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Riassunto del 2013 e i miei buoni propositi

Chiacchiere

lafolle 4 Gennaio 2014 0

Riassumiamo le puntate precedenti, ovvero: parliamo di quello che ho combinato nel 2013!

In generale il 2013 è stato un bell’anno. Capodanno è andato bene, è stata una serata piuttosto tranquilla tra amici. Almeno non mi son vista mia madre concludere con un fantastico mortacci tua, vedi se non te ne vai prima di subito, duemilaetredici di mmmeeeerda!”, per poi mettere il cappellino a cono in testa e partire a fare il trenino. Pepeeeepepepepe. Perché a lei l’anno appena finito sta sempre sui maroni. Sempre.

Ora che ci penso sì, il 2013 per me è stato un anno davvero bello e pieno di soddisfazioni.

Prima di tutto non ho sfanculato nessuno. Vabbè, quasi nessuno. Ok. Diciamo nessuno di rilevante, suvvia.

Ho anche viaggiato di più. Quattro viaggi in un anno. Mai successo. Quindi viaggerò di meno nel 2014, per compensare.

Il lavoro è stato quello che m’ha dato più soddisfazioni in assoluto. Ho iniziato l’anno lavorando in un posto fighissimo, perché prima lavoravo in un altro posto che non mi era proprio simpatico. Lì ho conosciuto un paio di nuovi colleghi con cui ho fatto subito comunella, cosa che a me non succede mai perché di solito odio tutti.

A febbraio ho ricevuto la splendida notizia: non potevamo rimanere a lavorare lì. Ci è stata data l’opportunità di chiedere il trasferimento in un altro posto, oppure di partecipare ad un corso per prendere una specializzazione in più. Lì è stato il panico totale. Io e gli altri passavamo i turni ripetendo a nastro tu che dici, faccio il corso? Sì, ma quanto dura? E se non lo passo? E te che fai? E se mi mandano in un altro posto ancora? E se chiedo il trasferimento? E dove cacchio lo chiedo il trasferimento? E me lo daranno? E se non faccio niente e rischio di tornare dove lavoravo prima? Un mese così.

Alla fine ho chiesto il trasferimento in un posto dove non ero mai stata, ma che probabilmente mi avrebbe accettato e non era troppo lontano da casa; nel frattempo mi avevano chiesto di rimanere altri sei mesi lì, nel posto fighissimo, e io felice come ‘na Pasqua perché pensavo che forse sarei rimasta lì, insieme agli altri.

Un pomeriggio del mese dopo, invece, mi hanno chiamata per comunicarmi che il giorno dopo – ripeto, il giorno dopo, e io avrei lavorato la notte – mi sarei dovuta presentare nel terzo posto. Ero stata trasferita lì. E giù pianti, pure davanti ai colleghi, pure durante il turno di notte. Proprio non riuscivo a capacitarmi della cosa.

Due giorni dopo – perché ho fatto notare che alle sette di mattina non potevo essere in due posti contemporaneamente, specialmente dopo il turno di notte – ero nel terzo posto dove lavoro ora. Un posto che è grande un quinto del posto fighissimo e di figo ha davvero poco. E ancora giù pianti perché così, a strappo, dalle stelle alle stalle, proprio non me l’aspettavo.

Col tempo ho capito che ci avevo solo guadagnato, e ora sto bene. Ho fatto amicizia con tante persone anche qui, non faccio orari assurdi, non sono stressata (nel posto fighissimo me la cavavo bene, ma ero un fascio di nervi), non rischio più di tornare nel primo posto dove lavoravo, perché qui sono definitiva, e il mio capo non perde occasione per dirmi che se non ci fossi io il lavoro sarebbe un macello, cosa che fa sempre bene all’autostima.

Ad agosto sono andata a prendere le mie cose nel primo posto odioso, e quando me ne sono andata ho pianto un’altra volta, perché finalmente mi toglievo da quel postaccio maledetto e non mi sembrava vero. Insomma, ho pianto un sacco quest’anno.

Nel 2013 il blog è cresciuto, e ho partecipato al primo blogpanettone.

Ora i miei dieci propositi per il 2014:

  • andare in Finlandia a giugno, che te lo dico a fa’
  • continuare a scrivere questo blog
  • non compiere 27 anni. Diciamo che posso saltare luglio e far finta di essere ancora un’allegra ventiseienne. Sono troppi, cazzo
  • continuare a studiare il finlandese
  • non mollare la dieta, ché ce la posso fa’
  • fare il secondo tatuaggio
  • convincere definitivamente mio suocero che sono sana di mente, anche se capisco i suoi dubbi
  • provare almeno una delle ricette di Mareva e di Anna Luisa e Fabio
  • passare Capodanno 2014 da qualche parte. Magari torno in Toscana, o magari me ne vado al caldo
  • imparare a guidare seriamente: perché ho la patente, ho la mia macchina, ma non guido. Sì, sono idiota

E speriamo che me la cavo.

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