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6 motivi per i quali NON seguo un blog

In questo post voglio parlarti dei 6 motivi per i quali smetto di seguire un blog, o non inizio proprio a leggerlo.

Chiaramente è un mio punto di vista da lettrice e non da wannabe guru del blogging, e puoi essere d’accordo o meno. Vediamo se si riesce a creare uno scambio di idee su quelle cose che generalmente allontanano un lettore ogni essere umano da un blog.

1. Pubblicità everywhere

Molti bloggers lavorano col proprio blog o sognano di farlo, e il primo modo per ottenere i big money è il banner pubblicitario. Ci sta, fa parte del gioco, non ho niente da dire. Il problema è quando ‘sta pubblicità è OVUNQUE e invade il post che sto leggendo. Video pubblicitari e non che partono da soli – e se ho le cuffiette nelle orecchie le parolacce si sprecano – banner lampeggianti che spezzano il post o ti rincretiniscono con l’effetto strobo, finestrelle pop-up che spuntano a cazzo al centro della pagina.

Mi è capitato, più di un paio di volte, di leggere dei blog utilizzando lo smartphone e la pubblicità era talmente tanta che sullo schermo a stento riuscivo a vedere due righe del post. Come fai a non perdere la pazienza così?

Porteranno soldi sicuramente, ma credo ci sia un limite. Sono tutte cose che interrompono la lettura e mi fanno girare i maroni alla velocità della luce.

2. Titolo interessante, contenuto deprimente

Se tu mi prometti di insegnarmi a diventare un influencer coi controcazzi in cinque step, io penso di aver trovato l’articolo che mi cambierà la vita e mi aspetto di capire, almeno capire, come diventare un influencer coi controcazzi leggendo un solo post, cioè il tuo. Non puoi parlare di fuffa per tutto il post e schiaffarmi, alla fine, il link del tuo libro/video/corso/altro articolo per imparare a diventare un influencer, perché mi stai prendendo per il culo. Non solo ho perso tempo, perché non ho capito una mazza leggendo il tuo articolo, ma io ti ho portato una visita e tu non mi hai insegnato niente. Pensi davvero che tornerò a leggerti?

3. Licenza di uccidere commentare

Apri la finestrella a parte, registrati al sito, conferma via mail, dimostra di non essere un robot, loggati col social network, fai una giravolta, falla un’altra volta. Ora che finisco di fare tutte ‘ste procedure mi sono già scordata cosa dovevo dirti e lascio perdere.

Il commento deve essere facile da lasciare, se devo metterci un quarto d’ora non lo lascio proprio e se non posso commentare mi passa la voglia di leggere. Nome e commento, o un login semplice semplice che va fatto una volta e va bene dappertutto, tipo Disqus, così ci si para le chiappe nel caso in cui ci sia bisogno di bloccare spammers and friends.

4. Io so’ io, e voi non siete un cazzo

Se mi leggi da tanto sai già che io schifo tantissimo quelli che se la tirano, specialmente se c’hanno pure diecimila followers finti (trololol) e vengono a dirti come si fa a fare il blogger.

Un bravo blogger è tutto tranne uno che se la tira, a mio modesto parere. Uno che gira il mondo o conosce bene l’argomento di cui parla, è bravo a raccontare e a raccontarsi, a fare foto, ad insegnarti cose che non sapevi, che ti ringrazia se gli dici che è bravo e ti dà un consiglio se glielo chiedi per favore.

Se ti chiedo una cosa, rispondimi. Non ti cascano le dita se rispondi a qualcosa che non sia un complimento.

E poi ci stanno quelli che pretendono, quelli che vengono a dirti che un commento bisogna lasciarlo se loro lo lasciano da te. Ehi, sai una cosa? Ci siamo dimenticati un pezzo. Un blog dovrebbe ricevere commenti e visite se piace a qualcuno, non se fa favori a destra e a manca. Io dovrei leggerti se quello che scrivi mi interessa, non se tu mi fai il favore di leggere il mio blog e dici che un post è fantastico anche se pensi che sia una cagata. Pensi di supportarmi così?

Anche io lascio più volentieri commenti a chi passa da me, se lo negassi sarei un’ipocrita, ma lascio comunque commenti a persone che rispetto e che mi piace leggere, che mi piace veder crescere. Se uno mi sta sulle palle, se non mi piace come scrive, fidati che un mio commento wow questo post è fantaaaastico! non lo avrà mai.

E, tornando al discorso di prima, pretendere che io passi da te è come dire che tu mi fai il favore di leggermi pure se non mi apprezzi, e che è un’enorme fatica che va ricambiata. Non è gratificante. Per niente. E sai che ti dico? Per me puoi pure rimanere nel tuo brodo, perché preferisco avere 5 commenti sinceri piuttosto che 15 falsi e forzati.

5. Livello di grafica: 8 diottrie in meno

Puoi essere il blogger più bravo dell’universo e scrivere le cose più fighe del mondo, ma se me le scrivi col blu elettrico su sfondo rosso o verde evidenziatore a me sanguinano gli occhi, capisci?

Se ti piacciono i colori, dai retta a zia Anna: fai un bel logo colorato e poi prendi un bel tema neutro, tipo bianco o comunque chiaro, colora i titoli dei post e i dettagli, poco per volta, infine guarda l’anteprima e vedi: qual è il risultato che ti piace? Quali colori ti permettono di leggere il post senza che l’occhio cada da qualche altra parte? Ma soprattutto: riesci a leggere il post senza chiamare l’oculista?

6. No pics, no party

Certe volte vorrei farmi l’applauso da sola per i titoli che scelgo.

Comunque.

Le pics, ovvero le immagini, spezzano il post e lo rendono più gradevole e leggero alla vista. I blog senza immagini non mi dicono niente, perché tutto sembra un mappazzone difficile da mandar giù, specialmente se i post sono lunghi e senza spazi tra i paragrafi.

Ne basta anche una sola, carina e non sparaflashosa. Sai com’è, di diottrie ne ho già perse diverse per cavoli miei, non voglio arrivare al cane guida.

 

Ora tocca a te, fammi sapere se sei d’accordo o no e se ci sono altre cose che non ami trovare nei blog che inizi a leggere!

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