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Visitare Sofia: informazioni pratiche e 8 curiosità

Se mi segui su Facebook e Instagram sai già che ho approfittato del 2 giugno per fare un salto a Sofia, la capitale della Bulgaria.

E’ stata una cosa rapida, ci sono rimasta circa 24 ore approfittando di un volo conveniente con Ryanair, ma ho comunque studiato la sua storia e le sue particolarità: oggi ti parlerò di queste due cose, insieme a qualche informazione utile per visitarla 🙂

Cosa devi sapere prima di visitare Sofia? Fatti e curiosità

1. La città di Sofia ha cambiato nome almeno 6 volte

Il primo insediamento fu opera dei Serdi (due o tre millenni prima di Cristo) e la città fu chiamata Serdica, che è anche il nome della fermata centrale della metropolitana.

Tra il 98 e il 117 d.C. fu ribattezzata Ulpia Serdica da Traiano.

Nell’809 il re bulgaro Krum le cambiò di nuovo nome: Ulpia Serdica diventò Sedrets.

Sotto l’Impero Bizantino diventò Triaditsa; tornata bulgara divenne Sredrec, o forse tornò direttamente Sedrets.

Il nome Sofia (Sò-fia) arrivò nel 1300 circa, prima dell’arrivo degli Ottomani. Il nome fu scelto per il significato greco di Sofia, “saggezza”.

2. Sofia è un miscuglio di influenze greche, russe e turche

Da qualche parte, prima di partire, avevo letto che Sofia è una “città che ha sofferto, e si vede”. Siccome sono ignorante come ‘na capra, ho attribuito questa sofferenza alla Russia o alla Seconda guerra mondiale e mi aspettavo di visitare una specie di piccola Varsavia: una città rasa al suolo e poi ricostruita, con un piccolo centro storico caratteristico circondato dai grigi resti del socialismo sovietico.

Ecco, no. Sofia non è così. O meglio, anche Sofia è andata distrutta durante qualche conflitto, ma ha sofferto di problemi diversi da quelli di Varsavia. A fare i veri danni non sono stati tanto i Russi ma gli Ottomani, e il fatto che il Paese ci abbia messo davvero tanto a sentirsi unito.

Cattedrale Aleksandr Nevskij Sofia
Il simbolo di Sofia: la splendida cattedrale Aleksandr Nevskij

La Bulgaria nasce da un territorio occupato in parte dai Traci, in parte da alcune colonie greche e in parte da popolazioni slave provenienti dai Carpazi. Mettici una spolveratina di dominazione romana, che nel 46 d.C. introdusse il cristianesimo, e un po’ di Protobulgari, una popolazione guerriera turca il cui nome significava “mescolare”. Un bel casino, eh? Pensa che manco ho iniziato.

Te la faccio breve: nel 1393 gli Ottomani, dopo aver invaso quello che iniziava a chiamarsi “regno bulgaro” (insieme al resto della penisola balcanica), lo isolarono dal resto d’Europa cercando di spazzarne via lingua, religione e tradizioni, e imponendo quelle del sultano. Se la Bulgaria usa ancora il cirillico e mantiene le sue antiche tradizioni, questo si deve unicamente ai molti eroi nazionali e al fatto che gran parte del popolo bulgaro vivesse in villaggi sparsi nel territorio, cosa che evidentemente faceva sì che gli Ottomani non potessero arrivare ovunque.

Fu nel 1877 che la Russia, indignata dal comportamento dell’Impero Ottomano e impietosita dalle continue e inconcludenti ribellioni del popolo bulgaro, dichiarò guerra ai turchi, ottenendo la nascita del Principato di Bulgaria. Ma il regime comunista arrivò parecchio tempo dopo, prima nel 1933 col governo affidato a Georgi Dimitrov, dopo che la Russia aveva aiutato il Paese ad uscire anche dai casini coi nazisti, successivamente con lo stalinista Vălko Červenkov e infine con Todor Živkov.

3. La moneta bulgara si chiama lev e significa “leone”

Il lev è stato introdotto alla fine del 1800 dal ministro Dragan Cankov.

Attualmente un lev equivale a 0,51 euro, quindi per sapere quanti euro stai spendendo in Bulgaria basta dividere i lev per due. Facile facile!

4. In Bulgaria si usa annuire per dire di no, scuotere la testa per dire sì

Ebbene sì, in Bulgaria la famosa frase “se non me capiscono comunicherò a gesti” in questo caso purtroppo non funziona. I bulgari annuiscono per dire no e girano la capoccia per dire sì.

Però tranquillo, io ho annuito sette milioni di volte in una sola giornata e nessuno m’ha messo le mani addosso. Manco quando stavo ordinando al ristorante e a quanto pare continuavo a dire di no alla cameriera.

5. La religione più praticata in Bulgaria è il cristianesimo ortodosso, seguita dall’Islam, dal cristianesimo cattolico e dall’ebraismo

La convivenza di queste religioni, che non è sempre stata pacifica, salta all’occhio visitando soprattutto il centro di Sofia, nei dintorni della fermata Serdika: nel raggio di un chilometro sorgono la moschea Banya Bashi, la sinagoga di Sofia, la Chiesa di Santa Domenica e la concattedrale di San Giuseppe.

Sofia moschea Banya Bashi
La moschea Banya Bashi

Un soldato russo descrisse Sofia come una “selva di minareti” a causa delle moltissime moschee sorte durante l’epoca ottomana, ma furono poche quelle che sopravvissero alle guerre o che non furono trasformate in chiese ortodosse. Attualmente, la moschea di Banya Bashi è l’unica rimasta aperta per praticare il culto mussulmano a Sofia.

6. La statua di Sofia è (forse) frutto di un errore

La bellissima statua di donna che si può ammirare all’incrocio tra bulevard Knyaginya e bulevard Todor Alexandrov (sempre fermata Serdika) è stata costruita nel 2001 da Georgi Chapkanov per sostituire la statua di Stalin posta nello stesso punto.

Sofia statua di Sofia

Pare che l’idea fosse rappresentare Santa Sofia, ma ho sentito dire che si tratta di un epic fail. La città infatti non prende il nome dalla santa, ma lo deve alla parola greca “sapienza”. Inoltre la donna ha forme piuttosto audaci per essere quelle di una santa, e tiene in mano un gufo e una corona d’alloro, due simboli pagani che secondo alcuni non vanno molto d’accordo col significato che si voleva dare alla statua.

C’è da dire però che secondo la mia guida questa statua è un’allegoria, quindi probabilmente tutto ciò è voluto. La donna potrebbe non essere Santa Sofia ma avere le forme di una bella donna per rappresentare la bellezza della città, e la corona d’alloro potrebbe simboleggiare la vittoria contro la malasorte (il gufo) o qualcosa del genere.

Comunque se qualcuno vuole spiegarmela, io son qui!

7. A Sofia c’è una piazza dedicata a Giuseppe Garibaldi

Sì, proprio il nostro Giuseppe Garibaldi. La piazza si chiama plostad Garibaldi e c’è anche una statua a lui dedicata.

Il motivo? Garibaldi espresse rispetto ed ammirazione per le ribellioni dei bulgari all’Impero Ottomano, inoltre pare che nella spedizione dei Mille ci fossero alcuni garibaldini bulgari.

8. La Bulgaria è uno dei Paesi europei più poveri

Pensavo che la Romania avesse stipendi ridicoli quando mi è stato detto che gli stipendi rumeni medi sono di circa 200 euro, ma lo stipendio medio di un lavoratore bulgaro è di circa 180 euro.

Visitare Sofia

Visitare Sofia: qualche informazione pratica

Documenti: i cittadini italiani possono entrare in Bulgaria col passaporto o con la carta d’identità valida per l’espatrio. La Bulgaria però non fa parte dell’area Schengen, e questo in pratica vuol dire che i documenti saranno controllati come se andassi fuori dall’Europa. Non serve nessun tipo di visto.

Costi di un pasto: il prezzo medio si aggira intorno all’equivalente di 15/20 euro per due persone, ma ovviamente dipende da quanto magni. Da provare: il sirene, il tipico formaggio bulgaro che è facile trovare come ripieno di una piccola ciabatta di pane, è buonissimo.

Lingua: la lingua è il bulgaro, e l’alfabeto usato è il cirillico che è quello che si usa anche in Russia. Qualcosina è scritta anche in caratteri latini, ma molte cose sono solo in cirillico come i nomi dei cibi di alcuni negozi. Noi ce la siamo cavata, ma magari puoi scaricarti l’alfabeto cirillico e provare ad imparare qualche lettera. Ti assicuro che non è per niente intuitivo.

Soldi: come già detto sopra, in Bulgaria non si usa l’euro ma il lev, che nel momento in cui scrivo equivale a 0.51 euro. Il modo più facile per ottenerlo è affidarsi agli uffici di cambio, e il più conveniente che ho trovato io si trova nell’aeroporto di Sofia, nella zona arrivi del Terminal 2 (che dovrebbe essere quello dei voli internazionali), uscendo te lo trovi sulla sinistra. E’ minuscolo, e il cambio che abbiamo trovato lì era 1 euro = 1,860 lev.

Mezzi di trasporto: Sofia ha due linee di metropolitana comodissime, ed una parte dal Terminal 2 dell’aeroporto. Il biglietto si può acquistare presso un distributore automatico situato prima dei tornelli e costa 1,60 lev (circa 0,80 euro). Anche la rete di tram è molto valida, pare sia una delle più estese del mondo.

Taxi: sono piuttosto economici, la tariffa è di 1,30 lev al chilometro (0,66 euro) o 1,60 lev di notte, ed è esposta sul retro delle auto. Fai attenzione perché girano anche tassisti illegali che chiedono di più. Noi abbiamo preso il taxi di notte, dal centro all’aeroporto, e abbiamo pagato 15 lev (circa 7,5 euro).

Mancia: i commercianti, i baristi e i ristoratori si aspettano una piccola mancia, in genere del 10%. A noi non è mai stata chiesta, ma quando abbiamo comprato del cibo ad un baracchino di street food il tizio si è tenuto più soldi del dovuto.

Sicurezza: non abbiamo avuto problemi di nessun tipo a Sofia, ma personalmente sconsiglierei una visita ad una donna sola perché noi, pur muovendoci in pieno centro, il sabato sera non ci siamo sentiti molto a nostro agio a girare per le strade. C’è poca gente e c’è poca illuminazione, almeno finché non si arriva a Vitosha bulevard che è la strada dello shopping e dei locali. Inoltre il Paese ha un serio problema di randagismo dei cani, che si possono vedere un po’ ovunque (anche se io ne ho visti di più in Romania). Non sono molesti, ma fai attenzione.

Guide turistiche cartacee: non ci sono molte guide turistiche italiane dedicate a Sofia, se non sbaglio ce n’è solo una sulla Bulgaria della Lonely Planet. Ti consiglio, perciò, di comprare la validissima guida scritta da una travel blogger che si chiama Simonetta Di Zanutto. E’ una guida tascabile ma davvero dettagliata, in particolare riguardo la storia della città e tutte le informazioni che ti possono servire. Ci sono anche una mappa delle linee della metropolitana e un piccolo frasario. Ti lascio il link al suo post dove sono elencate le opzioni per l’acquisto, io l’ho presa su Amazon 🙂

Ultima cosa: i turisti a Sofia non sono moltissimi, e i bulgari non sono molto abituati ad avere a che fare con loro. Abbiamo anche trovato un ristorante che pareva non amare gli stranieri. Non impressionarti, perciò, se li troverai un po’ freddi nei modi.

 

E’ tutto! Prossimamente pubblicherò un secondo post in cui racconterò le nostre 24 ore trascorse a Sofia: ci inserirò altre informazioni utili e le altre foto scattate in giro per questa particolarissima capitale europea. Nel frattempo ti invito a raccontarmi, nei commenti, se ci sei stato e che impressione ti ha fatto! Vale la pena di andarci secondo te?