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Di ansia, pandemie ed Europa da nord a sud

Chiacchiere

lafolle 13 Settembre 2021 7

L’ultimo mese è stato pieno di alti e bassi. Altissimi e bassissimi. Tanto che sono qua a scriverne per rielaborare il tutto e fare il punto della situazione.

Hai presente Il diario di Bridget Jones? Lo hai mai letto il libro?

Io sì, e una cosa che ho adorato è che Bridget inizia a raccontare le sue giornate elencando, all’inizio della pagina di diario, quanti chili ha preso o perso rispetto al giorno prima, quante sigarette ha fumato, quanti fidanzati ha guadagnato o perso.

Se dovessi iniziare la pagina dedicata al diario di questo mese come fa Bridget Jones, il mio elenco sarebbe questo:

  • viaggi: 2
  • chili persi: forse uno, prontamente recuperato in Sicilia
  • personal trainer assunti: 1
  • attacchi d’ansia: 2
  • telefonate al 118: 1
  • livello di stress: fuori scala
  • conversazioni spiacevoli sulla pandemia: sempre troppe
Vacanze 2021: vista sul fiume Ounasjoki di Rovaniemi

Da una parte all’altra d’Europa

Partiamo dalla parte più bella e più o meno soddisfacente di questo periodo: i viaggi.

Sono riuscita ad ammucchiarmi i turni di agosto in modo da liberarmi quattro giorni di fila prima delle mie ferie vere e proprie, e ci ho infilato un viaggio a Rovaniemi.

Sono partita il 17 mattina, quattro ore dopo aver staccato dal turno di notte, e sono tornata il 21 più o meno alla stessa ora. Il 22 sono partita per la Sicilia.

A Rovaniemi ci sono andata da sola, mentre in Sicilia è venuto anche il mio compagno.

Ho fatto tutto un po’ di corsa, ma avevo un disperato bisogno di rivedere la Finlandia. Avevo bisogno di sapere che, nonostante tutta la paura che ho provato in questo anno e mezzo, i lockdown, i vaccini e i tre viaggi cancellati, l’avrei trovata lì ad aspettarmi. Volevo tornare nel MIO posto nel mondo, e sentirmi a casa.

Perché Rovaniemi?

Non lo so di preciso.

Quando scelgo dove andare guardo i giorni che ho a disposizione, e poi scelgo sempre di pancia. Vedo cosa mi ispira. I tre viaggi finlandesi che ho cancellato durante la pandemia ne sono la prova: a Pasqua 2020 avevo prenotato un viaggio a Lappeenranta, che immaginavo coperta di neve e di uova pasquali gialle e rosa, pronta a farmi assaggiare il temibile mämmi; il Capodanno 2021 me lo immaginavo a Turku, ai piedi della sua cattedrale, smangiucchiando profumati biscotti al pan di zenzero; il viaggio in solitaria di luglio 2021 invece me lo immaginavo alle Isole Åland, facendo trekking sulla costa ed ascoltando Runaway della cantante norvegese Aurora.

Lappeenranta, le Isole Åland e Turku sono tutti posti che ho in testa di visitare comunque, ma per agosto ho scelto una meta su cui, giuro, non avrei scommesso un centesimo. Perché nei racconti di chi ci è stato, Rovaniemi viene spesso dipinta come la Gardaland finnica: ti dicono che c’è Babbo Natale, ti mostrano queste foto piene di elfi e bambini che saltellano nella neve, e poi aggiungono di essersi spostati verso la Norvegia o verso il nord della Lapponia finlandese per vedere qualcosa di davvero interessante. Come per dire: atterrate a Rovaniemi, andate ad incontrare il vecchio con la barba e poi spostatevi altrove.

Foto delle Spice Girls insieme a Babbo Natale al Villaggio

In più, Rovaniemi è decisamente piccola. Non ci sono i quartieri di Helsinki da esplorare, ognuno con un proprio stile architettonico e la sua storia; Rovaniemi è un unico, grande quartiere tutto uguale e attraversato da due fiumi.

Però avevo solo quattro giorni, e sentivo che era il momento di provare con la Lapponia finlandese. Pare che nessuno possa dire di essere stato in Finlandia se non ha visto il Villaggio di Babbo Natale…

E allora” mi sono detta, “vediamo ‘sta Rovaniemi cos’ha da dirmi.

Rovaniemi me ne ha detta parecchia, di roba. Rovaniemi mi è piaciuta proprio, tanto che ho deciso di fare una cosa veramente da turisti: tornarci nel periodo natalizio, per vederla pure in questa veste e lasciarmi sorprendere.

Ma non è andato tutto liscio come speravo. A partire dalle restrizioni per la pandemia.

La mattina della partenza ho ricevuto un messaggio da Finnair in cui mi avvisavano che erano cambiate alcune regole per l’ingresso nel Paese. Erano le cinque e per fortuna ero sveglia, dato che stavo lavorando.

Ho perso dieci anni di vita.

La misteriosa regola cambiata era la seguente: i passeggeri in transito in Finlandia non potevano più lasciare l’aeroporto durante lo scalo, al massimo potevano dormire negli hotel della zona aeroportuale.

All’andata avevo sì e no un’oretta di scalo a Helsinki, ma durante il volo di rientro avevo undici ore di scalo nella stessa città, con la notte di mezzo: volevo trascorrere quelle ore nel centro storico, in un hotel stupendo.

Presa dall’ansia, ho cancellato immediatamente la notte che avevo prenotato in centro e l’ho sostituita con una notte all’Hilton di fronte al terminal dell’aeroporto di Vantaa. Poi ho setacciato tutti i siti che forniscono informazioni sul Covid-19 e sulle restrizioni in Finlandia: il sito della Farnesina, quello del governo finlandese, quello della sanità finlandese, quello dell’Ambasciata, quello della Finnair e quello della guardia di frontiera. Ho compilato un nuovo Passenger Locator Form per aggiornare l’indirizzo dell’hotel a Helsinki e ho scaricato l’applicazione Koronavilkku, il corrispettivo finlandese di Immuni.

Clicca qua per conoscere le regole per viaggiare in Finlandia durante la pandemia

Subito dopo ho avuto un attacco d’ansia di quelli che non mi venivano da una decina d’anni, e che mi ha portata a pensare di non partire proprio. Il collega che mi ha dato il cambio mi ha trovata ad un passo dallo svenimento.

Alla fine, però, ho comprato un flaconcino di valeriana in aeroporto e sono partita senza neanche aprirlo. Mi sono limitata a farmi un bel pianto liberatorio appena mi sono messa a sedere sull’aereo.

Ma da lì in poi, godimento puro.

Ho dormito in un ostello per la prima volta, e ho preso un sacco di pioggia visitando Rovaniemi in bici.

Ho collezionato figuracce e ho mangiato benissimo. Ho trovato delizioso anche un panino che ho divorato sotto ad una tettoia per ripararmi dall’acqua, pensa te.

Ho scovato delle pietre con simboli runici in un parco che ho visitato totalmente a caso, e mi sono fatta due chiacchiere col proprietario di un ristorante del Villaggio di Babbo Natale, mentre mi cucinava un trancio di salmone nel caminetto e ascoltavamo Vasco Rossi.

Sì, Alex in quel momento ascoltava dei pezzi vecchi di Vasco Rossi. Canzoni che giravano quando ero adolescente io, per capirci. Gliel’ho fatto notare e lui si è fatto una gran risata. Mi ha servito un saporito trancio di salmone fumante, un’insalata di patate fredda e una birra Karhu, e mi ha chiesto come cacchio c’ero finita io a mangiare salmone a Rovaniemi, in bassissima stagione, durante una pandemia.

Io di questo Paese mi sono innamorata” gli ho detto. “E voglio far innamorare pure gli altri.

Trancio di salmone mangiato a Rovaniemi

Ah, ovviamente ho incontrato anche Babbo Natale.

Dopo Rovaniemi sono volata in Sicilia per le vacanze vere e proprie, quelle in cui non mi schiodo dalla spiaggia per sette giorni e dormo e mangio come se non ci fosse un domani.

Quest’anno ho scelto un hotel a Giardini Naxos: spiaggia privata, mezza pensione e possibilità di fare escursioni nelle zone vicine.

Purtroppo non è andata bene come speravo, soprattutto in relazione alla fucilata che abbiamo pagato per stare lì, ma ho avuto la possibilità di fare un’escursione sull’Etna e di visitare Taormina. La blogger che è in me avrebbe voluto vedere altre cose, ma il fisico e l’ansia accumulata nei giorni precedenti mi hanno imposto il riposo quasi totale.

La cosa meravigliosa sai qual è? Che mi sono ricordata solo dopo di aver appena realizzato uno dei buoni propositi del 2021. Volevo trascorrere le vacanze estive tra Finlandia e Sicilia, e l’ho fatto, anche se puntavo su Turku.

Alla fine non mi è andata per niente male!

Vacanze 2021, vista su un cratere dell'Etna

La Stronza

Veniamo alla parte un po’ più scomoda di questo post: l’ansia. L’ansia quella vera.

Sono stata in terapia da una psicologa per tre anni e mezzo, poi è arrivata la pandemia e ne ho approfittato per, diciamo così, togliere le rotelle alla bicicletta. Dissi alla dottoressa che avevo imparato a riconoscere quella stronza di ansia, e i pensieri deformati dalla negatività più assoluta. Che credevo in me stessa abbastanza da dire all’ansia di starsene zitta e di lasciarmi fare senza rompere i coglioni.

Ed è ancora così: riesco a riconoscere la Stronza, quando si palesa. Ne sento la presenza soffocante, come se mi stringesse le mani intorno al collo e mi sussurrasse cose indicibili all’orecchio.

Il problema è che, a volte, la Stronza mi strattona, mi prende a pugni lo stomaco e mi fa tremare. Perché capita che la realtà mi metta davvero alla prova, molto più delle altre volte.

E’ successo prima di partire per Rovaniemi, ma era già successo qualche giorno prima. Un giorno ero dai nonni e mio nonno, che per me è più di un padre, non stava troppo bene e dopo un po’ mi è svenuto davanti, con gli occhi spalancati e la faccia bianca. Mia nonna urlava, mia zia pure, e io ho trovato da qualche parte la lucidità per telefonare al 118 e chiedere aiuto. Con la stessa assurda lucidità mi sono messa per strada per farmi vedere dall’ambulanza, e quando mio nonno è stato caricato sulla barella io mi sono allontanata per non crollare davanti a mia nonna, che soffre d’ansia peggio di me. Mi è stato detto “prepariamoci al peggio” mentre l’ambulanza si allontanava e io stavo avendo un attacco di panico.

Mio nonno si è ripreso. Io continuo a rivedere i suoi occhi azzurri spalancati e a sentire mia nonna che urla disperata.

Ho preso un appuntamento dalla mia psicologa.

Mi hanno detto che l’attacco d’ansia, in quel caso, era più che giustificato da quello che stava succedendo. Io ci credo, ma credo anche di dover rielaborare questi eventi e di doverlo fare con una professionista. Questo post serve anche a questo: a farmi rielaborare e a mettere i pezzi al loro posto.

Perché la Stronza non ha vinto.

… E c’è pure una pandemia

Sapevi che c’è una pandemia in corso? Sì? Ah beh, almeno tu lo sai.

Perché dalle mie parti il Covid-19 non c’è più, non so se da te è uguale. Nei locali ci si fida del cliente che dice di avere il green pass senza controllarlo, guai a nominare il terzo vaccino, e a quanto pare le case farmaceutiche hanno il fegato di collaborare con i virologi! Dico io: non bastava l’aiuto di Zio Peppe con la laurea presa presso l’Università della Vita?

Zio Peppe, quello che a cinquant’anni non ha ancora capito dove si mettono le acca del verbo avere, ma sa per certo che i medici ci stanno mentendo e che il Covid-19 va curato in un altro modo. Lui!

Se avessi la metà dell’autostima di tutti i Zio Peppe che conosco, probabilmente avrei risolto tutti i miei problemi psicologici e relazionali. Sarebbe l’ansia ad avere me. Me la sentirei talmente calla da invadere la Finlandia vestita da Sampei.

E invece.

7 Commenti
  • Bel post cara 🙂 Anche io ho voluto fare un resoconto riassuntivo di questa estate pandemica (ma in video): diciamo che sono proprio liberatori ed aiutano ad affrontare quello che si vive, e fare chiarezza. Sono periodi difficili, e non aiuta quando ci si mettono pure altre cose gravi, come tuo nonno per cui ti sono vicina e l’ansia.

    Parlando invece di cose piu’ leggere e frivole, sono contenta che tu sia riuscita a fare questi due viaggi nonostante le avversita’ per arrivare in Finlandia, spero davvero che ti abbia aiutato a ricaricati!

    Un abbraccio

    Eleonora

    1. Ciao Eleonora! Il blog secondo me deve avere anche una componente più personale, come anche il canale Youtube, e ogni tanto è bello condividere cose come queste. Fanno bene sia a chi parla/scrive, che a chi legge/guarda!

      I viaggi alla fine mi hanno dato una bella carica, più quello in Lapponia che quello in Sicilia, però sono serviti molto 🙂 un abbraccio anche a te!

  • Parto dal brutto che ce lo togliamo subito di mezzo, mentre raccontavi di tuo nonno ho rivissuto i momenti a dicembre 2020 con il mio compagno: stessa cosa, faccia bianca, occhi girati, tremava, svenuto. Non so come e perché anche io ho avuto la lucidità di chiamare il 118. Esperienze che non auguro a nessuno. Poi coi nonni ancora di più che so che per te sono fondamentali come per me. Sono contenta che lui si sia ripreso e che tu non abbia fatto vincere la stronza ma le abbia dimostrato che la sai gestire. Brava!

    E ora il positivo. Felicissima che tu sia riuscita a tornare in Finlandia e che siano stati giorni bellissimi (nonostante l’ansia pre-partenza). Vorrei tanto riuscire a tornare in UK ma al momento costa troppo in termini di tamponi (e continuano a cancellare troppi voli, prima o poi ce la farò!).
    Non c’è niente come ritrovarsi in luoghi speciali per noi per ricaricare le pile!

    (nota a margine: sul Covid non dico nulla che ci siamo già capite. Qui più o meno stessa situazione…)

    1. L’esperienza col tuo compagno deve averti traumatizzata, spero che in questi mesi voi abbiate capito a cosa era dovuto, e che si possa risolvere.

      In effetti non ricordo di aver visto nessun blogger, tra quelli che seguo sui social, che è andato in UK a parte quelli che ci vivono proprio. Stavo leggendo che il governo inglese sta pensando di non introdurre alcun pass per i vaccinati e… mah.

      Sul Covid si dice pure troppo, ci siamo capite sì.

      1. Con UK il problema al momento é che le regole cambiano spesso, che ci vuole un tampone prima e uno dopo (caro) anche se si é vaccinati, ecc.
        Fino a che la situazione non é stabilita direi che si sta sul continente…
        PS: sono in c’è reale con un’amica e magia… Controllano il green pass per davvero!

        1. Almeno controllare quello… :/

  • Forse tutti abbiamo accusato con ansie e paure questo difficile momento, però tu hai avuto il.coraggio di raccontare tutte le tue emozioni, e alla fine sei riuscita a fare tutto quello che volevi fare in questa estate 2021

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