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Il mio bagaglio per… Varsavia!

Finalmente rispondo alla carinissima iniziativa della mia orsacchiotta preferita, Daniela di L’Orsa nel Carro: #IlMioBagaglioPer.

In questo post ti parlerò – e ti mostrerò – gli impicci che porterò con me nel prossimo viaggio e gli indumenti che penso di utilizzare per affrontare il freddo: Capodanno a Varsavia!

Durata del viaggio: tre giorni a puzza. Arriveremo a Varsavia nel tardo pomeriggio del 30 dicembre e ripartiremo all’ora di pranzo del 2 gennaio. Tecnicamente quattro giorni, ma alla fine sono poco più di due.

Programmi: nessuno in particolare. Per Capodanno l’intenzione è cenare in un posto che somiglia più ad un pub che ad un ristorante, e poi vedere com’è la situation fuori. Morire congelati o no, questo è il problema.

Per il 31 e il 1 io avrei preparato un itinerario per vedere il grosso della città. Dico avrei perché non ho mai preparato un programma così dettagliato per un viaggio, ma prenotarne uno tre mesi prima ha prodotto questo strano fenomeno.

Se ti fa piacere, e soprattutto se l’itinerario funziona, lo riporterò in un post dedicato al mio ritorno. Anzi, se ti va, lasciami un commento con le cose che vorresti sapere su Varsavia, così le riunisco tutte in un post informativo!

Sì, ma… il bagaglio per Varsavia?

Tieni presente che andremo con Wizz Air, una low cost dell’Est Europa nota soprattutto per le ridicole dimensioni del bagaglio a mano che permette di portare gratis.

Per farti un paragone, Easyjet permette di portare gratis un bagaglio a mano di dimensioni 56 x 45 x 25 cm, come gran parte delle compagnie aeree. Wizz Air permette queste dimensioni solo per il bagaglio a mano a pagamento, il cosiddetto bagaglio a mano grande. Quello piccolo, cioè quello che ti concedono a gratis, deve misurare 42 x 32 x 25 cm. In pratica puoi infilarci il telefono, due stuzzicadenti solo se messi in verticale e un rotolo di carta igienica, ma solo se è piccolo.

Ricordo quella volta che andai a Bucarest con la Wizz Air, per soli due giorni. Mi resi conto troppo tardi che le dimensioni del bagaglio a mano erano troppo piccole. Partii indossando due maglioni e due jeans, uno sull’altro, più giacca, sciarpa, scarponi…

Questo per dire che viaggerò col mio amato microzainetto, che farà pure da borsa durante il viaggio, e un bagaglio da stiva in cui infilerò il mondo.

Ciancio alle bande, in questa foto vedi – più o meno – quello che porterò con me a Varsavia. Per ovvie ragioni non ci ho messo tutti i maglioni e i pantaloni, mutande, assorbenti e quant’altro. Manteniamola ‘na dignità, su.

Bagaglio per Varsavia

Quindi, abbiamo:

  • guida di Varsavia: questa è Touring Editore e costa 9,90 euro. E’ piccola ma molto pratica, analizza la città zona per zona e mi è piaciuta davvero tanto.
  • guida homemade, quella rossa a fiori. Ci ho scritto tutti i dettagli del viaggio, gli itinerari, le cose da ricordare e le informazioni che ho trovato su Internet.
  • due asciugamani compressi. Qui ne vedi uno, quello a cuoricino di Tiger. Più che come asciugamani, la mia intenzione è quella di utilizzarli, ovviamente distesi e asciutti, sopra ai cuscini del letto. Vedremo.
  • un paio di jeans, due maglioni di cui uno più carino per Capodanno, un pile rosah preso da Decathlon a meno di 4 euro. Con un altro cambio ci parto. Idem per Massimo, tranne per il pile rosah.
  • caricabatterie portatile. Il mio è rosa ed è un regalo di Massimo, utilissimo sia per lo smartphone che per la fotocamera. Perché se mi muore uno dei due mentre sono in giro impreco in cirillico. Pararsi le chiappe is the way.
  • beauty case. Non ti mostro tutto quello che ci metto dentro, ovviamente, anche perché andrà in stiva. A grandi linee: bagnoschiuma e shampoo in formato da viaggio con tappo a vite, perché ho il terrore dei tappi che si aprono nelle valigie; due rossetti, uno nude e una tinta labbra rosso scuro per Capodanno, di quelle che tengono pure la lasagna di nonna; l’eyeliner, ché senza praticamente non ho gli occhi; mascara da viaggio; spazzola; il correttore che farà finta di essere un fondotinta; cipria da viaggio; phon (quello a forma di fenicottero rosah); il deodorante; campioncini, la salvezza di ogni viaggiatrice.
  • salviette struccanti. In viaggio me le porto sempre e la sfida è sempre la stessa: trovare salviette che strucchino decentemente senza scartavetrarmi la faccia. Queste di Wycon le sto già utilizzando e sembrano buone, sono abbastanza imbevute e non costano tanto.
  • guanti coi diti touch. Nel senso che puoi usare lo smartphone senza levarli.
  • Instax Mini 90. Non l’ho ancora mai portata in viaggio con me per paura di rovinarla, ma a questo punto mi chiedo: che cacchio l’ho comprata a fa’? Stavolta viene con me.
  • intimo termico. Quello nero in foto, ancora confezionato, è per Massimo. Ho preso sia pantaloni che magliette, tutto da Decathlon. Le temperature fortunatamente non sembra saranno così basse, in questi giorni oscillano tra -2°C e 6°C, quindi spero basti questo. Il problema sarà l’umidità dell’aria, che in questi giorni a Varsavia è sempre piuttosto alta e fa sentire di più il freddo. Pure il vento non scherza.
  • combo di scaldacollo, sciarpa e cappello.
  • scarpe impermeabili, con pelliccetta sulla caviglia e suola snow contact, prese a 29,99 euro da Decathlon. La marca è Quechua. In realtà ho degli stivali abbastanza caldi, ma ricordo scivolate da record a Praga con gli anfibi sui marciapiedi ghiacciati, anche se in giro c’era poca neve. Pararsi le chiappe is the way parte 2.
  • zainetto, quello nero, mio fedele compagno di avventure. Comodo per avere le mani libere, piccolo e soprattutto impermeabile.

 

Credo sia tutto. Ne approfitto per dirti che ti racconterò il viaggio sui social networks utilizzando l’hashtag #profumodivarsavia. Aspettati un diario di viaggio al mio ritorno 🙂

Ti ricordo che mancano 4 giorni al termine del contest fotografico per bloggers! Per partecipare clicca qui! #ammazzacheansia

Buon anno! ♥