parlerò di quattro posticini da visitare nella Montagna Pistoiese. Partiremo virtualmente da Pracchia, situata sul confine tosco-emiliano e ricca di storia, per poi toccare la Valle dell’Orsigna, il Museo del Ferro più antico della regione e il Ponte sospeso di San Marcello pistoiese. 

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Pracchia: la porta della Montagna Pistoiese

La mia prima tappa della Montagna Pistoiese è stata Pracchia, un allegro paesello di meno di trecento anime che si può usare come base di partenza e dove, non a caso, ho alloggiato pure io.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: Pracchia
Pracchia

Le prime tracce del paese risalirebbero al Medioevo. Tuttavia, ciò che rende i suoi abitanti particolarmente orgogliosi è la sua ex funzione di dogana tra lo Stato Pontificio e il Granducato di Toscana.

Il numero degli abitanti crebbe fino agli anni Sessanta, quando il paese aveva numerose attività e servizi, sette alberghi e più di ottocento abitanti; poi ci fu lo spopolamento, dovuto principalmente alla chiusura delle fabbriche di ferro e in particolare della Società Metallurgica Italiana nel 1995, il vero motore della Montagna Pistoiese. Gli abitanti si spostarono verso le città a cercare lavoro, e a Pracchia rimasero solo gli anziani. Gli alberghi e molti negozi vennero chiusi, molti servizi spostati. Ed è qui che intervenne la Pro Loco di Pracchia, un’associazione che esiste dal 1906 e che s’è messa in testa di riunire gli abitanti, reintroducendo nel paese un piccolo emporio di prodotti tipici e un bar pizzeria come punto di ritrovo sociale.

Una curiosità: Pracchia è al confine tra la Toscana e l’Emilia Romagna, il che significa che nel giro di manco un chilometro si passa dal dialetto toscano a quello emiliano. Che è come parlare con Benigni e un secondo dopo beccare uno che parla come Vasco Rossi.

La posizione sul confine tosco-emiliano genera pure una sorta di malinteso culinario: per i toscani, almeno quelli con cui ho parlato io, il tortellino emiliano non esiste; per loro esiste solo il tortello o tordello (il nome cambia a seconda della zona). Si tratta di un disco di pasta rotonda, ripieno, che si può gustare immerso nel sugo al ragù, oppure con un delicato sughetto fatto di burro e salvia. Gnam!

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: i tortelli al ragù
Tortelli al ragù

I tortelli so’ boni ‘na cifra, manco te lo sto a di’, ma praticamente m’hanno detto che i tortellini non esistono, come il Molise. Quindi chissà dove caspita so’ finita, io, quando so’ andata a Carovilli.

Dove dormire a Pracchia

L’unico hotel che ha resistito allo spopolamento di Pracchia è l’albergo Melini. Ha tredici camere, una hall deliziosa e la possibilità di fare colazione dentro un cortiletto all’aperto che affaccia sul fiume Reno.

La camera singola costa 50€ a notte, la doppia 70€ e c’è la possibilità di inserire la mezza pensione o la pensione completa.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: dove dormire a Pracchia

Dove mangiare a Pracchia

Oltre al ristorante Melini, che fa parte dell’omonimo albergo, ti suggerisco di fare un salto anche al bar La Magona, ex albergo storico riconvertito in emporio e bar pizzeria. Si tratta di quello rimesso in piedi dalla Pro Loco di Pracchia, di cui ti parlavo prima.

Al bar La Magona suggerisco di assaggiare la pizza, che preparano in due modi diversi: sottile o verace!

La Valle dell’Orsigna: l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese e l’albero di Tiziano Terzani

Tiziano Terzani è stato un grande viaggiatore, giornalista di guerra e autore di reportage quali Un indovino mi disse, in cui l’Asia viene raccontata magnificamente, in lungo e in largo, durante un anno di viaggi fatti interamente via terra a causa della premonizione di un indovino.

L’Orsigna e la sua valle sono stati i territori che hanno accolto Tiziano Terzani durante i suoi ultimi anni di vita, e sono apparse anche nei suoi libri. Nel 2009 ci hanno girato le riprese per il film La fine è il mio inizio, dedicato alla vita dello scrittore e giornalista e ispirato ad un altro dei suoi libri.

La Valle dell’Orsigna offre degli spettacolari percorsi di trekking lungo la Montagna Pistoiese. Io ho fatto quello che porta all’Albero con gli occhi. Si tratta di un albero di ciliegio situato sulla montagna, vicino ad una splendida vista sulla valle. Tiziano ci attaccò degli occhi indiani di ceramica per spiegare al nipote che l’albero è un essere vivente.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: l'albero con gli occhi di Tiziano Terzani

Il punto panoramico accanto all’Albero con gli occhi, caro allo scrittore, affaccia sulla Valle dell’Orsigna e ci si arriva dopo un buon quarto d’ora di trekking tra i boschi della montagna toscana. Consiglio di indossare scarpe da trekking comode e non scarpe lisce come le mie, perché ho rischiato di rotolare a valle più volte e non è stato bello.

L’Albero con gli occhi è stato, col tempo, decorato con bandierine, ricordi dei pellegrini che sono giunti fino a lì, e piccoli totem di pietre, quasi si trattasse di un luogo sacro. E magari un po’ è così: il punto in cui si trova l’Albero con gli occhi di Terzani mi ha trasmesso una sensazione di pace, in effetti, che non so spiegare.

Sono molti i viaggiatori che ci hanno fatto un salto, o stanno meditando di farlo per rendere omaggio allo scrittore.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: l'albero con gli occhi di Tiziano Terzani

Altra cosa da vedere nella Valle dell’Orsigna: il Molino di Giamba, che serviva a produrre la farina di castagne necessaria per il sostentamento degli abitanti della zona, e ora fa parte dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

Il molino è stato recentemente ristrutturato e funziona ad acqua. Durante la visita è possibile vederlo in azione.

Luoghi insoliti in Toscana: visita al Molino di Giamba
Cosa vedere nell'appennino pistoiese: il Molino di Giamba

Dove mangiare nella Valle dell’Orsigna

Per mangiare hai due scelte: il Molino di Berto e La Selva.

Il Molino di Berto fa parte dell’area ristrutturata del Molino di Giamba. Offre piatti tipici toscani fatti con la farina di castagne e altri prodotti della Valle dell’Orsigna.

Il ristorante La Selva è quello dove abbiamo gustato i tortelli, ed è ottimo se arrivi con la macchina perché c’è anche un bel parcheggio.

Dove mangiare nella Valle dell'Orsigna: ristorante La Selva
Ristorante La Selva

La tappa per i coraggiosi: il Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese a Piteglio

Il Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese, situato a Piteglio e chiamato anche il Ponte sospeso delle Ferriere, è lungo 227 metri e si trova a 36 metri di altezza. Fino al 2006 era il ponte sospeso pedonale più lungo del mondo, poi è stato superato da un ponte in Giappone.

Il ponte è stato costruito nel 1923 dalla Società Siderurgica Italiana per permettere il passaggio degli operai tra Popiglio e le fabbriche sul versante opposto. Ora è aperto al pubblico, ed è possibile farci un giretto organizzando la visita insieme all’Ecomuseo della Montagna Pistoiese.

Il Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese a Piteglio

Quanto alla mia, di visita… raga’, ammetto che a quasi trentadue anni ho scoperto di avere una nuova paura: i ponti sospesi. Io che amo le altezze. Io che sono stata su un dannato aereo senza motore. Io che scalo le montagne pistoiesi maledicendo tutto il calendario, ma una volta giunta in cima guardo a valle senza problemi. Ammetto che sul Ponte sospeso di San Marcello Pistoiese me la sono un po’ fatta sotto.

Davanti a me c’era una bambina di tre anni che se l’è fatto correndo, il ponte, mentre io avanzavo di trenta centimetri per volta sforzandomi di non guardare giù. Ed è di ferro, il ponte. Oscilla un po’, ma è di solido ferro, porca l’oca.

Nota a me stessa: mai, mai, MAI salire su un ponte sospeso di legno. Ho già detto “mai“?

La ferriera più antica della Toscana e il Museo del Ferro

E arriviamo alla lavorazione del ferro vera e propria con altre due tappe della Montagna Pistoiese: la Ferriera Papini e il Museo del Ferro.

La Ferriera Papini si trova a Maresca ed è probabilmente la più antica ferriera toscana ancora in piedi, stando ad un atto di vendita che risale al 1388 e che la vede protagonista. Produsse ferro fino alla fine del XVII secolo, poi alla fine degli anni Ottanta passò alla famiglia Papini che le diede il nome.

Nel 2014 la Ferriera Papini è stata restaurata dall’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, ed è aperta al pubblico dal 2016.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: ferriera più antica della Toscana
Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: la ferriera più antica della Toscana

Anche la Ferriera Papini funziona ad acqua, infatti sorge proprio sopra al torrente Maresca. Al suo interno è possibile vedere antichi macchinari idraulici e meccanici, utensili vari, ed è possibile mettersi alla prova battendo e forgiando il ferro. Per l’occasione propongo di usare l’hashtag Instagram #wannabeafabbro.

La visita lungo l’Appennino Pistoiese può continuare col Museo del Ferro, che si trova a San Marcello Piteglio, a pochi minuti dalla Ferriera Papini. Il museo ospita documenti storici e modellini in scala che riproducono i movimenti dei macchinari, compresa la riproduzione del Molino di Giamba.

Da lì parte, inoltre, un percorso trekking di 600 metri dove è possibile anche fare una sosta per un picnic.

Cosa vedere nella Montagna Pistoiese: Il Museo del Ferro

Visitare la Montagna Pistoiese insieme a Brickscape

Brickscape è un sito italiano, precisamente toscano, che seleziona esperienze turistiche da insider, ovvero attività che permettono di vivere la quotidianità di un posto come la vivrebbe qualcuno che ci abita, mettendo in contatto il turista con le piccole realtà del luogo. La Pro Loco di Pracchia, in questo caso, e tutti i musei di cui ti ho parlato fino ad ora.

Le esperienze offerte da Brickscape sono di vario tipo, e si trovano tutte in Italia. C’è lo sport tramite percorsi di trekking, escursioni in bici o a piedi, rafting, passeggiate a cavallo ecc. C’è la gastronomia, perché è possibile organizzare corsi di cucina e degustazioni enogastronomiche. Ci sono visite che mettono al centro la natura, attraverso trekking fotografici o immersioni. Immancabili, infine, i tour culturali: ci sono i tour nei castelli, nei musei e nei borghi italiani più belli.

Personalmente adoro che sul sito di Brickscape ci sia anche una sezione che si chiama Eco Accomodation, perché il nostro ambiente va tutelato e il turismo sostenibile è un tema ancora poco presente nei siti legati ai viaggi. In questa sezione puoi trovare hotel ecologici ma anche sistemazioni singolari, come il pernottamento in un igloo trasparente nei dintorni di Perugia.

Se ti è piaciuto il mio tour nella Montagna Pistoiese, ecco il link di Brickscape che ti faranno comodo per prenotare le mie stesse tappe:

Il blog tour è stato realizzato grazie alla collaborazione di Brickscape, Pro Loco di Pracchia, Cooper Pracchia, Comune di Pistoia e Ecomuseo della Montagna Pistoiese, oltre all’hotel e ai ristoranti citati nell’articolo. Ringrazio in particolare Giulia e Ferruccio, che ci hanno fatto da guida; il signor Valerio Marchioni che ci ha accompagnati al concerto del sosia di Celentano e voleva farmi cantare insieme a lui; e il signor Umberto Erpichini, appassionato conoscitore della storia della Montagna Pistoiese.

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