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Di Rimini, Sigismondo e Giulio Cesare

Conoscevo Rimini solo per le sue affollatissime spiagge in estate, e credo che quasi tutti la attribuiscano a vide ‘o sole quant’è b… no no, fermi tutti, quella è Napoli. Chiedo perdono. Scus… regia? Mi lanciate una canzone che ricordi le spiagge romagnole in estate? Come non ne avete una?!

Basta, io me licenzio.

Comunque, ciò che intendevo dire era che Rimini non offre solo mare, sole e piadine.

♥
Piadiiine! ♥

*coff coff, guarda che stai a dieta*

ma anche un centro ricco di storia e di monumenti da visitare, e una nutrita serie di eventi durante tutto l’anno.

Non ci credi? Eh? In fondo al post ti metto l’elenco di quelli in programma per la stagione autunnale ed invernale 2016, così vediamo chi c’ha ragione.

Per spiegarti cosa ho visto a Rimini però devo raccontarti la sua storia.

La storia di Rimini

Rimini nasce non si sa bene quando ma molto, molto tempo fa, questo è sicuro. Si parla addirittura del Paleolitico.

Celti, Etruschi, Umbri e Galli se la sono giocata come premio a briscola per qualche secolo e andava tutto bene, almeno finché non sono arrivati quei coatti dei Romani. I Romani infatti so’ andati dai Galli, li hanno aperti come cozze e li hanno rispediti a casa senza ricevuta di ritorno, occupando quella che poi è diventata Ariminum.

I Romani hanno fatto grandi cose ad Ariminum, che te lo dico a fa’. Per esempio fecero partire dalla città tre vie romane importantissime, cioè la Via Flaminia (Roma – Rimini), la Via Emilia (Piacenza – Rimini) e la Via Popilia Annia, che non è un misto tra una parolaccia e il mio nome, ma la via che porta da Rimini ad Aquileia.

Rimini piaceva proprio tanto ai Romani, tanto che, oltre alle tre vie, c’hanno costruito pure due monumenti che puoi vedere ancora oggi: il Ponte di Tiberio e l’Arco di Augusto, che è il più antico arco romano ancora esistente e che serviva a dire a Galli and friends qui inizia er territorio nostro, non entrate o ve corcamo de mazzate un’altra volta.

Ponte di Tiberio
Ponte di Tiberio

L’Arco di Augusto, che fu costruito nel 27 a.C e segnava la fine della Via Flaminia, mi è piaciuto particolarmente. I motivi sono due.

Primo: su entrambe le facciate ci sono i volti di due divinità. Sulla facciata rivolta verso Roma ci sono Giove ed Apollo, sulla facciata rivolta verso l’interno della città ci sono i volti della dea Roma e Nettuno.

Secondo motivo: m’è uscito bene nelle foto.

Arco di Augusto e fauna non proprio del posto
Arco di Augusto e fauna del posto

Sempre a Rimini fu pronunciato il discorso di Giulio Cesare con la famosa frase il dado è tratto, dopo l’attraversamento del Rubicone.

In Piazza dei Tre Martiri, sorta sull’antico foro di Ariminum, c’è una colonna che indica il punto esatto nel quale Cesarino avrebbe pronunciato la famosa frase e tutto il resto.

Colonna dedicata a Giulio Cesare

Giulio Cesare

Un’altra traccia dei Romani a Rimini è costituita dalla Domus del chirurgo, in Piazza Luigi Ferrari.

La Domus era l’abitazione di un chirurgo romano vissuto nel terzo secolo d.C. : al suo interno sono stati ritrovati oggetti di uso comune e soprattutto strumenti chirurgici incredibili, che ora si trovano nel Museo della Città di Rimini e che dimostrano la sorprendente conoscenza della medicina e della chirurgia che si aveva già a quell’epoca.

La Domus si può visitare (info e fotografie su www.domusrimini.com), ma noi l’abbiamo vista solo da fuori. Siccome è circondata da vetrine e io non sono ancora una fotografa livello pro, ho evitato di scattare foto: col riflesso tu non avresti visto una cippa, e io mi sarei sparaflashata la retina dimenticando pure come me chiamo. Però osservare gli scavi mi ha fatta sentire un po’ Alberto Angela. Volevo mettermi a gesticolare come fa lui, ma di fronte agli altri blogger me pareva brutto.

Poi niente, i Romani sono spariti come i tirannosauri e i miei neuroni funzionanti, a Rimini è arrivato il Medioevo e dopo un certo tizio di nome Sigismondo Pandolfo Malatesta, che evidentemente stava antipatico a sua madre già dalla nascita, visto il nome.

Sigismondo aveva un brutto nome, però la sua famiglia era a capo della città dal 1300 e, insomma, se la sentiva talmente calla che un bel giorno fece costruire sopra ad una chiesa francescana niente poco di meno che un tempio in suo onore, il Tempio Malatestiano.

Tempio Malatestiano

Tempio Malatestiano

Ma mica ha distrutto solo la chiesa. Il Tempio è stato costruito distruggendo pure l’antico porto di Rimini – che si trovava a occhio e croce dove si trova ora la stazione ferroviaria – ed alcuni monumenti ravennati realizzati in pietra bianca d’Istria, la stessa che tiene in piedi l’Arco di Augusto.

E siccome pareva brutto fare un tempio solo riempiendolo di S e di simboli dedicati a ‘sto tizio, all’interno c’è pure un affresco di Piero della Francesca intitolato Sigismondo inginocchiato davanti a San Sigismondo.

Sigismondo inginocchiato di fronte a San Sigismondo
Sigismondo inginocchiato di fronte a San Sigismondo. Il Sigismondo al centro della foto è… sì, insomma, Sigismondo.

Insomma, mi dicono che fosse leggermente narcisista il Sigismondino. Ma poco, eh. Dovrebbero pensare a lui le mamme che chiamano il figlio con nomi assurdi. Secondo me è stato quello il problema. Lo prendevano in giro alle elementari e quello c’è rimasto talmente male che, quando gli hanno dato du’ soldi, la prima cosa che ha fatto è stata buttare giù mezza città per costruirsi un tempio e tirarsela un po’.

Anche Leonardo Da Vinci visitò Rimini, però niente tempio. Leo diede i numeri per un’altra cosa. Sentì il rumorino prodotto dalle cannelle d’acqua della Fontana della Pigna, in Piazza Cavour, e ci andò in fissa al punto da volerne rifare una simile a casa. Costruì un organo idraulico che faceva lo stesso suono della fontana quando l’acqua cadeva dentro vasi di terra, e che puoi vedere sempre al Museo della Città di Rimini. Roba che Muciaccia non sei nessuno.

Fontana della Pigna

Sulla fontana c’è incisa anche la frase che Leonardo pronunciò nel momento in cui la vide.

Fassi un’armonia con le diverse cadute d’acqua, come vedesti alla fonte di Rimini, come vedesti addì 8 d’agosto 1502.

No, non lo prenderò in giro, anche se non ho capito tanto bene la frase. Leo era un genio e basta, pure se andava fuori di testa guardando le fontane.

Fontana della Pigna, incisione di Leonardo Da Vinci
Fontana della Pigna, incisione di Leonardo Da Vinci

E poi… poi niente. Ci fu un terremoto, arrivarono i bolognesi a ricostruire il porto e gli edifici principali della città e… beh, potrei riassumere il resto con due parole: Federico Fellini, grande simbolo del cinema italiano e riminese.

Esiste un itinerario che permette di visitare Rimini seguendo i punti cari al regista: se ti interessa sapere quali sono il sito è www.riminiturismo.it.

Cosa c’è in programma a Rimini: autunno e inverno 2016

  • 25 ottobre: Amarcort Film Festival, ottava tappa del Giro del Mondo in 80 Corti al Cinema Settebello. Selezione dei migliori cortometraggi provenienti da tutto il mondo. Info su www.amarcort.it
  • 8 – 11 novembre 2016: Ecomondo, la fiera internazionale dello Sviluppo Sostenibile, info su www.ecomondo.com
  • da novembre 2016 ad aprile 2017: stagione teatrale dell’Ermete Novelli, info su www.teatroermetenovelli.it
  • 8 – 11 dicembre 2016: RiminiArte. Mostra/mercato di arte moderna e contemporanea. Info su www.riminiarte.it
  • ultima domenica di ogni mese: Rimini Antiqua, mostra/mercato dell’antiquariato. Piazza Tre Martiri, dalle 8.00 alle 19.00
  • 1 dicembre 2016 – 6 gennaio 2017: il Capodanno più lungo del mondo. Info su capodanno.riminiturismo.it, il sito non è ancora aggiornato al Capodanno 2016 ma mi auguro che qualcuno lo sistemi a breve

 

Ho visitato Rimini durante il blog tour in Romagna organizzato dall’Hotel San Salvador di Bellaria Igea Marina, al quale ho già dedicato un post mesi fa. Sallo.

Tu sei mai stato a Rimini? Conoscevi il suo passato?