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Dove mangiare la carbonara a Roma: L’Oste della Bon’Ora

Italia / Lazio

lafolle 4 Settembre 2017 0

Di recente sono stata invitata a provare un’osteria dei Castelli Romani ospitata da Eataly, a Ostiense, e ci ho mangiato talmente bene che ho pensato di suggerirtela per provare la carbonara a Roma.

Perché all’Eataly ospitano periodicamente gli chef di un sacco di ristoranti, romani e non. Tu lo sapevi? Ecco, io no.

Sì, ho detto osteria, quelle con l’oste che, mentre ti versa il vino, viene a farsi due chiacchiere con te come se ti conoscesse da una vita. Quelle in cui ti siedi, mangi piatti tradizionali romani, te fai ‘na bevuta di vino locale e stai ‘na favola. Con un’unica differenza: l’Oste della Bon’Ora è più di un’osteria. E’ quel giusto mix tra passato e futuro, tra osteria e cucina gourmet, tra storia e arte.

Ne hanno parlato il Gambero Rosso, la Guida Michelin, le guide dello Slow Food italiano.

Ora, invece, ti racconto la mia esperienza.

Carbonara a Roma: l’Oste della Bon’ora

Devi sapere che la pasta alla carbonara è, a mio parere, il piatto che secondo me rappresenta di più Roma. Quella che consiglio di provare a chiunque voglia visitare la mia città. Quella che, in un buon ristorante romano, deve essere perfetta. Non deve esserci la pancetta, non deve esserci la panna, non deve esserci ASSOLUTAMENTE il parmigiano al posto del pecorino. Deve essere cremosa al punto giusto, possibilmente cotta al dente, e deve essere abbastanza, ché se mi dai due spaghetti in croce ti rispondo come Checco Zalone: sì è pronta, la puoi scolare.

→Leggi anche: tutti i piatti della cucina tipica romana


Se mi sbagli la pasta alla carbonara, hai toppato. A tal proposito forse ricorderai quando, mesi fa, sono stata invitata a provare un altro ristorante tradizionale per parlarne qui sul blog, e mi sbagliarono il test carbonara alla grande. La pasta era sciapa, è c’era la pancetta. Ed era salata, la pancetta. Molto salata. Troppo salata.

Dove mangiare la carbonara a Roma - Cameron di Modern Family che scuote la testa

A Roma, la carbonara è sacra: ogni romano sa come deve essere fatto questo piatto, e non posso di certo consigliarti un ristorante tradizionale che non sa la fare.

Tutto questo per dire che Massimo, l’oste di L’Oste della Bon’Ora, mi ha davvero stupito.

Ad accogliermi ho trovato un vero e proprio personaggio: Massimo era in camicia e bermuda, barbetta, faccia simpatica di uno che attacca bottone pure coi muri. Il prototipo dell’oste moderno, insomma. Seduto al bancone della cucina e armato di megafono, invitava chiunque capitasse a tiro a provare la sua pasta alla amatriciana, o la pasta alla carbonara, o la porchetta dei Castelli Romani (minchia che fame!), in un romanesco così coatto che io in confronto sembro cresciuta a Oxford.

Appena mi sono seduta al tavolo, lui mi ha raggiunta e mi ha raccontato la storia della sua famiglia.

L’Oste della Bon’Ora è un’osteria a gestione familiare: ci lavorano l’oste Massimo, la moglie e chef Maria Luisa, e i due figli.

Carbonara a Roma. L'Oste della Bon'ora, menù con foto della famiglia al completo
Porchetta per antipasto e la famiglia al completo!

La cucina di Maria Luisa arriva dritta dritta dal quartiere Monti (centro di Roma) e dalle ricette della nonna, e alcune sono state rielaborate in chiave moderna per piacere pure a chi cerca sapori nuovi.

Nel menù ho trovato sia piatti della tradizione romana (cacio e pepe, amatriciana, la carbonara appunto), piatti tradizionali rivisitati (tipo un piatto che si chiama “che fico il fegatello”), e piatti che per me sono avanguardia pura: tonnarelli con pomodoro, basilico, pecorino e melanzane sabbiate alla menta. Ci sono opzioni vegane, vegetariane e per celiaci, e qua e là si nota il simbolino dei presidi slow food, indicante piatti preparati con ingredienti dei piccoli produttori locali.

Insomma, dopo tutte ‘ste spiegazioni era ora di mettere sotto i denti qualcosa, così Massimo si è alzato ed è partita la seguente conversazione:

Massimo:Allora principe’, che te faccio assaggia’ oggi?

Anna:Senti Massimo, io te confesso che c’ho un problema.

Massimo:Eh.

Anna:Io non ho ancora trovato un ristorante a Roma che me fa una pasta alla carbonara fatta bene.

Massimo, sgranando gli occhi come se gli avessi detto che ho un piede nella fossa:Principe’ non te preoccupa’, mo te ‘o risolvo io er problema!

Ed è arrivata quest’opera d’arte. Perché questa pasta alla carbonara è un’opera d’arte, non posso considerarla diversamente.

Pasta alla carbonara dell'Oste della Bon'Ora, Roma

Il cremoso c’era, il guanciale c’era, il pepe c’era, il pecorino c’era. Quella che mi ha sorpreso di più però è stata la pasta: il menù diceva che tutti i primi sono fatti con pasta fresca “Michelis”, che è un piccolo laboratorio di pasta fresca artigianale.

Ora, io di pasta capisco più o meno quanto capisco di fisica quantistica, ma la differenza di sapore e consistenza l’ho sentita, eccome se l’ho sentita. Mi viene il dubbio di non aver mai assaggiato una pasta alla carbonara fatta con pasta fresca, a questo punto. Cosa mi sono persa per trent’anni…

Finita la pasta, m’è partito il dito su questa voce del menù che diceva “crema Maria Luisa con millefoglie sbriciolato“. E’ un dolce, ovviamente, perché sono poco golosa, io.

Ecco la seconda opera d’arte: un millefoglie affogato in una crema deliziosa creata da Maria Luisa. Giusto perché volevo qualcosa di piccolo.

Crema Maria Luisa con millefoglie sbriciolato. Dessert de l'Oste della Bon'Ora, Roma

Sono uscita da Eataly che ero di nuovo una persona felice. E sazia, soprattutto. La prossima volta mi porto via pure un camion di pasta Michelis, sia mai che viene così buona pure a me.

Dove si trova l’Oste della Bon’ora

L’osteria si trova a Grottaferrata (RM), in zona Castelli Romani. L’indirizzo è Viale Vittorio Veneto 133, telefono 06.9413778 oppure 339.2325158.

Sul sito ufficiale www.lostedellabonora.com/ puoi dare un’occhiata al menù nel dettaglio, vedere le foto del ristorante e prenotare un tavolo. Li trovi anche su Facebook e Instagram.

Questo post è frutto di una collaborazione con la Foodda Communication e riporta il mio sincero parere su ciò che ho assaggiato e sull’esperienza che ho vissuto. 

Bene, è tutto! Ora aspetto i tuoi commenti: sei mai stato da Massimo? E sei mai stato in una vera osteria romana? Cosa ti piacerebbe assaggiare? 

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