Finlandia

Studiare in Finlandia: la mia esperienza

Come saprai, qualche mese fa ho vinto una borsa di studio che mi ha permesso di frequentare un fantastico corso intensivo di finlandese a Helsinki. Purtroppo ti posso assicurare che è stata una delle settimane più dure della mia vita, non tanto per lo studio quanto per l’ansia terrificante che mi è venuta per il fatto di andarci da sola. In questo post ti voglio raccontare a grandi linee come funziona questa scuola finlandese, come l’ho vissuta io e infine cosa bisogna fare per andare a studiare finlandese in Finlandia.

In caso tu sia nuovo da queste parti, o se mi conosci già ma c’hai la memoria del pesce rosso: io convivo da sette anni con Massimo, solo che lui aveva solo una settimana di ferie estive e le abbiamo utilizzate per farci la vacanza insieme a Corfù.

Ora, prima di passare a parlarti di com’è studiare finlandese in Finlandia, mi prendo cinque minuti per dirti che lasciare Massimo qua è stato veramente tosto. Penso che mi capirai se sei sposato o se convivi, sempre se non sogni segretamente di scappare in Messico dopo aver lasciato la tua metà nella vasca di palline colorate dell’Ikea.

Insomma, non è stato per niente facile salutarlo all’aeroporto e dirgli “ciao amo’, io vado a tremila chilometri da te per una settimana, ricorda di separare i bianchi dai colorati “.

In più i parcheggi di merda dell’aeroporto di Fiumicino non hanno collaborato. Quelli davanti al terminal permettono di rimanere solo un quarto d’ora, e quelli della breve sosta non ho ancora capito dove caspita stanno. Questo per dire che non solo è stato difficile salutare il mio compagno, ma che ho avuto solo un quarto d’ora per farlo. Manco un caffè ci siamo potuti prendere. Fanculo.

Quando sono arrivata a Helsinki ho perso un’ora per capire dov’era la fermata dell’autobus per il centro e gli orari, poi per fortuna ho passato un bel pomeriggio con un’amica che aspettavo di incontrare più o meno da sei mesi (ciao Elisa) e che, visto che c’eravamo, m’ha smontato un po’ di leggende sullo stile di vita finlandese.

A fine serata ho avuto una specie di crollo di nervi. Avevo prenotato una stanza in un hotel della periferia di Helsinki, e lì mi sono resa conto di quanto sia diventata importante l’atmosfera delle camere d’albergo durante un viaggio. La mia stanza era piccolissima, pulita ma per niente accogliente e arredata col minimo indispensabile, mentre l’albergo si trovava nel nulla cosmico ed era senza personale. Non mi sono sentita per niente “a casa” e se già mi sentivo sola di mio, stare lì ha reso la cosa ancora più evidente. Mi ci son voluti giorni per digerirla.

Sì, ma… com’è studiare finlandese in Finlandia?

Nel mio caso si è trattato di un corso base di finlandese della durata di sette ore al giorno per cinque giorni con un’insegnante madrelingua. L’ho frequentato all’Haaga-Helia che è un’università di Helsinki aperta anche agli stranieri.

studiare finlandese in Finlandia

I cinque giorni nel mio caso comprendevano Ferragosto. In Finlandia Ferragosto non si festeggia raga’, anzi, si va a scuola o al lavoro perché il loro metà agosto è praticamente il nostro metà settembre e tutto ricomincia. Pure il vento e la pioggia. Infatti la prima cosa che ho fatto è stata comprare felpa e sciarpa, altrimenti sarei tornata in Italia con la broncopolmonite e non era il caso.

Penso che dedicherò un post anche all’agosto in Finlandia, ma ora DEVO FA’ I POST CORTI, BASTA ANNA!

studiare finlandese in Finlandia
Helsinki ad agosto. L’ho presa benissimo.

La scuola finlandese prevede, in genere, lezioni da cinquanta minuti seguiti da una pausa di dieci. Il corso che ho fatto io, forse perché era intensivo e annavamo de corsa, non prevedeva la pausa ogni ora. Tuttavia abbiamo sempre fatto una pausa di metà mattino, una per pranzare e una di metà pomeriggio.

La mattina potevo arrivare in anticipo, e di solito mi fiondavo alla piccola caffetteria dell’università per fare colazione. Prendevo un caffè americano e un dolcetto ai cereali, accanto a finlandesi che come da tradizione facevano colazione con piatti di prosciutto, pane e cetrioli.

Ho comprato solo una volta una bottiglia d’acqua, perché lì vendevano solo quelle aromatizzate: la più semplice che ho trovato sapeva di limone e conteneva magnesio e vitamine. A me faceva piuttosto schifo, ma continuo a trovare questa cosa affascinante.

studiare finlandese in Finlandia

Una cosa che ho trovato particolare è stata il metodo di insegnamento: la nostra insegnante parlava quasi esclusivamente in finlandese, nonostante fosse un corso che non richiedeva basi di questa lingua, e più volte ci ha detto di non preoccuparci se non capivamo quello che diceva. “Se non capite e la cosa diventa frustrante” diceva, “chiudete gli occhi, fate un bel respiro e andate avanti “. Per farsi capire usava espressioni facciali, gesti, disegnini, e se proprio eravamo de coccio ci provava in inglese e spagnolo, ma due parole due.

Al ritorno dalle pause amava mettere Youtube sulla lavagna luminosa e selezionare un paio di video di canzoni finlandesi: voleva che chiudessimo gli occhi e ascoltassimo quei suoni. Nel pomeriggio invece capitava che ci facesse cantare filastrocche o ci facesse fare dei giochi. In caso te lo stessi chiedendo, eravamo tutti adulti di un’età compresa fra i 21 e i 48 anni, ma si è creato un bel gruppo e ci siamo divertiti come matti.

Se devo essere sincera fino in fondo ti dico che mi aspettavo di fare molta più conversazione di quella che abbiamo fatto, però una volta tornata a Roma mi sono ritrovata a sognare frasi in finlandese. Un mio collega dice che questo vuol dire aver assimilato completamente quelle frasi. Speriamo, eh.

Nessun esame alla fine del corso. Al suo posto una sorta di pranzo multietnico. Già, perché non so se sia successo solo con la nostra classe o se sia consuetudine, ma l’insegnante ci ha chiesto di portare cibi del nostro Paese per pranzare tutti insieme l’ultimo giorno.

Non che gli altri giorni pranzassimo separati, anzi, siamo sempre stati insieme. Infatti una cosa bellissima di questo corso è stata che mi ha permesso di fare amicizia con persone provenienti da tanti posti diversi. Io che fino a qualche anno fa con gli sconosciuti non spiccicavo parola manco sotto tortura, capito?

Ho conosciuto in particolare Walter che gira l’Europa in nave e parla ventordici lingue tra cui l’italiano, Miyuki che è di Tokyo e spero di incontrare di nuovo quando tornerò in Giappone, Judith che è di Amsterdam e mi manda le canzoni degli HIM su Whatsapp, Isabel che ha preparato una tortilla pazzesca ed è riuscita a farmi dire una frase di spagnolo dopo millanta anni (l’ho studiato per un solo anno alle medie). Praticamente a una certa parlavo un misto di finlandese, inglese e spagnolo.

Il giorno prima del pranzo mi sono fiondata al primo supermercato che ho trovato, ma non c’era molto di italiano a parte la pasta, che non potevo cucinare. Alla fine ho preso una cosa che m’ha fatto riderissimo: l’Italian salaatti, insalata italiana. L’insalata italiana a quanto pare è l’insalata russa con l’aggiunta di spaghetti spezzati. Non so perché lì la vendono con questo nome. Ovviamente ci ho tenuto a dire che se chiedono una roba del genere in Italia prima li gonfiamo, e poi li rispediamo in Finlandia senza ricevuta di ritorno.

studiare finlandese in Finlandia

Una cosa che invece mi ha lasciata piuttosto perplessa è stata una frase, sempre della mia insegnante, che riguarda il concetto di privacy in Finlandia. La frase è stata detta durante un esercizio in cui si parlava della propria famiglia e delle proprie esperienze, ed è la seguente:

“Usate le frasi personali per esercitarvi, e usatele anche se non corrispondono alla verità. Io non vi dico la verità sulla mia vita privata perché è una cosa che non vi riguarda, così come la vostra vita non riguarda me.”

Può sembrare una cosa antipatica detta così, e in effetti io sul momento ci sono rimasta un po’ male. Noi italiani siamo abituati a parlare della nostra vita privata senza particolari limiti, anche quando siamo al lavoro o a scuola. I finlandesi invece sembrano prendere la cosa piuttosto sul serio.

Per esempio, a me sembra naturale chiedere ai propri studenti come mai son venuti a Helsinki dall’Italia, dalla Bolivia o dal Giappone per studiare finlandese. La nostra insegnante ce lo ha chiesto solo alla fine del corso, durante il famoso pranzo.

Alla fine ho capito che è solo il loro modo di fare, che è estremamente rispettoso ma fa sentire noi italiani estremamente impiccioni.

Non c’è paragone invece col loro senso di appartenenza all’università che frequentano. Per la prima volta ho avuto modo di vedere dal vivo le tute che indossano gli universitari: si chiamano haalarit e somigliano alle tute da meccanico, ma ogni università ce l’ha di colore diverso. Hanno tasche e toppe colorate dappertutto, non so se siano tutte aggiunte personali o se ci siano pure sponsor dell’università.

L’haalari dell’Haaga-Helia è verde petrolio, spesso l’ho vista indossata solo dalla vita in giù con l’aggiunta di una t-shirt viola sempre dell’università. L’ho trovata bellissima, ma non mi è sembrato carino fotografare gli studenti per fartela vedere. Se cerchi su Google “haalarit Haaga Helia” comunque la trovi.

Gli studenti delle varie università ci fanno anche le parate durante la festa del primo maggio (Vappu).

Andare a studiare finlandese in Finlandia: come si fa?

Oh guarda, iscriversi all’università estiva è stato di una facilità imbarazzante, e soprattutto non è costoso come pensavo.

Il sito dell’università estiva di Helsinki è www.kesayliopistohki.fi, il link ti porta direttamente alla sezione in inglese dedicata ai corsi di finlandese disponibili.

Basta selezionare il tipo di corso che ti interessa, dai corsi base a quelli più avanzati, e sceglierne uno. Ci sono i giorni e gli orari, la location, il nome dell’insegnante e il costo, che è intorno ai 100 euro a persona per quasi tutti i corsi. Su Course Info trovi informazioni più dettagliate.

In questo momento non ci sono molti corsi perché, trattandosi di un’università estiva, la maggior parte dei corsi viene organizzata da maggio a settembre. Tuttavia qualcosa c’è sempre.

Una volta scelto il corso, basta cliccare su Enroll e seguire le istruzioni: ti chiederanno i tuoi dati personali e quelli per pagare, perché il corso va pagato in anticipo. L’e-mail che ti arriverà contiene il numero del corso, conviene stamparla e portarsela dietro per capire in quale classe andare.

Ocio perché c’è la possibilità che non ti venga subito assegnato un posto nella classe, ma ti mettano in lista d’attesa.

Un altro sito che offre corsi di finlandese in Finlandia è www.finnishcourses.fi, anche questo in inglese. Qui puoi vedere i corsi nelle regioni di Helsinki, Turku e Tampere, ma non so dirti se funziona come il sito precedente. Immagino che il procedimento non sia molto differente.

Ti do un ultimo consiglio: altre città permettono di studiare in Finlandia tramite università estiva, per esempio Kuopio e Oulu. Per trovare i loro siti cerca su Google “kesäyliopisto” (università estiva in finlandese) seguito dalla città che ti interessa. I siti sono quasi tutti anche in inglese. 😉

E anche oggi si scrive un post corto domani.