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Settimana del Pianeta Terra e un giro al Lago di Albano

Italia

lafolle 10 Ottobre 2016 0

La settimana scorsa sono stata invitata a partecipare ad un press tour che ha mostrato, a noi blogger e ad alcuni giornalisti, un anticipo di quello che è in programma per la Settimana del Pianeta Terra. Per l’occasione siamo stati invitati a scoprire le meraviglie del Lago di Albano e i dintorni, soprattutto dal punto di vista geologico, per aprire gli occhi sulle bellezze del territorio laziale e dell’Italia intera.

Ma che cos’è la Settimana del Pianeta Terra?

Sette giorni di eventi sparsi in tutta Italia, detti geoeventi, che daranno a tutti la possibilità di scoprire come è fatto il nostro Paese a livello geologico. Ci sono geoeventi per le scuole, per bambini e per adulti, adatti anche a chi di geologia sa poco o nulla.

L’obiettivo infatti è far conoscere a tutti, ma proprio a tuttissimi, come si è sviluppato e come si sta evolvendo il territorio italiano nei secoli a forza di vulcani, terremoti, laghi, gas, mari sotterranei e… boh, sfiga. Perché in Italia a livello geologico ce le abbiamo tutte eh, davvero.

Oltre a laghi e vulcani, alcuni geoeventi riguarderanno anche il rapporto che lega la morfologia del territorio e l’enogastronomia italiana, grazie ad alcune degustazioni di vini e di prodotti locali.

Per esempio: sapevi che Roma sorge a pochi passi dal Vulcano Laziale?

Sapevi che i Castelli Romani e i loro prodotti tipici, tra i quali il buon vino delle fraschette, sono frutti dei cambiamenti prodotti dalle eruzioni di questo vulcano ora addormentato?

Lago di Nemi, formatosi nel cratere del Vulcano Laziale
Il Lago di Nemi, formatosi nel cratere del Vulcano Laziale

E ancora: sapevi che il Lago di Nemi e il Lago Albano sono in realtà due crateri del Vulcano Laziale? E che il Foro Romano e il Foro Augusto sono stati costruiti con materiale che proviene dalla lava?

Oppure potremmo andare su cose più succulente, tipo: conosci la differenza tra una fraschetta e un’osteria?

Io no. No, no e ancora no. Come se non bastasse sapere che se ai Campi Flegrei scappa un rutto, qua siamo tutti fritti. Ci voleva proprio un altro vulcano sotto ai Castelli, oh sì.

Quanto la fate l’ansia all’etto? Ah, oggi sta in offerta? Ottimo, me ne fa un paio de chili? Graaazie.

Tour tra i Castelli Romani, il Lago di Albano e il Lago di Nemi

Il tour tra i Castelli Romani, il Lago di Albano e quello di Nemi è stato organizzato da chi si occupa anche della Settimana della Terra: Stefania Zompatori dell’associazione Geonatura, l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), Cinzia Barbante che è guardiaparco dell’area dei Castelli Romani, e i professori Silvio Seno (docente di Geologia strutturale all’Università di Pavia) e Rodolfo Coccioni (docente di Paleontologia presso l’Università di Urbino).

Come prima tappa siamo stati accompagnati sul Lago di Nemi che, come ho detto poche righe fa, è un cratere parte del complesso vulcanico detto Vulcano Laziale.

Il Vulcano Laziale nei secoli passati ha letteralmente modellato i Castelli Romani con le sue esplosioni e le sue colate laviche, dando anche modo alla vegetazione della zona di diventare terreno ideale per la produzione del vino e degli altri prodotti tipici dei Colli Albani.

→ Leggi anche: Gita fuori porta a Roma: cosa vedere a Nemi

La strada principale di Nemi, vicino al Lago di Albano
Nemi
Vista su Nemi dal fianco
Nemi

Il secondo obiettivo della giornata è stato osservare il Lago di Albano da un punto panoramico di Castel Gandolfo (quello della residenza estiva del Papa).

Ci siamo presi una tonnellata d’acqua grazie al rovescio di pioggia che ci ha sorpresi appena approdati sul cucuzzolo della montagna a Tuscolo, dove c’è un altro punto panoramico che permette di osservare l’intero complesso vulcanico in tutto il suo splendore, ma questo è un dettaglio.

Il Lago di Albano dall'alto del punto panoramico
Il Lago di Albano
Stefania Zompatori di Geonatura, una delle nostre guide
Stefania Zompatori di Geonatura, una delle nostre guide
Punto panoramico a Tuscolo e vista sul Lago di Albano e di Nemi
Il punto panoramico di Tuscolo e la parte del vulcano visibile

Dal Lago di Albano e Nemi al Museo Diffuso del Vino

Io di vino ne capisco più o meno quanto di fisica quantistica, ma la scoperta del Museo Diffuso del Vino di Monte Porzio Catone mi è piaciuta davvero tanto.

Museo Diffuso del Vino di Monte Porzio Catone: insegna

Il Museo Diffuso del Vino è stato aperto nel 2000 ed è diviso in tre ambienti separati (ecco perché si chiama diffuso), anzi tre tinelli. I tinelli sono i locali della casa che una volta venivano utilizzati per la produzione e la conservazione del vino.

La nostra guida è stata la gentilissima Simona Soprano, responsabile del Museo e dell’Associazione Culturale Manacubba. L’associazione si occupa di valorizzare le risorse ambientali e culturali del territorio dei Castelli Romani, perciò sappi che se sei interessato a visitare queste zone puoi contattarli e organizzare una visita guidata.

Tornando al Museo Diffuso del Vino, nel primo tinello abbiamo incontrato una mostra dedicata a storia e tecnologia grazie ad un archivio storico davvero particolare: una collezione degli strumenti che usavano i vignaioli e i bottai di un tempo.

Gli strumenti sono accompagnati da una serie di QR code che contengono le interviste a quelle stesse persone che li hanno utilizzati, e basta avere uno smartphone per ascoltare le loro voci.

Strumenti di lavoro della collezione del Museo del Vino
Le pialle del Museo del Vino

Nel secondo tinello vi è principalmente una foto: quella del carrettiere che trasportava il vino dai vignaioli dei Castelli alle osterie romane di un tempo.

In quella foto, che non è datata, sono concentrate una serie di particolarità che ci hanno permesso di scoprire tante curiosità sul mondo romano. Per esempio si è scoperto che, prima di Mussolini, a Roma si guidava solo sul lato sinistro della strada, mentre in altre parti del nostro Paese si guidava a destra. Inutile dire che andava tutto bene finché chi andava a destra e chi procedeva a sinistra non si incontrava.

Foto del carrettiere al Museo del Vino
Foto del carrettiere

Cioè, capisci? Anche il traffico di Roma ha la sua storia, perché facevamo un gran casino pure secoli e secoli prima dell’arrivo dei semafori rotti e delle partenze intelligenti! Forse già allora parcheggiavamo i carretti in seconda fila, chissà. Fare casino col traffico deve far parte proprio nel nostro DNA…

Il terzo tinello del Museo del Vino, invece, è ricavato all’interno di un’antica fraschetta. È stato lì che ho scoperto la differenza con le osterie romane. La risposta a questa domanda non te la darò io, stavolta, ma una bella visita al Museo del Vino di Monte Porzio Catone. Cliccando sul sito che ti lascio qui di seguito potrai trovare tutte le informazioni e i numeri da chiamare per prenotare una visita.

Sullo stesso sito puoi prenotare anche una visita negli altri due musei di Monte Porzio Catone.

→ Prenota una visita al Museo del Vino di Monte Porzio Catone

Tappa nell’azienda agricola La Cerquetta

L’ultima tappa del nostro tour tra i Castelli Romani, il Lago di Albano e quello di Nemi è stata una capatina nell’azienda agricola La Cerquetta, nota per la produzione del vino Frascati DOC.

Ho avuto l’opportunità di assaggiare diversi prodotti, in particolare il Cannellino, un vino bianco dolce che ha accompagnato divinamente le ciambelline che ci hanno offerto. Le ciambelline al vino sono uno dei dolci tipici laziali più buoni dell’universo, per la cronaca.

L’azienda agricola vende i propri vini e soprattutto organizza dei wine tour enogastronomici in uno splendido casale del Settecento, oltre a diversi corsi di cucina. Ti lascio il link qui sotto:

Prenota un giretto presso l’azienda agricola La Cerquetta

Distesa di vitigni dell'azienda agricola
I vigneti dell’Azienda Agricola La Cerquetta
Un bicchiere di vino bianco Cannellino
Un bicchiere di Cannellino

Come partecipare alla Settimana del Pianeta Terra

I geoeventi si svolgono tutti nel mese di ottobre e sono ben trecentotredici dislocati in duecentotrenta località italiane, in tutte le regioni. Sono abbastanza sicura che chiunque possa trovarne uno nelle vicinanze. Le date sono presenti sul sito e cambiano ogni anno.

Tra gli eventi organizzati ci sono visite ai centri di sismologia, lezioni e concorsi di fotografia, geoeventi intitolati “geologi per un giorno”, percorsi di trekking, attività per bambini.

Nel Lazio è prevista anche una visita a Civita di Bagnoregio, la famosa “città che muore” laziale. So che molti vorrebbero trovare un’occasione per visitarla.

Per dare un’occhiata all’elenco completo di tutti i geoeventi clicca nell’omonima voce nel menù, in alto.

Visita il sito della Settimana del Pianeta Terra

Un mio ringraziamento speciale va alla dolcissima Giorgia blogger di La valigia di Gio e alla Press Play, l’ufficio stampa che ha organizzato il nostro tour.

→ Leggi anche: luoghi da visitare a Roma e dintorni

Fammi sapere se uno di questi geoeventi stuzzica la tua curiosità, e non dimenticare di seguirmi anche su Facebook e Instagram per rimanere sempre aggiornato/a sui nuovi articoli!

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