Nuovo Mese in 8 Punti! In questa fantastica puntata abbiamo: una figura tremenda con una donna incinta, un documentario da vedere, più serie tv di quanto mi aspettassi e un negozio di shopping online moooolto interessante. Andiamo?

Le canzoni più ascoltate del mese

L’unica aggiunta è stata Dig Down, il nuovo singolo di… *suspence*… macché suspence, sono sempre loro: i Muse.

Perché loro sono subdoli. Sparano una canzone che all’inizio mi fa cagare, e due giorni dopo sono lì che la cerco perché non fa che ronzarmi in testa il ritornello. Io boh, non so che dirti.

Serie tv e film del mese

Mettiti seduto: di film non ne ho visto manco uno, ma sulle serie tv c’ho un bel po’ da dire ‘sto mese.

Ho finito di vedere Tredici, o 13 reason why. Se ricordi nel riassunto di maggio avevo detto che mi mancavano le ultime due puntate. L’ultimo dei motivi di Hannah è decisamente il peggiore e non me lo aspettavo proprio, pensavo che avrei trovato qualcosa relativamente ai suoi genitori. Posso dire che comunque questa stagione non conclude una mazza? Lo so che ne faranno una seconda, ma almeno fammi capire se tutti gli “amici” di Hannah hanno detto la verità!

Una nuova serie che ho visto è stata Girlboss, sempre su Netflix. Parla di Sophia, una stronzetta 23enne che non riesce a tenersi un lavoro manco per sbaglio e decide di aprire un negozio di abiti vintage su Ebay. Ovviamente il negozio ha successo. E’ tratto da un libro.

C’è una sola stagione e gli episodi sono piuttosto veloci, infatti l’ho già finito. In alcuni momenti fa fare una risata, però ci sono delle cose che non mi sono piaciute: gli eventi che accadono nell’intera stagione potevano essere raccontati in due o tre episodi, perché non succede mai niente di imprevedibile e il tutto si affronta in modo molto superficiale; tra un episodio e l’altro passano periodi di tempo anche importanti, tipo un anno, solo che è tutto perfettamente uguale a prima, tranne il sito che cresce non si sa bene come e perché; infine non vengono mostrati vestiti vintage, mercatini o outfit interessanti, tranne un paio di eccezioni trascurabili. MAH.

Immagine presa da Tumblr

 

Rimanendo in tema moda, ho visto anche il documentario The True Cost. Parla del disastro che stanno portando le aziende di fast fashion (H&M, Zara, Forever21…) in Paesi come l’India, il Bangladesh e la Cambogia. Sfruttamento, morte, inquinamento ambientale, malattie, rivolte di operai soppresse con le armi. Tutto per una maglietta a 3 euro, che è meno di quello che questi lavoratori prendono in un giorno di lavoro. Per non parlare della manipolazione della pianta del cotone. Sì, hanno fatto pure questo.

Ti invito a guardarlo, anche solo per essere consapevole di quello che stai comprando. Lo trovi su Netflix, su Amazon oppure sul sito www.truecostmovie.com. Fammi sapere.

Sto continuando a vedere Orange is the new black, e con Massimo ho preso l’abitudine di guardare Modern Family a cena: se non hai mai visto quest’ultimo FALLO, è geniale.

Libri del mese

Dopo tutte queste serie tv vuoi pure un libro mo?!

Viaggio del mese

Non è stato ancora un vero e proprio viaggio, ma il bunker di Villa Ada è stato molto interessante da visitare.

La preparazione del viaggio in Giappone invece ha subito una battuta d’arresto micidiale. Sai già come sta messo il Qatar, vero? Bene. Ricordi tutta la storiella che ti ho raccontato sui motivi per cui ho fatto un’assicurazione contro l’annullamento? Sappi che c’è stata una spiacevole scoperta in quell’ambito, ma te ne parlerò nel dettaglio quando scriverò il terzo Missione Giappone.

Figura di cacca del mese

In quest’ultimo periodo stavo lievitando in maniera preoccupante, così ho preso appuntamento dalla mia nutrizionista di fiducia per iniziare una dieta seria. Lei mi aveva seguita già due volte in passato, a distanza di anni, e l’ultima volta che l’avevo vista risaliva a circa tre anni fa.

Lo studio, purtroppo per me, si trova in un altra zona rispetto a dove andavo prima, e mi ci è voluto un po’ per trovarlo, così quando sono arrivata là ero già piuttosto provata dal caldo e dall’imbarazzo per essere arrivata una decina di minuti in ritardo.

Saluto la segretaria, entro nello studio della dottoressa che è seduta alla scrivania e parliamo. Lei non è una che dà molta confidenza, quindi le chiedo come va e basta, non parliamo di cose personali. Si alza, mi pesa e fa quello che deve fare, tutto regolare. Quando mi rivesto e mi rimetto di fronte a lei noto – dopo mezz’ora che sto lì – un certo rigonfiamento all’altezza della sua pancia, ma si vede poco e lo dimentico appena cominciamo a discutere della dieta.

Finito il tutto ci alziamo, lei mi accompagna alla porta, io le chiedo se e quando andrà in ferie e lei:

Dottoressa: “Sì, chiudiamo ad agosto e poi a settembre mi sostituirà la collega X perché io sgancio, eh eh.

Io la guardo, sono ancora distratta dalla dieta, lei è di spalle ed è secca come un chiodo, e non capisco cosa vuole dire.

Io: “Come? In che senso sgancia? 

Si gira e mi fissa perplessa. E’ chiaramente, decisamente, palesemente incinta di sette mesi.

Riassunto del mese

Un bel giorno sono venuta a sapere che gli HIM hanno in programma un concerto a Milano, e mi sono messa a googlare questo fantomatico tour. La conseguenza è stata più o meno questa:

In caso tu non lo sappia: ascolto gli HIM da quando ero adolescente, conosco a memoria quasi tutte le loro canzoni e hanno fatto parte di un periodo importante della mia vita.

Ebbene, gli HIM stanno chiudendo baracca dopo ventisei anni di onorato servizio alle mie orecchie. Questo del 2017 è l’ultimo tour che faranno e poi si scioglieranno. E questo è uno shock dal quale non mi riprenderò mai, mai più.

Nel giro di un quarto d’ora: ho scoperto che l’unica data italiana è il 7 dicembre all’Alcatraz di Milano; mi sono impanicata perché io in mezzo a tanta gente mi sento male; ho cercato altre date fattibili fallendo miseramente; ho tirato una decina di testate al muro; ho condiviso via sms lo shock con mio fratello, che è a Milano e ascolta gli HIM; ho letto il suo pazienza, tanto non li ascoltavo da un pezzo; ho tirato un’altra decina di testate al muro; ho chiuso gli occhi e cliccato su Acquista biglietto. Non so ancora come farò, ma il 7 dicembre sarò all’Alcatraz.

Sempre questo mese sono successe due cose belle relativamente al blog.

A luglio andrò a Firenze per una collaborazione: ne approfitterò per vedere meglio la città e per utilizzare un altro servizio che voglio provare da un sacco di tempo. Non ti dico quando, ma lo farò presto. Tieni d’occhio il mio Instagram Stories perché probabilmente farò qualche ripresa!

Seconda cosa: sono stata nominata unica amministratrice di un gruppo Facebook sulla Finlandia (che io sappia ce ne sono solo due) che si chiama Finlandia e lingua finlandese e che, pur essendo ancora piccolo, è abbastanza attivo. Se mi segui anche per questo motivo vieni a trovarci!

Scoperte web del mese

La mia personale crescita sull’argomento shopping sta andando avanti da qualche mese ormai. Ho iniziato quest’inverno durante il cambio stagione, rendendomi conto che la maggior parte dei miei vestiti si era rovinata e proveniva da H&M e affini. Ho deciso di riciclare tutto quello che potevo, buttare il resto e comprare solo vestiti che mi sarebbero durati nel tempo.

Coi mesi sono giunta alla conclusione che l’ideale è comprare vestiti di materiali naturali, made in Italy o comunque non provenienti dai Paesi in via di sviluppo, e piano piano sto arrivando al vintage e al second hand.

Su Depop per esempio volevo solo vendere la mia roba, e invece sto comprando un sacco. L’ultimo acquisto è stato un meraviglioso zainetto celeste, praticamente nuovo, che ho intenzione di portare in Giappone al posto del mio amato zainetto nero.

(A proposito, sappi che ho fatto grosse scoperte e sto preparando un post dedicato agli acquisti vintage per viaggiatori!)

La scoperta del mese invece è il Marketplace di Asos. E’ una sezione a parte di Asos dedicata alle boutique indipendenti, perlopiù inglesi, che vendono abiti nuovi, di seconda mano e vintage. L’unica cosa è che per queste cose ci vuole la carta di credito pronta all’uso, perché c’è quasi sempre un solo capo disponibile, e io invece ho l’abitudine di aspettare giorni o settimane per pensare se vale la pena di spendere quei soldi o no.

La prima volta infatti mi ero innamorata di un vestitino a fiori e l’ho inserito nella lista dei favoriti per pensarci un attimino. Il giorno dopo già non c’era più.

Commento del mese

Questo mese salto, ché ho già scritto troppo e purtroppo non ho nemmeno avuto tempo per sceglierne uno 🙁

 

E ora dimmi: come ti è andato giugno? Scoperte, canzoni, figuracce, shopping?