Chiacchiere

La mia prima esperienza con Groupon

Se hai letto il post quello sui fatti miei a caso, forse ricorderai che ad ottobre avrei voluto fare una cosetta. Si trattava di una bella esperienza che volevo fare da diversi anni, e che per pura fortuna mi era capitata sotto il naso.

Purtroppo questa cosa non si fa più, perché ho mandato a quel paesello chi doveva organizzarmi tutto quanto. Sto parlando della mia prima – e probabilmente ultima – esperienza con Groupon. E visto che è passata più di una settimana dal fattaccio e se ci penso ancora me rode, io te lo racconto lo stesso.

Partiamo proprio da Groupon. In caso non lo sapessi, si tratta di un sito che ti permette di comprare oggetti o servizi di qualsiasi tipo, pagandoli molto meno grazie all’acquisto di un coupon.

Si capisce che ho detto? E’ italico comprensibile? Spero di sì. In caso contrario chiedi a zio Google, che lui non vede l’ora di spiegarti a che diavolo serve Groupon.

Io mi ero iscritta qualche anno fa e poi avevo tolto l’iscrizione, perchè ‘sto sito adorabile ti manda due mail al giorno con le offerte, anche mandandoti le stesse per diversi giorni di fila, e se disgraziatamente hai un lavoro o una vita sociale o una vita vagamente normale e fai l’errore di non collegarti per diversi giorni di fila come ho fatto, beh, preparati al peggio. Con peggio intendo 42859 mail da leggere nella posta, e il 99% è da eliminare, perché il 99% delle mitiche offerte di Groupon non è interessante. O almeno a me succedeva così.

Quindi le opzioni sono due, cioè:

1. prendi a capocciate il pc sperando in un miracolo che faccia autodistruggere all’istante la tua casella email;

2. ciao Groupon, è stato bello.

Io ho provato la prima, ma ci ho guadagnato solo un gran mal di testa.

Dato che sono profondamente cretina, un mese fa mi sono iscritta di nuovo con l’intenzione di trovare nuove idee da spulciare o da provare per questo blog, e nella prima email, arrivata alla velocità della luce, cosa leggo? Passeggiata a cavallo a 19 euro invece di 60, con visita ai resti etruschi. Fiiiiigo!

La cifra si riferiva ad una passeggiata in coppia e mi sembrava parecchio conveniente, poi era da un sacco di tempo che volevo trascinare Massimo su un cavallo per fare in modo che si perdesse in qualche foresta oltre confine visto che non c’era mai stato – e io sì – e magari trascinarci pure qualche amichetta mia col suo uomo di Neanderthal.

Siccome mi fido poco di cose del genere, prima di acquistare il coupon ho telefonato alla struttura che offriva l’esperienza per assicurarmi che esistessero, che il prezzo fosse quello e che prendessero davvero ‘sti coupon.

E ho fatto bene.

Mi ha risposto una ragazza con, per usare un eufemismo, un accento romano forte. Molto forte. Insomma, una coatta fracica, che però all’inizio sembrava simpatica.

La tipa mi ha spiegato che in realtà il loro prezzo sarebbe stato comunque 19 euro, non 60, e che a quel punto potevo prenotare direttamente chiamando lei. Ha passato il restante quarto d’ora a spiegarmi che fanno e che non fanno e io entusiasta perché sembrava davvero una cosa fighissima.

Bene.

Arriva ottobre. Decido la data. Convinco il mio uomo, l’amichetta e il suo uomo. Chiamo la tipa coatta per prenotare la passeggiata per la settimana dopo. Questo è il riassunto della conversazione, o meglio, quello che ancora non ho rimosso:

Lei: “Brrronto.
Io: “Ehm. Oddio, mi sa che ho sbagliat…
Lei: “Bronto? Aooo ma ghi è?
Io: “Ah-ehm, salve, mi scusi, pensavo di aver sbagliato numero. Parlo con Giuffreda?” [no, non si chiama Giuffreda]
Lei: “SSSEH.
Io: “Ah. Senta, ci siamo sentite tipo un mese fa per…
Lei: “EH.
Io: “Eh. No è che dovrei pren…
Lei: “CHE TE SERVE
Io: “MA MINCHIA, SE MI FAI PARLARE TE LO DICO! E NON DARMI DEL TU GRATIS! Passeggiata a cavallo STOP domenica prossima STOP quattro persone
Lei: “Domeniga prossima ‘nze pò. Stiamo fuori.
Io: “Ah. E tipo sabato?
Lei: “Pure sabbbato.
Io: “
Lei: “
Io: “Ok, facciamo un altro giorno?
Lei: “
Io: “
Lei: “
Io: “Un’altra domenica?
Lei: “Eeeh, un’altra domeniga. Eeeh, ghe ne so io.
Io: “Come ghe…
Lei: “Eh, nun ce lo so. Siete tanti, siete troppi, me chiamate in continuazione e poi piove e io sto spostando ‘n zacco de domenighe e poi ao noi c’abbiamo le gare e le cose da rispetta’ e ghe penzi che è facile, ao guarda che io antani come se fosse antani anche per il direttore la supercazzola con scappellamento a destra
Io: “
Lei: “
Io: “Mi scusi, quindi mi sta dicendo che non si può prenotare una cataminchia niente?
Lei: “Senti, io mo sto a lavora’.
Io: “Eh. Io sto a pettina’ i pelati invece.
Lei: “Famo che me richiami stasera, che c’ho er regggistro e te dico quanno poi veni’.
Io: “Ma anche no Ok, fanculizzati te e tutta la palazzina tua ciao.”

 

Inutile dire che ho cancellato il suo numero e ho sfanculato lei, i suoi cavalli, Groupon, gli etruschi, i resti, e pure me che c’ho perso mezz’ora.