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Di Musement e di come saltare la fila ai Musei Vaticani

Quando Claudia mi ha proposto una collaborazione con Musement, il sito che vende biglietti per tour e musei sparsi in tutto il mondo, io mi sono fiondata sul sito e ho detto fermi tutti, io ai Musei Vaticani io non ce so’ mai stata e qua c’è il biglietto per saltare la fila. Perché chi diavolo ha voglia di stare in coda tre ore per vedere qualcosa? Io no. NEVER.

Oggi, in soldoni, ti spiego come si fa a non fare la fila ai Musei Vaticani. Pernacchie ai turisti indiani comprese.

 

Perché quando sono arrivata al museo e mi sono infilata nella fila dei fighi – quella delle prenotazioni saltafila, appunto – nella fila di quelli che si facevano a passo de lumaca tutte le mura del museo mica c’erano i turisti giappi.

I turisti giappi non erano in fila perché so’ furbi.

Stavano davanti a me, i turisti giappi, col biglietto saltafila pure loro. Perché sarà vero che continuano a fare le foto a tutti i sanpietrini che vedono (come del resto ho fatto io con tutti i torii che ho visto a Tokyo), ma ormai sono talmente esperti di robe turistiche che insieme ai kimono secondo me si tramandano pure i biglietti dei musei. Tieni bello de papà, questo te lo metti quando ti sposi e con questo sconto te ce compri il biglietto del Colosseo quando vai in viaggio di nozze.

Vabbe’, cavolate a parte, ormai avrai capito che io collaboro solo con chi mi fa provare il servizio turistico di cui dovrei parlare, visto che in qualche modo ci metto la faccia, quindi ho voluto provare il biglietto saltafila per i Musei Vaticani per vedere come funzionava Musement, e se andava tutto liscio.

Ai Musei Vaticani funziona così: ti piazzi nella fila giusta, arrivato all’entrata tutte le file si incontrano in un caos gigantesco (WTF), tu cerchi di entrare piazzando un piede in fronte all’americana che vuole passarti avanti, ti controllano col metal detector e se non ti arrestano arrivi alla biglietteria.

biglietti musei vaticani
L’entrata ai Musei Vaticani.

Lì mostri un documento e il biglietto che avrai stampato a casa con la cartuccia che ha finito il nero, e che quindi mostrerà una curiosa scala di grigi che Christian Grey levati proprio. Il bigliettaio farà finta di non ridere e ti darà il grazioso biglietto di entrata dei Musei Vaticani, da obliterare una volta arrivato ai tornelli.

Ora, prima di entrare dovresti pure trovare una qualche indicazione per gli armadietti in cui lasciare zaini e borse voluminose. Io l’ho cercata ma l’ho trovata solo all’uscita. Facciamo finta che c’è e che sono io rimbambita, ok?

biglietti musei vaticani
No, questa è l’uscita. Il caos sta all’entrata.

E cosa c’è da vedere ai Musei Vaticani? Ecco, diciamo che faccio prima a spiegarti cosa NON c’è da vedere ai Musei Vaticani.

I Musei Vaticani raccolgono le collezioni d’arte, d’architettura e di antropologia create dai pontefici da Papa Niccolò V (1447 – 1455)  in avanti. Ci sono affreschi, arazzi, antichità egizie, greche e romane, carrozze e dipinti di rara bellezza. E poi c’è la Cappella Sistina di Michelangelo, che basterebbe pure da sola.

Il percorso inizia con alcuni musei e gallerie. Le sculture antiche del Museo Pio Clementino (fondato alla fine del 1700 da Papa Clemente XIV Ganganelli e Papa Pio VI Braschi) e le nove sale del Museo Gregoriano Egizio (fondato da Papa Gregorio XVI nel 1839) sono le prime cose che ti trovi sul percorso.

La Galleria degli Arazzi è fighissima: arazzi giganteschi eseguiti a Bruxelles tra il 1523 e il 1534 ricalcando opere degli allievi di Raffaello. Ma è inutile dire che la mia mezz’oretta di esaltazione pura l’ho vissuta nei 120 metri della Galleria delle Carte Geografiche. Ci sono le cartografie delle regioni d’Italia realizzate anche loro nel 1500, ma verso fine secolo. E’ stato impressionante vedere cosa c’era al posto delle città che conosciamo attualmente e come erano divise le zone italiane. Se quel giorno hai visto le mie Storie di Instagram, sappi che quando ho mostrato le carte geografiche di alcune regioni mi trovavo lì dentro.

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Pezzo di arazzo della Galleria degli Arazzi
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La Galleria delle Carte Geografiche

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A seguire ci sono le Stanze di Raffaello e l’Appartamento Borgia, appartenuto a Rodrigo Borgia che, divenuto papa, prese il nome di Alessandro VI; poi c’è la Collezione di Arte Contemporanea, e si finisce niente poco di meno che nella Cappella Sistina.

Io devo dire la verità raga’: la Cappella Sistina è bella, è davvero bellissima e io ho passato un bel po’ di tempo col muso all’insù, ma viste le foto che circolano in rete me la immaginavo mooooolto più grande. Purtroppo lì dentro non si possono fare foto e non posso farti vedere cosa intendo, ma fidati.

E poi tu entri, una serie di guardie ti spingono dentro ripetendo in continuazione che te devi da sta’ zitto perché è un luogo sacro, e tu c’hai quei dieci minuti in cui ti senti un po’ una pecora al pascolo col cane che ti abbaia dietro per farti entrare nel recinto. Solo che sei nella Cappella Sistina, stai cercando di andare al centro e sopra la testa c’hai il Giudizio universale di Michelangelo. Per dire.

Finito il momento pascolo esci e riprendi il percorso. Di quella parte dei Musei Vaticani mi ricordo solo il Museo Cristiano, il Museo Gregoriano Profano, il Padiglione delle Carrozze e il bar in cui mi sono fermata a prendere un succo di frutta.

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biglietti musei vaticani museo cristiano

biglietti musei vaticani museo gregoriano profano

biglietti musei vaticani museo gregoriano profano
“Oh porca vacca, qua me manca qualcosa e non so’ le braccia!”

Nel Padiglione delle Carrozze ci sono le carrozze usate dai vari papi col passare dei secoli e c’è esposta anche la papamobile sulla quale Giovanni Paolo II subì l’attentato del 13 maggio 1981, quando il terrorista Mehmet Ali Ağca gli sparò due colpi di pistola.

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La papamobile di Giovanni Paolo II

Infine, uscendo, foto di rito alla Scala Elicoidale realizzata da Giuseppe Momo, perché pare che se non instagrammi quella significa che ai Musei Vaticani non ci sei mai stato.

E’ stata realizzata nel 1932 ed è a dir poco splendida, mai vista una cosa del genere.

biglietti musei vaticani scala elicoidale Giuseppe Momo

Informazioni utili su Musement

Sul sito Musement trovi vari tipologie di biglietti per tour guidati e biglietti dei musei, e non ci trovi solo Roma ma anche moltissime altre città sparse in tutto il mondo.

Per quel che riguarda i Musei Vaticani, il biglietto saltafila che ho preso io costa 27 euro a coccia e lo trovi, insieme ad altri tipi di biglietti per lo stesso complesso di musei, cliccando qui → biglietti dei Musei Vaticani online

Se a interessarti è la Cappella Sistina, dai un’occhiata qua → biglietti della Cappella Sistina online.

Infine, ecco pure i biglietti per la Basilica di San Pietro, non inclusa nel biglietto che ho acquistato io. Nella pagina trovi pure le visite guidate → biglietti per la Basilica di San Pietro online.

Preciso che io non guadagno nulla dall’eventuale acquisto di questi biglietti tramite il sito Musement, eh. Sai com’è.

Come funziona l’acquisto dei biglietti su Musement: clicca sulla visita che ti interessa, inserisci la data, il numero di persone e scegli un orario. Una volta effettuato il pagamento ti arriva una e-mail con la conferma della prenotazione e tutte le indicazioni di cui avrai bisogno al momento della visita, compreso il percorso da seguire all’interno dei musei e le indicazioni utili (tipo non presentarti in pantaloncini e canottiera). Stampa tutto e portalo con te il giorno della visita.

Nel caso del biglietto saltafila che ho fatto io, una volta arrivato al museo dovrai seguire le indicazioni per l’ingresso “prenotati” e una volta entrato devi andare a “cassa online e gruppi”. Tranquillo, è facile. Se ce l’ho fatta io può davvero farcela chiunque.

 

Ringrazio Musement per la collaborazione e per avermi permesso di visitare i Musei Vaticani facendo le pernacchie ai turisti in coda.

Invece a te chiedo: ci sei già stato ai Musei Vaticani? Come ti è sembrata la Cappella Sistina? E la Scala Elicoidale di Momo? 

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