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Viaggiare con il cane in 3 step: come organizzare una vacanza senza impazzire

Lo scorso settembre io e Massimo siamo stati a Ischia con i miei e i loro due cani. Indovina un po’ chi ha organizzato tutto quanto? Esatto, proprio io.

In questo post troverai i miei consigli, divisi in tre step, per organizzare le tue vacanze a quattro zampe senza prendere a manate albergatori e simili. Perché ad un certo punto proverai il desiderio di farlo, te lo garantisco.

 

Piccola premessa: ho organizzato una vacanza con due cani di piccola taglia, cioè uno yorkshire terrier e un maltese, entrambi piuttosto gestibili.

Primo passo: trovare l’hotel che non ti schifa il cane

Perché iniziare dall’hotel? Perché quando si tratta di viaggiare con animali, trovare un posto veramente pet-friendly non è facile come sembra.

Non dico di scegliere la meta in base a questo, ma quasi. Io ho dovuto cambiare idea due o tre volte prima di scegliere la zona in cui alloggiare, e stiamo parlando delle Isole Eolie e di Ischia, isole piuttosto turistiche e piene di strutture ricettive.

Perché il punto non è trovare l’etichetta “accettiamo i cani ” nella pagina Internet dell’hotel, quella la trovi in moltissimi siti. Il punto è: il mio cane è davvero il benvenuto nella struttura che mi piace?

cani-in-vacanza

Secondo la mia esperienza, 9 volte su 10 l’hotel che dice di accettare animali non li accetta veramente. Io c’ho messo un mese a trovarne uno, e non sto scherzando.

Mi spiego.

Il cane (e il gatto) è un essere vivente. In quanto essere vivente mangia, beve, fa i bisogni, si sposta all’interno di uno spazio, comunica più o meno regolarmente e più o meno ad alta voce. E di solito non ti chiede il permesso per fare tutto questo. Ci siamo, no? Lo abbiamo imparato già da piccoli, mi sembra. Quando ci facevano disegnare il cane della vicina, o quello che avevamo in giardino, e noi ci scrivevamo bau bau vicino.

Beh, chi dice di accettare gli animali troppo spesso si dimentica questo piccolo, ma importante, dettaglio. E basta fare una telefonata e chiedere di poter portare un cane in albergo per capirlo. Comincia dal cambio del tono di voce.

La risposta che ho ricevuto più spesso infatti è stata:

“Sì, noi accettiamo i cani, però non devono abbaiare.”

Sì, ma certo! Li metto in modalità aereo o preferite la vibrazione?

Oppure:

“Sì, accettiamo i cani e i gatti, però non devono entrare nel ristorante, nella hall e mi deve garantire che non saliranno sul letto.”

E ora spiegami come fai a garantire che un gatto o un cane di piccola taglia non saliranno MAI sul tuo letto, neanche quando dormi.

Quando l’ho detto al tipo, sai cosa mi ha risposto? Che in quel momento un loro ospite aveva un gatto con sé, e che erano sicuri non salisse mai sul letto perché la signora delle pulizie la mattina lo trovava sempre chiuso nella sua cuccia. Find logic (cit.).

E infine, il peggiore. L’albergatore che vorrebbe sembrarti pet-friendly, ma non lo è affatto.

“Sì, accettiamo i cani, ma dovete portarvi una coperta da mettere sul letto per non farlo sporcare (ok!), dovete pagare 5 euro in più al giorno per ogni cane (ok, sul sito c’era scritto…), 20 euro in più sul soggiorno perché dovrò fare pulizie più accurate (ma non ti davo già i 5 euro al giorno?) e… ma abbaiano molto questi cani? E danno fastidio? Non devono assolutamente avvicinarsi agli altri clienti, mi raccomando. Ed è proprio sicura che il maltese sia di piccola taglia? Perché noi le taglie grandi non le accettiamo.”

Ah, capisco. In pratica invece del cane devo portarmi il Tamagotchi, e pagarti un sacco di soldi in più.

ATTENZIONE: È ovvio che nessuno vuole dormire in un letto di peli, o subire gli attacchi isterici di un alano in calore. Anche a me darebbe fastidio, pensa. Ed è normale anche che se esageri, tu e/o il tuo cane vi meritate di essere ripresi o addirittura allontanati.

Il punto infatti è un altro: credo che una struttura ricettiva che si dice pet-friendly debba essere davvero preparata ad accogliere un animale, e attrezzarsi di conseguenza. Sapere che un cane abbaia è già un buon punto di partenza. A questo si potrebbero aggiungere muri insonorizzati se le camere sono tante, sistemazioni con balconi o terrazzini per evitare che il cane stia chiuso in camera tutto il giorno o la notte. Al limite qualche dependance lontana dalle altre camere, se la situazione lo richiede.

Se ti devo pagare qualcosina – non qualcosona – in più per le pulizie extra, o portare una coperta per coprire il letto a me sta bene, ma come cavolo faccio a non far abbaiare un cane?! Mica è un pupazzetto!

Hotel Annabelle Ischia
L’Hotel Annabelle, a Ischia, accetta i cani e le proprietarie li trattano con amore.

Riassumendo: scegli l’hotel che ti ispira e che accetta gli animali, ma prima di prenotare telefona o manda una email per accertarti che il tuo cane sia davvero il benvenuto. Anche se abbaia e respira.

Secondo passo: scegli il mezzo di trasporto più idoneo

Viaggiare col cane (o col gatto) in aereo: non ho provato personalmente i servizi delle compagnie aeree che accettano animali domestici a bordo, ma ho letto le regole. EasyJet e Ryanair non trasportano animali, l’unica eccezione è per i cani guida. Vueling invece accetta anche animali di piccola taglia, trovi maggiori dettagli nella pagina dedicata sul loro sito. Via libera anche per i voli Alitalia, trovi le condizioni qui.

Viaggiare col cane (o col gatto) in traghetto: da quel che ho capito, sui traghetti italiani gli animali domestici si possono portare tranquillamente. All’andata (da Napoli a Ischia) mia madre aveva entrambi i cani chiusi nei trasportini, ma durante il viaggio abbiamo capito che potevano uscire. L’importante è tenerli al guinzaglio e munirsi di museruola.

Ehm, questo non credo valga per i gatti. Quelli bisogna tenerli nel trasportino, o dieci secondi e te li ritrovi in faccia al comandante. No buono.

Viaggi in traghetto col cane
Qui eravamo sul traghetto da Ischia a Procida

Viaggiare col cane (o col gatto) in treno: per quel che riguarda i treni ad alta velocità, sinceramente mi aspettavo di dover affrontare l’inferno per portare a bordo le bestiole, invece è stato facilissimo. Sia Italo che Trenitalia permettono il trasporto di animali, ed è gratis per le piccole taglie, a pagamento se è più grande.

Trovi altre informazioni qui: trasporto di animali con Italo, trasporto di animali con Trenitalia.

Entrambi chiedono che il cane o il gatto resti chiuso nel suo trasportino per tutta la durata del viaggio, e che il proprietario porti con sé il passaporto con tutte le vaccinazioni fatte e l’iscrizione all’anagrafe canina o felina (col microchip).

Italo inoltre mette a disposizione dei posti singoli speciali con accanto lo spazio per il tuo animaletto. Li riconosci dal simbolino del cane accanto al sedile, quando prenoti su Internet. Noi infatti abbiamo prenotato quelli. Se non ricordo male ce n’è uno in ogni vagone, o quasi!

[A proposito, hai già letto il mio post Frecciarossa o Italo: chi è il migliore?]

È importante anche non dare fastidio agli altri passeggeri. Mia madre infatti viaggiava con un sedativo leggero in borsa, in gocce, che le aveva consigliato il veterinario. La sua cagnolina si fa prendere facilmente dall’agitazione quando si stressa o si trova in situazioni particolari, e inizia a ululare. Per fortuna quella volta non lo ha fatto.

Se anche tu pensi sia il caso di usare un sedativo, chiedi consiglio al tuo veterinario: sicuramente saprà consigliartene uno. Usalo con cautela.

Terzo passo: informati sui posti che puoi visitare col cane

Purtroppo non tutte le attrazioni permettono l’ingresso dei cani, anche se sono all’aperto.

A Ischia siamo rimasti sorpresi nello scoprire che un parco, a pochi passi dal nostro hotel, non permetteva l’ingresso ai cani. Fa ridere se ti dico che l’entrata aveva il cancello aperto, e che un cane randagio l’ha allegramente attraversata proprio mentre noi leggevamo il cartello.

Ingresso nel parco vietato ai cani
Ingresso nel parco vietato ai cani

Idem per i Giardini La Mortella, uno dei più bei giardini d’Italia: volevamo andare a visitarli, ma pare che l’ingresso sia vietato ai cani e quindi abbiamo rinunciato. Per il Castello Aragonese invece nessun problema. Anzi, al suo interno abbiamo trovato alcuni gatti non proprio felici di trovarsi faccia a faccia con i nostri cani.

Sto preparando un post per mostrarti il Castello e parlartene nel dettaglio, lo pubblicherò presto!

Altra sorpresa per i ristoranti, almeno quelli ischitani: quasi tutti hanno accettato i cani senza problemi, e ce li hanno lasciati tenere in sala, accanto ai nostri piedi. Non me lo aspettavo!

Le spiagge: qui bisogna fare particolare attenzione. Gli stabilimenti balneari hanno le loro regole, c’è chi accetta animali e chi non vuole saperne.

E le spiagge libere?

In realtà le spiagge libere sono libere per tutti, animali compresi. Quelle che non accettano i cani, in Italia, devono dichiararlo espressamente con un cartello indicante l’ordinanza comunale che lo vieta. Tale ordinanza deve comprendere la motivazione del divieto, gli orari di validità e la firma del sindaco, di un assessore delegato o del comandante dei vigili urbani. Deve essere anche pubblicata sugli albi pretori del Comune.

Non solo: sul retro del cartello deve esserci anche il numero dell’ordinanza e la data di scadenza. In caso contrario il divieto è nullo.

 

Condividi il post se anche tu hai viaggiato col tuo cane o col tuo gatto, e se trovi utili i miei consigli! Anzi, com’è andata? Ti va di raccontarmelo?