In questo post troverai informazioni pratiche per visitare Varsavia: cambio dei soldi, cenni sulla sua storia, i consigli su cosa mangiare in Polonia. Alla fine del post troverai anche un itinerario per vedere Varsavia in un giorno, e la sua versione da stampare gratuitamente.

Visitare Varsavia: informazioni pratiche

Perché andare a Varsavia?

Prima di quest’inverno si parlava davvero poco di questa città. Io l’ho scelta solo perché, non potendo andare a Oslo per Capodanno, puntavo ad una capitale europea non troppo costosa dove avrei potuto trovare la neve. Poi, vabbe’, siccome la sfiga me perseguita, la neve l’ho vista solo di striscio il giorno della partenza.

Ma ciancio alle bande, ecco cosa devi sapere prima di visitare questa città.

Varsavia si trova in Polonia, e laggiù non troverai l’euro. In Polonia si usa lo złoty, che si indica con PLN. Considera che un euro equivale a circa 4,3 złoty e considera che, mediamente, con l’equivalente di 20 euro (86 złoty) ci si può pranzare in due.

La città è attraversata dal fiume Vistola, in polacco Wisła, e la parte più famosa e interessante di Varsavia si trova sulla riva sinistra.

Ma la Vistola è importante anche per un altro fatto.

[Sigla di Super Quark per il momento “spiegazione di storia”, grazie.]

Durante la Seconda Guerra Mondiale, il fiume fece da confine tra l’Armata Rossa russa (non è uno scioglilingua) e l’esercito dei nazisti tedeschi. Questi ultimi infatti avevano occupato Varsavia nel 1939 e, siccome gli ebrei gli stavano sui maroni pure in Polonia, li avevano rinchiusi tutti in un ghetto dal quale non sarebbero mai usciti vivi.

I polacchi si ribellarono all’occupazione nazista: insorsero e combatterono con tutte le loro forze, resistendo per più di 60 giorni (la cosiddetta Insurrezione di Varsavia), ma alla fine i tedeschi ebbero la meglio e li deportarono tutti quanti.

E l’Armata Rossa, che era arrivata in soccorso dei polacchi? Eh, niente. Secondo le testimonianze quelli rimasero fermi sulla riva destra del fiume, a grattarsi finché non finì tutto il casino.

[Sigla di chiusura di Super Quark. Titoli di coda. Bella pe’ tutti.]

Finita la guerra, manco a dirlo, gran parte della città non esisteva più: di Stare Miasto (Città Vecchia) e Nowe Miasto (Città Nuova), in particolare, non rimaneva quasi nulla. Entrambi i quartieri sono stati ricostruiti da capo, uguali a com’erano prima, se non sbaglio nell’arco dei trent’anni successivi.

Il resto di Varsavia è costituito da palazzi realizzati seguendo l’architettura tipica dell’ ex Unione Sovietica, il più importante dei quali è il Palazzo della Cultura e della Scienza. Quel palazzo è il “regalo di Stalin alla Polonia”, nonché uno dei maggiori esempi dell’architettura classicista socialista in Europa. Ai polacchi non sta troppo simpatico, e in effetti non è proprio un bijou.

Il Palazzo della Cultura e della Scienza

Nel quartiere chiamato Muranóv invece si trovano monumenti dedicati agli ebrei e i resti del muro del ghetto, che si trovava proprio lì. Ne ho parlato nell’ultima parte del diario di viaggio, se ti va dai un’occhiata.

Sulla riva destra della Vistola si trova un quartiere che si chiama Praga. Sì, come la città ceca, non sto scherzando. Ha conservato gli edifici dell’anteguerra e, secondo la mia guida, è un quartiere multiculturale e interessante da visitare. Purtroppo pare che non sia il massimo in termini di sicurezza. Noi lo abbiamo evitato completamente, perché di interessante sembrava esserci solo uno stadio e lo zoo: del primo non ce ne frega niente, e gli zoo non mi fanno impazzire.

Dove cambiare i soldi/prelevare a Varsavia: se atterri all’aeroporto Varsavia Chopin, l’aeroporto principale di Varsavia (l’altro è Varsavia Modlin), troverai un bancomat già nel terminal degli arrivi. Io lì sono riuscita a prelevare solo l’equivalente di 68 euro, ma chi è stato in Polonia mi ha detto che gli altri bancomat permettono di prelevare cifre più… normali.

Prima di partire comunque senti la tua banca, e valuta se ti conviene prelevare i soldi al bancomat, o partire con gli euro da cambiare direttamente in Polonia.

La mia banca, per esempio, mi permette di prelevare soldi in Polonia pagando una commissione fissa di circa 2 euro. Perché la mia banca è differente (cit.), ma quella che avevo prima mi costava una fucilata già in Italia, figurati all’estero.

Una controllatina prima di partire non fa male, anche per sapere cosa fare se disgraziatamente dovessero finirti gli euro da cambiare.

Se decidi di portare gli euro e di cambiarli in Polonia, cerca gli uffici di cambio che si chiamano Kantor: li trovi dappertutto e paghi zero commissioni, sono davvero comodi.

Come raggiungere Varsavia dall’Italia: la Wizz Air è una compagnia aerea low cost ungherese che collega Varsavia con molte città italiane. Roma Fiumicino in primis, ma anche Alghero, Verona, Torino, Napoli, Catania, Bari, Lamezia Terme e Bergamo Orio al Serio. Io ci ho volato tre volte e mi sono sempre trovata bene.

Come andare da Varsavia ad Auschwitz: se vuoi approfittare di un viaggio in Polonia per vedere il campo di concentramento di Auschwitz, ti consiglio di rimanere più giorni e di includere nel giro anche Cracovia. I campi di Auschwitz-Birkenau distano meno di 70km da Cracovia, circa un’ora in macchina, ed esistono diversi tour che permettono di visitare il campo in mezza giornata. Te la cavi con una trentina di euro a persona.

Se, diversamente, non hai modo di passare qualche giorno a Cracovia, esistono anche tour guidati che permettono di visitare Auschwitz partendo da Varsavia. Si parte la mattina presto e si rientra la sera, utilizzando il treno espresso fino a Cracovia. Non saprei consigliartene uno perché non li ho provati, ma su Google ce ne sono parecchi. I prezzi si aggirano intorno al centinaio di euro a persona.

Varsavia: cosa mangiare

  • Pączki, o pączek: è un bombolone fritto con un ripieno di confettura di rosa o di frutta, che somiglia molto ai krapfen nella forma e nel sapore. Ottimo per fare colazione!

  • Makowiec: è un rotolo dolce, fatto con semi di papavero e canditi, che si consuma nel periodo natalizio. Si dice che i semi di papavero portino soldi!
  • Pierniki: biscotti polacchi a base di pan di zenzero.
  • Sernik: dolce a base di ricotta tipico delle feste natalizie.
  • Drożdżówki: una specie di ciambella con ricotta e frutti di bosco.
  • Pierogi: ravioli polacchi molto simili ai ravioli cinesi, che vengono preparati con diversi condimenti e ripieni e spesso sono accompagnati da panna acida o salsa al formaggio. Puoi gustarli anche dolci!

Due tipi di pierogi da Zapiecek, a sinistra c’è una tazza di kompot

  • Kompot: è una bevanda russa e può essere servita calda o fredda. Si prepara facendo macerare della frutta e bacche nell’acqua, soprattutto prugne.
  • Barszcz: zuppa a base di barbabietole, ottima in inverno.
  • Bigos: stufato di carne con cavoli, crauti, spezie e prugne secche.
  • Zapiekanka: è la “pizza” polacca in versione street food, che i polacchi amano mangiare soprattutto in tarda serata. Si tratta di mezzo panino tagliato in lunghezza, riempito con funghi, pomodori e/o prosciutto cotto e ricoperto di formaggio.
  • Żurek: è una zuppa polacca che mette alla prova turisti e abitanti locali per la sua acidità. Gli ingredienti sono farina di segale fermentata, uova, carne di maiale e funghi. Solo per stomaci forti.

Varsavia: cosa vedere in 1 giorno

Premessa: io Varsavia l’ho visitata in poco più di due giorni, di cui uno festivo. Alcune cose che ho visto secondo me non sono imperdibili, per il resto ho visto tutte cose che si possono vedere in una giornata sola.

Ecco l’itinerario che ho pensato per te:

  • Prima tappa: colazione polacca. Ti suggerisco le caffetterie Cukiernia A. Cieślikowski (qui trovi gli indirizzi), e di provare un caffè con un pączki.
  • Seconda tappa: Stare Miasto e terrazza di Sant’Anna. Questa parte di Varsavia è la più conosciuta, nonché la più bella della città. La Stare Miasto è stata completamente ricostruita dopo la Seconda Guerra Mondiale, è dominata dal Castello Reale e circondata da una serie di adorabili casette colorate. E’ possibile ammirarla dall’alto salendo sulla terrazza della Chiesa di Sant’Anna: il biglietto costa 5 złoty, circa 1 euro.

  • Terza tappa: Nowe Miasto, Mercato della Città Vecchia e Barbakan. Con una breve passeggiata si arriva al Mercato della Città Vecchia e al Barbakan. Nowe Miasto, la “Città Nuova” si chiama così perché è stata concepita come un allargamento della Città Vecchia ed è stata costruita dopo. Ai lati del Barbakan è possibile salire sul cammino di ronda del doppio muro di cinta che prima proteggeva Stare Miasto.
  • Quarta tappa: pranzo. Suggerisco Zapiecek. E’ una catena di trattorie polacche che propone piatti tradizionali polacchi a prezzi ottimi. Sono anche molto carine dentro, e il personale indossa costumi tradizionali. Ce n’è uno vicino Stare Miasto e un altro pochi metri dopo il Barbakan. Ci trovi i pierogi in tutte le salse (letteralmente), lo żurek e il barszcz.
  • Quinta tappa: Museo dell’Insurrezione di Varsavia. Un museo da vedere assolutamente, per conoscere la storia della città. Il biglietto costa 18 złoty (circa 4 euro). Al suo interno trovi testimonianze, foto, suoni e filmati di Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale e in particolare durante l’Insurrezione. Tra le cose più particolari c’è un muro che riproduce il rumore di un cuore che batte: è stato costruito fondendo le armi dei nazisti sconfitti durante la rivolta, e se avvicini l’orecchio puoi ascoltare canzoni, spari e conversazioni dei polacchi in rivolta. Molto toccante.
  • Sesta tappa: caccia alle panchine di Chopin. Per i 200 anni dalla nascita di Fryderyk Chopin, 15 panchine “musicali” sono state disseminate nei luoghi cari al compositore. Queste panchine hanno un pulsante che ti permette di ascoltare l’opera che è stata composta in quel punto, e c’è un codice che, se fotografato e inviato al numero indicato, ti dà accesso ad un database di documenti e foto scaricabili di Chopin. L’unico modo per sapere dove trovarle è affidarsi all’ufficio turistico, che ha la mappa, oppure trovarne una e seguire la mappa indicata sulla panchina.
  • Sesta tappa (alternativa rilassante alle panchine): Parco Łazienki. E’ il parco pubblico più bello di Varsavia. Te lo metto come facoltativo per due motivi: primo, d’inverno pare che non renda la sua bellezza, e secondo, io non ci sono stata e non posso confermare. L’ho escluso dal mio giro a Varsavia perché, non avendo trovato la città innevata, sapevo che avrei trovato un parco grigio e smilzo e secondo me non valeva la pena di arrivarci. Se avessi scelto un altro periodo un salto ce l’avrei fatto volentieri. Dal museo ci arrivi col bus 520, fermata Rozbrat 01.
  • Settima tappa: cena. Ti consiglio di tornare da Zapiecek a provare qualche altra specialità, oppure di provare a mangiare in una bar mleczny, una “latteria” polacca. La latteria polacca non è una vera e propria latteria, ma si tratta di vecchie mense dell’era comunista che servivano a dar da mangiare agli operai. Si serve una cucina popolare a prezzi piuttosto bassi, si mangia in silenzio e poi si sparecchia. I piatti si scelgono da un menù sul muro scritto in polacco. Io non ci sono andata perché pare che le cuoche siano un po’ antipatiche con chi non capisce al volo la loro lingua, ma se questo non ti spaventa e cerchi un’esperienza autentica e low cost, prova a farci un salto. Ti do due nomi che compaiono sulla mia guida: Bar Ząbkowski, se hai voglia di avventurarti nel quartiere Praga (Ulica Ząbkowska 2), e Krokiecik, una latteria in versione moderna in zona Palazzo della Cultura (Ulica Zgoda 1).

Qui sotto ti lascio il riassunto di questo itinerario da salvare e stampare, così puoi portarlo con te. E’ in formato pdf e ovviamente è gratis. Basta cliccarci sopra e salvare 🙂 fammi sapere se lo scarichi e lo usi!

Varsavia: itinerario da 1 giorno da stampare

 

Per vedere le foto dei posti di cui ti ho parlato in questo post, e scoprire cosa ho combinato nel mio viaggio a Varsavia clicca su Diario di Viaggio: Capodanno a Varsavia.