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Napoli: storie di pizza fritta e sfogliatelle

Nello scorso post dicevo che vedi Napoli e non muori, ma ci ritorni. Il post di oggi invece potrebbe avere come sottotitolo vedi Napoli e poi… magni tanto. Ti darò tre indirizzi di locali che hanno fatto la storia culinaria della città. Preparati ad un post pieno di ciccia, ciccioneggiamento, cellulite cementata sulla chiappa, di quella contro il quale manco Daniele, il mio istruttore di GAG, può nulla.

 

La pizza più buona d’Italia

Da grande amante della pizza mi sento di affermare che quella che ho assaggiato a Napoli è stata la pizza più buona che abbia mai mangiato in Italia. Potrei dire del mondo, ma fuori dal bel paese è un po’ difficilino trovarne una in grado di competere con le nostre, quindi è un po’ la stessa cosa.

Nei miei tre anni a Napoli avevo già assaggiato una pizza napoletana, anche più di una in effetti, ma nessuna mi aveva mai convinta al punto da dire che quella napoletana batte la mia amata pizza romana. Ci voleva Lucia, ci voleva. Ci voleva il suo tour gastronomico e ci volevano i locali giusti.

La pizza più buona di Napoli pare sia quella di Sorbillo, che vende pizza e pizza fritta da generazioni e che è una vera istituzione. I locali Sorbillo sono diversi, ma sono sempre pieni di gente, al punto che o arrivi tra i primi, o ti armi di santissima pazienza e aspetti, o te spari.

Il primo giorno siamo passati davanti al Sorbillo di Zia Esterina, che si trova in Via dei Tribunali 38, a pochi passi da Via San Gregorio Armeno e Napoli Sotterranea ed è specializzato in pizza fritta, ma c’era un bordello di gente e siamo andati nella pizzeria di cui ti parlerò dopo. Il giorno dopo però, domenica, ci siamo presentati a mezzogiorno e credo che il locale avesse appena aperto, perché siamo stati quasi i suoi primi clienti. E che pizza, gente, che pizza!

Pizza fritta di Sorbillo
Pizza fritta “completa” di Sorbillo ♥
Sorbillo di Zia Esterina
Il caos mentre noi uscivamo vincitori da Sorbillo \o/

Noi abbiamo scelto la pizza fritta completa, che costa 4,50 euro e viene preparata al momento, davanti ai tuoi occhi. Gli ingredienti sono ricotta, mozzarella, cicoli e pomodoro. E’ fantastica, morbida, enorme ma non indigesta, nonostante sia fritta. Lucia mi diceva proprio questo, durante la nostra passeggiata: una pizza difficile da digerire – fritta o classica – non è una buona pizza. E se te lo dice una napoletana puoi davvero fidarti.

L’unica pecca di Sorbillo, almeno questo che abbiamo provato noi, è che al suo interno ci sono solo un paio di panche per sedersi, quindi la pizza fritta devi portarla via.

Un’altra pizza davvero ottima, che abbiamo provato dopo il tentativo da Sorbillo, è stata in una pizzeria che si chiama La Figlia del Presidente, in Via del Grande Archivio, 23. La Figlia del Presidente si chiama così perché la proprietaria è Maria Cacialli, figlia di Ernesto Cacialli, pizzaiolo napoletano molto famoso e amato che nel 1994 offrì la propria pizza a Bill Clinton, in Italia in occasione del G7. Ernesto era proprietario di Dal Presidente, altra ottima pizzeria storica di Napoli.

In questa pizzeria, che all’esterno sembra piccola e anonima e invece nasconde un piano seminterrato capace di ospitare 150 persone, rustico e decorato da foto di Toto’ e altri personaggi celebri napoletani, è possibile sedersi e gustare sia pizze fritte che pizze classiche napoletane. Noi ovviamente non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di provarle entrambe, ed è così che ho totalmente cambiato opinione sulla pizza di Napoli, quella vera.

Pizza fritta di La Figlia del Presidente
Antipastino leggero: pizza fritta “Montanara”
Pizza ripiena di La Figlia del Presidente
E, tanto per morire felici, la mia pizza “Ripiena al forno”: margherita fuori, ricotta e prosciutto cotto dentro.

I prezzi me li aspettavo altini, visto che si tratta di una pizza storica e famosa, e invece sono davvero ottimi, forse anche più bassi di quelli a cui sono abituata: Montanara e Ripiena 5 euro e 5,50 euro, la Carrettiere di Lucia e Massimo (fior di latte, formaggio, basilico, friarielli, salsiccia) 6,50 euro.

L’unica cosa che mi ha lasciata piuttosto perplessa di questa pizzeria è che non è possibile finire il pasto con un buon caffè. Non l’ho proprio capita, ma non so dirti se sia un’usanza di tutte le pizzerie napoletane.

Frolla o riccia?

Il domandone al quale ogni napoletano che si rispetti deve essere in grado di rispondere: ma tu, la sfogliatella, la preferisci riccia o frolla?

Fonte: Tumblr

Dicesi sfogliatella riccia un dolcetto napoletano fatto di pasta sfoglia stratificata e croccante, pieno di ricotta, canditi e semolino. Dicesi sfogliatella frolla un dolcetto tondo e morbido, fatto di pasta frolla e riempito pure lui di ricotta, semolino e canditi.

E noi mica potevamo lasciare Napoli senza trovare una risposta. Così, dopo la pizza di Sorbillo e dopo una breve passeggiatina, giusto per far finta di smaltire la trippa accumulata, ci siamo buttati nella pasticceria storica Leopoldo (produce dolci dal 1940 e si trova in Via dei Tribunali, 49) e abbiamo acquistato una riccia e una frolla.

La riccia e la frolla di Leopoldo

Chi ha vinto?

Massimo ha scelto la riccia, mentre io preferisco… la nuvola.

Cos’è la nuvola? E’ il terzo dolcetto che abbiamo comprato da Leopoldo, una brioche tonda e morbida ripiena di panna, zucchero, ricotta e un ingrediente segreto, davvero buonissima, che per me ha vinto tutto. Questo dolcetto è un esperimento della famiglia Infante (proprietaria delle pasticcerie Leopoldo) che pare l’abbia creato per contrastare la fama del fiocco di neve, un dolcetto molto simile prodotto dalla famiglia Poppella che piace tantissimo ai napoletani.

La nuvola di Leopoldo
Scusa, non ce l’ho fatta a lasciarla tutta intera per la foto.

 

Spero che questi tre indirizzi possano aiutarti a scoprire almeno una parte dei sapori della bella Napoli. Ovviamente accetto suggerimenti per scoprire altri locali o piatti meritevoli di attenzione.

Tu sei mai stato a Napoli? E chi vince tra riccia e frolla? Hai mai assaggiato la nuvola o il fiocco di neve?