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Popoli a Confronto: Italia vs Francia

Quando ho pubblicato l’ultima intervista, quella a Igor per la Croazia, qualcuno mi ha suggerito di intervistare anche francesi, tedeschi e inglesi e così mi sono messa a cercare bloggers di queste tre nazionalità che fossero adatti al mio scopo. Purtroppo non è stato facile.

Prima di tutto non chiedo un’intervista a chiunque, ma scelgo persone che mi sembrano simpatiche e alla mano, indipendentemente dal numero di followers che hanno. Secondo, mi sono resa conto che conosco davvero pochissimi bloggers francesi, inglesi e tedeschi. Terzo, qualcuno ha accettato di partecipare e poi s’è dato. Ho mandato almeno tre mail, con la relativa lettura del blog e le dieci domande personalizzate, che non hanno ricevuto risposta. Quindi eccoci a novembre.

Lucie è francese e scrive sul blog L’occhio di Lucie. E’ un caso che l’intervistata sia proprio di questo Paese, ma magari è un buon modo per pensare ai francesi in questo periodo del cavolo. Visto che ci siamo togliamoci di dosso anche qualche pregiudizio, che non fa mai male: le domande le ho pensate proprio per questo. Lucie ama l’Italia e parla italiano, quindi non ci saranno le domande in doppia lingua, come è stato per Natália. Sei pronto a conoscerla? Enjoy! ♥

Anna: Ciao Lucie! Puoi raccontarmi qualcosa di te?

Lucie: Certo! Sono una ragazza francese di 25 anni. Nella vita faccio molte cose: insegno la mia lingua (attualmente in Spagna, l’anno scorso a Roma), studio il francese come lingua straniera in un master a distanza e scrivo un blog di viaggi che è ispirato alla mia esperienza di vita in Italia.

 

Anna: Come ti è venuta la passione per l’Italia e perché hai deciso di trasferirti a Roma?

Lucie: Come molti ragazzi europei della mia generazione, è stato l’Erasmus a cambiarmi la vita. Nel 2011, mi sono trasferita a Roma grazie al famoso programma europeo. Al momento di fare la mia domanda ricordo che, come quasi tutti, stavo per chiedere un’università londinese, pensando che sarebbe stato meglio per la mia carriera. Poi ci ho pensato meglio e mi sono resa conto che volevo andare verso una cosa sconosciuta, un Paese di cui non parlavo la lingua ma la cui cultura mi sembrava interessante. Nella lista c’era Roma, mi sono immaginata a studiare in un palazzo rinascimentale e sono arrivata alla Sapienza. Non era quello che avevo immaginato, anzi niente lo è stato ed è proprio per quello che mi è piaciuta così tanto quest’esperienza. Dopo l’Erasmus sono tornata due anni in Francia, poi mi sono candidata per un altro programma di assistenti di lingua e il caso ha voluto che fossi inserita in un istituto tecnico a Roma.

 

Anna: Italiani e francesi hanno diverse cose in comune: amiamo l’arte, la buona cucina, i formaggi e i vini, abbiamo una grande storia alle spalle. Eppure c’è sempre una gran rivalità tra noi e ci sono molti pregiudizi sia sui francesi che sugli italiani. Cosa ne pensi? Hai mai avuto problemi con gli italiani che scoprivano da dove venivi?

Lucie: Penso che quest’opposizione tra italiani e francesi da una parte mi aiuti a fare amicizie e ad entrare in contatto con la gente. Quando dico di essere francese, gli italiani di solito hanno qualcosa da dire: che sia per criticare il nostro modo di mettere la panna nella carbonara, evocare la vittoria al calcio di 2006, raccontarmi il loro fascino per Parigi, chiedermi perché non uso il bidet o entrare in un dibattito su chi fa il vino migliore. E’ una cosa divertente di cui scherziamo anche con i miei amici.

 

Anna: C’è una parola o una frase italiana che non capisci o che ti fa ridere?

Lucie: Credo che la cosa che preferisco in italiano siano le bestemmie: quanta creatività possono esprimere nella loro volgarità! In francese non si bestemmia, le bestemmie religiose come “nom de Dieu” sono espressioni vecchissime che non si usano più.
Ho scritto un articolo sulle espressioni italiane che mi fanno ridere, puoi trovarlo cliccando qua (però l’articolo è in francese).

 

Anna: Qual è stata la cosa più difficile che hai dovuto affrontare quando ti sei trasferita in Italia? Come hanno reagito i tuoi genitori quando hai scelto questo Paese?

Lucie: La mia difficoltà all’inizio forse è stata di incontrare gente. Roma è una grande città che non facilita gli incontri tra stranieri e italiani. Quando sei in Erasmus incontri gente da tutto il mondo, alle feste Erasmus degli italiani ci sono parecchie persone, però spesso cercano di rimorchiare più che di fare amicizia. Poi quando sono arrivata non parlavo la lingua, è stato difficile, però pian piano ce l’ho fatta, e anche se adesso vivo in Spagna, in Italia mi sento come a casa e molto bene integrata.
Quando ho deciso di andare in Italia la reazione dei miei genitori è stata molto entusiasta, infatti è proprio mia madre a spingermi a tornarci! Il bello è che da quando mi sono trasferita in Italia, ho potuto far conoscere Roma a mio padre e a mia madre, e la Sicilia a mia madre.

 

Anna: Parliamo del tuo Paese, la Francia: qual è il tuo posto preferito e perché? E qual è il tuo piatto preferito?

Lucie: Io vengo da una città sul mare Mediterraneo che si chiama Sète. Ho viaggiato di più in Italia che in Francia, però del mio Paese ho difficoltà a scegliere un solo posto! Se dovessi scegliere una grande città, direi Marsiglia che mi ha sempre affascinata. Per quanto riguarda la montagna, mi piace molto una zona non lontano da Sète che si chiama Cévennes. Non solo perché con i miei amici ci andiamo sempre d’estate tutti insieme, ma anche perché ha dei paesaggi e dei fiumi incantevoli.
Per il cibo, di solito quando torno in Francia ci sono diversi piatti che chiedo ai miei genitori di mettere nel menù: una fondue savoyarde (con il pane che si bagna nel formaggio, sai?) e una tieille, che è una ricetta della mia città ma è originaria di Gaeta, in Italia. Si tratta di una torta salata al polipo e alle spezie. Sète ha una grande parte della popolazione venuta dall’Italia un paio di secoli fa, e le tradizioni culinarie italiane si sono sviluppate, come le persone.

 

Anna: Sto preparando un piccolo viaggio a Parigi e molti mi hanno detto che i francesi non amano parlare in inglese con gli stranieri. Tu stessa mi hai detto che preferisci parlare in italiano. Come mai non vi piace parlare in inglese?

Lucie: Penso che un po’ è perché ci vergognamo. Ci sentiamo a disagio con il nostro brutto accento, i nostri sbagli grammaticali, infatti io ci provo ma non mi piace proprio come lingua. Poi credo che sia colpa della nostra educazione nelle lingue che è un po’ indietro, attualmente le cose stanno cambiando con l’insegnamento dell’inglese nella scuola primaria, però per la mia generazione e ancora di più per quella dei miei genitori, può essere proprio faticoso fare una semplice domanda in inglese.

 

Anna: Se andassi a vivere in Francia cosa dovrei fare, secondo te, per sentirmi veramente francese?

Lucie: Questa è una domanda tosta! Non lo so. Dipende molto perché ci sono tantissimi modi di essere francese, come ci sono tantissime identità in Francia. Forse imparare l’arte del rimpiangere tutto, che non vuol dire non essere felice, solo che in Francia è normale criticare tutto, solo per il fatto di parlare e dibattere.

 

Anna: Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Lucie: Quest’espressione non la conoscevo! Non faccio molti progetti a lungo termine perché la vita mi ha dimostrato quanto tutto può cambiare e quante nuove prospettive possono apparire dove non te le aspettavi. Però nei miei sogni ci sono sempre dei viaggi. Dire che ce n’è solo uno sarebbe dire una bugia. Ultimamente sogno spesso la Sardegna, la Turchia e la Grecia. I Paesi più lontani mi interessano, però mi piace anche la lentezza nel viaggio ed allargarmi in modo progressivo.

 

Bene, l’intervista è finita, spero che ti sia piaciuta! Lasciami un commento e fammi sapere cosa pensi delle domande e delle risposte. Io intanto vado a vergognarmi profondamente per i romani che hanno chiesto a Lucie perché non usa il bidet. Ciao.